Palazzo Ajutamicristo

Palazzo Ajutamicristo
Palazzo Aiutamicristo.jpg
Portale d'ingresso
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàPalermo
Coordinate38°06′47.41″N 13°22′03.72″E / 38.113169°N 13.3677°E38.113169; 13.3677Coordinate: 38°06′47.41″N 13°22′03.72″E / 38.113169°N 13.3677°E38.113169; 13.3677
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Il Palazzo Ajutamicristo è un palazzo nobiliare del XV secolo con prospetto in via Garibaldi a Palermo.

Fu voluto dal barone di Misilmeri e Calatafimi, il banchiere di origini pisane Guglielmo Ajutamicristo,[1] che voleva una residenza diversa dal castello di Misilmeri per gestire dalla capitale con più facilità il commercio cerealicolo.

StoriaModifica

L'opera fu realizzata tra il 1490 e il 1495 da Matteo Carnilivari,[2] noto architetto del tempo, negli ultimi lustri d'epoca aragonese.

Epoca spagnolaModifica

Il maestoso progetto fu condotto a termine solo in parte concentrandosi soprattutto sul lussuoso interno che ha convinto illustri ospiti tra cui:
l'imperatore Carlo V reduce dalla trionfale campagna di Tunisi nel 1535,[3] durante il passaggio per le città del Regno di Sicilia comprese tra Trapani e Messina lungo il percorso di rientro,
Don Giovanni d'Austria nel 1576 a soggiornarvi.

Nel 1588 il palazzo e il suo giardino vengono acquistati dai Moncada Principi di Paternò che ne resteranno proprietari fino al 1877.

Dopo i rimaneggiamenti seicenteschi il palazzo si mostra ora come uno splendido edificio in stile gotico - catalano con balconi e portale barocchi e un loggiato a doppio ordine interno con un vasto giardino ove era ospitata la statua del Cavallo Marino, oggi risistemato a piazza Santo Spirito e che si estendeva fino alla basilica La Magione.

L'ingresso originario consiste in un portale ad arco policentrico con ghiera a bastone su fasci di colonnine. Esso si incastra in un complesso sistema di cornici aggettanti che si congiungono dando forma al rombo nel quale, ancora oggi, anche se con qualche difficoltà, è possibile ammirare lo stemma della famiglia degli Ajutamicristo.

Oggi una porzione, un tempo proprietà dei Tasca, è posseduta dalla Regione Siciliana e la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo vi presenta una ricca collezione lapidea e scultorea, tra cui opere di Domenico Gagini, Ignazio Marabitti e le due stele Mellerio, commissionate ad Antonio Canova nel 1812 da Giacomo Mellerio. In altre sale espositive sono custodite le carrozze della collezione Martorana Genuardi. Le due collezioni sono aperte al pubblico.

L'altra metà è di privati tra cui i baroni Calefati di Canalotti che abitano il piano nobile contraddistinto dalla loggia.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Filadelfo Mugnos, pp. 32 e 33.
  2. ^ Pagina 50, Gioacchino di Marzo (Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo), "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti." [1], Volumi I e II, Stamperia del Giornale di Sicilia, Palermo.
  3. ^ Filadelfo Mugnos, pp. 33.

BibliografiaModifica

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