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BiografiaModifica

Nato da famiglia aristocratica dei baroni di Musellaro (il padre Cristoforo fu eletto per il primo quadriennio al consiglio di Abruzzo Ulteriore II nel 1808[2]), conclusi gli studi al Real Collegio dell'Aquila, Tabassi si arruolò (1820) come volontario nel reggimento dei "Cacciatori a Cavallo" della Legione italica, guidato dal generale Guglielmo Pepe col colonnello Ricciardi[3].

Accusato di cospirazione (1828) insieme ad altri suoi concittadini di Celano[3], fu arrestato e rinchiuso prima nel carcere dell'Aquila e, più tardi, trasferito a Napoli nel carcere di Santa Maria Apparente, dove fu più volte seviziato e torturato.

Incluso nella lista degli attendibili nel 1849[4], tornerà da Napoli nel 1860 quando l'11 ottobre scoppiò la reazione in Avezzano, capoluogo del distretto, per l'approssimarsi della brigata guidata dal barone De La Grange[3], artefice della spedizione in Abruzzo, che attraversando la Valle Roveto, doveva ricongiungersi nella città dell'Aquila con la colonna comandata dal generale borbonico Luigi Scotti, contemporaneamente fatto partire da Gaeta: il progetto di difesa fallì, poiché il generale d'armata piemontese Enrico Cialdini sconfisse completamente Scotti nei pressi di Isernia[3]. Tabassi tentò di soffocare la reazione in Celano[4], opponendosi ai primi moti degli insorti che volevano occupare l'ingresso del corpo di Guardia Nazionale rimasto deserto, impedendone per qualche tempo che vi penetrassero e si impossessassero delle armi.

Nell'anno 1861 il governatore lo proclamò il 5 luglio a consigliere provinciale per la Marsica[4].

Il 20 marzo 1863 con 241 voti[5][6] entrò a far parte dell'VIII legislatura del Regno d'Italia per il collegio di Pescina, a seguito della morte improvvisa del predecessore Enrico Berardi (1801-1862) e una votazione parziale annullata dalla Camera[4].

In seguito fu anche consigliere provinciale dell’Aquila e divenne sindaco di Celano.

Nel palazzo Tabassi di Celano il 17 marzo 2011 è stata posta una lapide commemorativa[7].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ L'anno di nascita per il sito della Camera dei Deputati è 1804. Tuttavia la data di battesimo di Panfilo Tabassi a Celano risulta essere l'11 novembre 1803, nato da Cristofaro Tabassi Masciarelli e da donna Angela dei marchesi Mazzara. Cfr. Giovanni Tabassi, I Tabassi, una famiglia nel mito e nel tempo, 2013., p.387.
  2. ^ Paolo Muzi, La presenza borghese nei consigli di Abruzzo Ulteriore II, in Angelo Massafra (a cura di), Il Mezzogiorno preunitario: economia, società e istituzioni, Bari, Dedalo, 1988, pp. 413-415, ISBN 88-220-4136-4.
  3. ^ a b c d I 450 deputati del presente e i deputati dell'avvenire per una societa di egregi uomini politici, letterati e giornalisti, diretta da Cletto Arrighi, Milano, presso gli Editori; e presso l'ufficio della Cronaca grigia, 1865; Telesforo Sarti, I rappresentanti del Piemonte e d'Italia nelle tredici legislature del Regno, Roma, A. Paolini, 1880.
  4. ^ a b c d Guido Jetti, Cronache della Marsica: (1799-1915), Napoli, L. Regina, 1978, pp.139-140.
  5. ^ Camera dei Deputati - Sessione del 1861-62 - Tornata del 20 marzo 1863 (PDF), su storia.camera.it, 20 Marzo 1863, p. 5934.
  6. ^ Raffaele Colapietra, I deputati abruzzesi nei primi anni dopo l’Unità, in Nuovi quaderni del Meridione, XI, nº 13, gennaio-marzo 1966.
  7. ^ Panfilo Tabassi - Chi era costui, su chieracostui.com. URL consultato il 02/06/2018.
  8. ^ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Elenco alfabetico dei decorati dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro: dal 17 marzo 1861 al 31 dicembre 1869, Torino, Stamperia Reale, 1870, p.172.

BibliografiaModifica

  • Fiorenzo Amiconi, Panfilo Tabassi. Deputato al Primo Parlamento Italiano. 1803-1896, "Giornale terremarsicane - terza pagina", s.d.
  • Giovanni Tabassi, I Tabassi, una famiglia nel mito e nel tempo, 2013. (on-line)

Collegamenti esterniModifica