Panaria Film

Panaria Film
StatoItalia Italia
Fondazione1947
Fondata da
Chiusura1956
Prodottiproduzione di film e documentari

La Panaria Film è stata una casa di produzione cinematografica fondata in Sicilia nella seconda metà degli anni '40 dal nobile siciliano Francesco Alliata di Villafranca.

StoriaModifica

Alliata, insieme al cugino Quintino di Napoli e agli amici Giovanni Mazza, Pietro Moncada di Paternò, Renzino Renzo Avanzo e Fosco Maraini, nel 1946 decide di realizzare una serie di cortometraggi subacquei in 35 mm nelle isole Eolie, primi nel loro genere a livello mondiale con vecchie attrezzature reperite negli Stati uniti e rese impermeabili.[1][2] Inizia così la Panaria Film.

Il primo documentario fu Cacciatori sottomarini nel quale Giovanni Mazza, eccellente palombaro, fu di fondamentale importanza per l'apporto tecnico a Francesco Alliata. Merita di essere ricordato anche Tonnara, con immagini di grande intensità girate dallo stesso Francesco Alliata che arrivò ad immergersi dentro la camera della morte, circondato da centinaia di tonni che si agitavano nel tentativo di trovare una via di fuga. Quei documentari, quattordici in tutto, restano tutt'oggi opere di immenso valore, e l'avventura di quei quattro intraprendenti ragazzi ha segnato, seppure per poco, una delle pagine più belle del cinema italiano[3].

Successivamente, grazie all'interessamento dello stesso Roberto Rossellini, la Panaria Film passò al cinema vero e proprio, producendo tra gli altri il film Vulcano di William Dieterle e La carrozza d'oro di Jean Renoir, entrambi con Anna Magnani.

I documentari Scilla e Cariddi e Tonnara furono premiati ai Festival di Venezia nel 1948 e al Festival di Edimburgo nel 1950.

La Panaria Film chiuse per debiti nel 1956.

FilmografiaModifica

DocumentariModifica

  • Cacciatori sottomarini
  • Scilla e Cariddi
  • Tonnara
  • Bianche Eolie
  • Isole di cenere

FilmModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica


Collegamenti esterniModifica

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  1. ^ Francesco Torre, Il Principe Alliata: un ricordo molto personale di Francesco Torre, su carteggiletterari.org. URL consultato il 26 luglio 2015.