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Pasimafi è un'inchiesta giudiziaria condotta tra il 2015 e il 2018 in Italia, incentrata sulle attività del professor Guido Fanelli, direttore della terapia del dolore presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, nonché luminare della materia. In questa inchiesta la Procura di Parma ha ipotizzato un sistema fraudolento che coinvolgeva ricerca scientifica, politica, case farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici; lo scandalo provocò, tra i suoi effetti di breve periodo, la rimodulazione delle procedure di contatto tra informatori farmaceutici e medici dell'Ospedale Maggiore di Parma.[1] Il termine venne coniato dagli stessi inquirenti a partire dal nome in uno yacht, «Pasimafi V» un'imbarcazione a disposizione della famiglia del principale indagato Guido Fanelli e frutto di proventi illeciti secondo l'accusa.

StoriaModifica

Gli arrestiModifica

L'8 maggio 2017 vennero posti agli arresti domiciliari 19 persone tra dirigenti, medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione dei farmaci e dei dispositivi medici;[2] altre 75 persone furono indagate[2] oltre al coinvolgimento di 17 aziende e al sequestro preventivo di due società di comodo (Doctor Consulting e Crag Up) allestite per il riciclaggio del provento delle attività illecite e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti del reato di corruzione, per circa 500mila euro. Le accuse furono di associazione per delinquere aggravata, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, riciclaggio, truffa aggravata, abuso d'ufficio, peculato, comparaggio farmaceutico, trasferimento fraudolento di valori. Fra le persone coinvolte ci furono:[2]

  • Massimo Allegri, dirigente medico presso Struttura Complessa 2a Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell'Ospedale Maggiore di Parma;
  • Noher Ivan Ias Boninsegni, Area Manager presso St. Jude Medica Italia Spa con Socio Unico;
  • Giovanni Capasso, amministratore della Doctor Consulting Srl;
  • Riccardo Cerbai, Business Unit Director Respiratory presso Mundipharma Pharmaceuticals Srl;
  • Danio Concari, direttore vendite Teleflex Medical Srl Unipersonale;
  • Giulio Corno, commercialista;
  • Paolo Carlo Crippa, amministratore delegato della TeleflexMedical S.r.l. Unipersonale;
  • Fabio De Luca, General Manager divisione Pharma di Angelini F.A.C.R.A.F. Spa a Socio Unico;
  • Guido Fanelli, professore ordinario di Anestesia e Rianimazione all'università di Parma e direttore della struttura complessa di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’Ospedale Maggiore di Parma;
  • Marco Filippini, General Manager per il Sud Europa dell'industria farmaceutica Mundipharma Pharmaceuticals Srl;
  • Marcello Grondelli, amministratore delegato e legale rappresentante Spindial SpA;
  • Ugo Grondelli, membro del consiglio di amministrazione della società Alteco Medical Ab;
  • Alberto Grua, consigliere Grunenthal Italia Srl e Farmaceutici Formenti Srl, capo commerciale per Europa, Australia, Nord America e membro del Corporate Executive Board di Grunenthal;
  • Enzo Lucherini, direttore commerciale Ibsa Farmaceutici Italia Srl;
  • Thilo Karl Stadler, membro dell'Executive Board e General Manager sud Europa (Italia-Spagna-Portogallo e Francia) per la Grunenthal Italia Srl;
  • Giuseppe Vannucci, libero professionista e amministratore della società Appmed Srl

Il rettore dell’Università di Parma, Loris Borghi, uno dei 75 indagati, diede le dimissioni il 15 maggio e, anche accusato e rinviato a giudizio a seguito di un'ulteriore indagine sulla nomina a primario di una sua ex-allieva, si è suicidato un anno più tardi, il 13 maggio 2018, suscitando profondo sgomento in tutta la comunità parmense.[3]

La reazione dell'opinione pubblicaModifica

La vicenda gettò un'ombra sulla Legge n. 38 del 2010 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Questa legge infatti, che per anni era stata un unicum nel panorama politico mondiale e un progresso del sistema sanitario italiano, ora si sospettava che fosse stata sfruttata per fenomeni criminosi come corruzione e abuso d'ufficio dal suo principale promotore. Guido Fanelli, che era stato consulente tecnico del governo per l'estensione della Legge 38/2010 sulle cure palliative e terapia del dolore nonché presidente della Commissione istituita ad hoc dal 2008 al 2015 presso il Ministero della Salute.[senza fonte], secondo le ipotesi degli inquirenti, avrebbe sfruttato la sua posizione per ottenere indebiti vantaggi personali.

L'allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin dichiarò:[4]

«Stiamo seguendo con grande attenzione lo sviluppo dell'inchiesta, perché ovviamente i capi di imputazione sono gravissimi e colpiscono personaggi noti del mondo scientifico.»

Il processoModifica

Le indagini si sono chiuse il 16 gennaio 2018[5]. Il 12 dicembre 2018[6] sono risultate 75 le richieste di rinvio a giudizio presentate dalla Procura della Repubblica. Sessantacinque a carico di medici e funzionari. Dieci sono invece per aziende. Presentate anche venti richieste di archiviazione.

ConseguenzeModifica

Sospensione dei sanitari coinvolti nell'Ospedale Maggiore di ParmaModifica

In data 8 maggio 2017 la Direzione dell’ospedale ha comunicato di aver avviato le procedure per sospendere i sanitari coinvolti (Guido Fanelli e Massimo Allegri) dall'attività assistenziale con conseguente sospensione dello stipendio.[7]

Il suicidio di Loris BorghiModifica

Il 14 marzo 2018 Loris Borghi, si uccise nei pressi di un sottopasso ferroviario nella frazione di Baganzola (Parma).[8]

Il nuovo Regolamento dell'ospedaleModifica

Dopo aver recepito nel 2017 la normativa fissata con precedente delibera regionale, con l’obiettivo di limitare il contatto diretto tra informatori e singoli medici per la presentazione di farmaci o dispositivi, nel 2018 la Direzione dell'ospedale ha ritenuto di sostituire integralmente la precedente procedura approvando un nuovo regolamento.[1]

StatisticheModifica

I costi degli illecitiModifica

Dopo il processo, si potranno calcolare anche gli effetti economici dell'insieme di reati coinvolti in Pasimafi, non solo nei danni diretti al Sistema Sanitario Nazionale, ma ad esempio anche per gli effetti indiretti sui prezzi dei prodotti farmaceutici, e quindi comunque pagati dai cittadini.

Nel frattempo, Associated Press[9] ha svolto un'approfondita inchiesta sulle connessioni tra il caso Pasimafi (ad es. per il coinvolgimento di dirigenti di Mundipharma e per alcune strategie di marketing riscontrate) ed il caso nato da Purdue Pharma con le dipendenze da oppioidi farmaceutici negli Stati Uniti d'America, che si stima abbiano causato 400.000 morti nell'arco di due decenni.

Pasimafi infatti parrebbe il primo caso fuori dagli Stati Uniti d'America con un coinvolgimento di dipendenti dello stesso impero farmaceutico, quello della famiglia Sackler, più di dieci anni dopo le condanne di PurduePharma per la creazione di informazioni false sulla dipendenza dal farmaco OxyContin.

Esperti del settore, come il Dott. Andrew Kolodny, direttore esecutivo di Physicians for Responsible Opioid Prescribing, hanno affermato nel corso dell'inchiesta di ritrovare in Pasimafi le stesse strategie applicate dal settore farmaceutico U.S.A. negli anni '90 e che hanno portato alla strage che ogni anno miete decine di migliaia di vittime solo in quel Paese[9]:

«That is the same playbook that worked very effectively for pharmaceutical companies in the United States, despite knowing that it led to a public health catastrophe nowadays.»

Persino rappresentanti del Congresso Americano, almeno dal 2017, si sono attivati presso la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO) denunciando le strategie di Mundipharma e Purdue per evitare che l'epidemia statunitense possa diventare una pandemia[9].


NoteModifica

  1. ^ a b Redazione, Approvato il nuovo Regolamento dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma per l’accesso degli informatori scientifici del farmaco e dispositivi medici, in Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, 12 giugno 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.
  2. ^ a b c Inchiesta Pasimafi, la Procura di Parma chiede 75 rinvii a giudizio, su Repubblica.it, 12 dicembre 2018. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  3. ^ Redazione, Indagine Pasimafi del Nas: arrestato il luminare Fanelli: "Comando io, ho creato un sistema", in Repubblica.it, 8 maggio 2017. URL consultato il 1º luglio 2018.
  4. ^ Fabio Tonacci, Blitz dei Nas in tutta Italia, in manette 19 medici e imprenditori farmaceutici, in Repubblica.it, 8 maggio 2017. URL consultato il 1º luglio 2018.
  5. ^ Redazione, Parma, inchiesta sulla sanità fa tremare il Maggiore: indagato anche Mutti, in Repubblica.it, 16 gennaio 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.
  6. ^ Redazione, https://www.gazzettadiparma.it/news/parma/557484/scandalo-pasimafi-75-richieste-di-rinvio-a-giudizio-ecco-i-nomi.html, in gazzettadiparma.it, 12 dicembre 2018.
  7. ^ Redazione, Provvedimenti d’urgenza in considerazione delle gravi accuse emerse dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Parma, in Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, 8 maggio 2017. URL consultato il 1º luglio 2018.
  8. ^ Redazione, Parma, morto l'ex rettore Loris Borghi, in Repubblica.it, 14 marzo 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.
  9. ^ a b c (EN) CLAIRE GALOFARO e FRANCES D'EMILIO, Purdue foreign arm caught up in opioid probe in Europe, su www.apnews.com, The Associated Press, 29 maggio 2019. URL consultato il 5 agosto 2019 (archiviato dall'url originale).
    «EXPERTS SAY THE STRATEGY IS REMINISCENT OF BIG TOBACCO'S GLOBAL EXPANSION WHEN IT FACED MOUNTING LEGAL PROBLEMS IN THE U.S.».

Voci correlateModifica