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Il papiro di Milano[1] è un rotolo di papiro scritto ad Alessandria d'Egitto a cavallo tra il III ed il II secolo a.C., durante la dinastia tolemaica. Contiene oltre cento epigrammi greci, quasi tutti precedentemente sconosciuti agli studiosi, attribuiti dagli editori al poeta ellenistico Posidippo di Pella (III sec. a.C.).

DescrizioneModifica

Scoperto da anonimi tombaroli tra le bende di una mummia, fu acquistato al "mercato grigio" dei papiri in Europa nel 1992[2] dall'Università degli Studi di Milano. Nel rotolo sono contenute oltre 600 righe di poesia greca prima sconosciuta, divisa in circa 112 brevi composizioni o epigrammi. Due di questi erano già noti, e sono stati attribuiti dallo studioso bizantino del XII secolo Giovanni Tzetzes all'ellenista Posidippo di Pella, un macedone che visse ad Alessandria. Inizialmente tutte le opere furono attribuite a Posidippo, anche se Franco Ferrari suggerì l'ipotesi che si trattasse di un'antologia contenente soprattutto opere di Posidippo.

Trattandosi del più antico esemplare di libro di poesia greca, e della più consistente nuova scoperta di opere greche da molti anni, la storia della scoperta fu riportata anche dal New York Times e dal National Geographic.[3]

Chiamato "papiro di Milano", fu pubblicato in un'edizione per studiosi nel 2001, edito da Guido Bastianini e Claudio Gallazzi in collaborazione con Colin Austin.[4] Nel 2002 Austin e Bastianini pubblicarono un'edizione[5] omnicomprensiva della poesia di Posidippo: Posidippi Pellaei Quae Supersunt Omnia ("Tutto ciò che sopravvive delle opere di Posidippo di Pella"), compresi quindi gli epigrammi del papiro, con traduzione italiana ed inglese. Gli studiosi si sono affrettati a studiare questa miniera di informazioni.[6]

Dopo una discussione[7] tenutasi al raduno annuale della American Philological Association nel gennaio 2001,[8] fu organizzato un seminario incentrato sul papiro di Milano al Center for Hellenic Studies di Harvard (aprile 2002), ed altre conferenze internazionali nel novembre 2002 a Milano, Firenze e Cincinnati.[9][10]

Lo studio del papiro di Milano, di Posidippo, e degli epigrammi alessandrini in generale, fu rinvigorito da questa scoperta, e procede a passo spedito.[11]

NoteModifica

  1. ^ P. Mil. Vogl. VIII 309.
  2. ^ Bulletin of the American Society of Papyrologists 39 (2002) p.165
  3. ^ National Geographic News
  4. ^ La editio princeps: Guido Bastianini, Claudio Gallazzi con Colin Austin Posidippo di Pella. Epigrammi (P.Mil.Vogl. VIII 309) (Milano:Edizioni Universitarii) 2001
  5. ^ Detta editio minor.
  6. ^ Leiden University: on-line bibliography of Posidippus[collegamento interrotto]: soprattutto dal 2001 in avanti
  7. ^ www.chs.harvard.edu/publications.sec/
  8. ^ Bing, Peter, "Posidippus on Stones. The First Section of the New Posidippus Papyrus (P. Mil. Vogl. VIII 309, Col. I-IV.6)", American Philological Association Panel on the New Epigrams of Posidippus, (Filadelfia 2001).
  9. ^ University of Cincinnati news release.
  10. ^ "The New Posidippus"
  11. ^ Il primo numero dei classici online della Harvard University, "Classics@", fu dedicato a Posidippo ed al papiro; fu aggiornato poi nel marzo 2007. (Center for Hellenic studies: Classics@ Issue 1 Archiviato il 24 febbraio 2012 in Internet Archive.)

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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