Passo del Bracco
Passo del Bracco.jpg
Passo del Bracco
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
ProvinciaLa Spezia La Spezia
Genova Genova
Località collegateDeiva Marina
Moneglia
Altitudine615 m s.l.m.
Coordinate44°15′26.1″N 9°34′23.56″E / 44.257249°N 9.573212°E44.257249; 9.573212Coordinate: 44°15′26.1″N 9°34′23.56″E / 44.257249°N 9.573212°E44.257249; 9.573212
InfrastrutturaStrada Statale 1 Italia.svg Aurelia
Pendenza massima7.1%
Chiusura invernaleno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo del Bracco
Passo del Bracco

Il passo del Bracco è un valico posto a 615 m s.l.m. sulla Strada Statale Aurelia (SS1) fra la città metropolitana di Genova e la provincia della Spezia.

Indice

StoriaModifica


Percorso già in epoca romana il passo è importante perché collega le Cinque Terre e l'entroterra spezzino con il genovese Tigullio. Tuttavia un vero collegamento stradale fu aperto solo nel 1823, per iniziativa di Carlo Felice, ponendo così fine al secolare isolamento della provincia spezzina verso Genova. viene terminata la carrozzabile Aurelia

Nell'immediato ultimo dopoguerra il transito del passo fu reso insicuro da bande di malviventi[1].

DescrizioneModifica

CuriositàModifica

Nel 643 il re longobardo Rotari conquista la Liguria ed il Levante ligure, devasta Porto Venere ed espugna le fortezze bizantine del Bracco.

Diretto a Firenze nel 1827 per la correzione de "I promessi sposi", Manzoni transitò con tutta la famiglia (la madre Giulia, la moglie Enrichetta, sei figli e cinque persone di servizio). Per la madre del Manzoni, che aveva la fobia dei precipizi[2], il viaggio fu una continua ansia.

NoteModifica

  1. ^ I.Montanelli, L'Italia della Repubblica: "... con i fenomeni di banditismo un po' dovunque in Sicilia, ma anche a Milano o sul passo del Bracco in Liguria, dove i rapinatori erano in sistematico agguato ..."
  2. ^ “Mia madre ha paura di precipitare in luoghi dove uno che avesse l’intenzione di commettere un suicidio penerebbe a trovare i suoi comodi” (lettera a T.Grossi, 15 agosto), G.Bezzola,Giulia Manzoni Beccaria, pag.213