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Pietro del Massaio

pittore e cartografo italiano

BiografiaModifica

Pietro del Massaio, figlio di Jacopo, lavorò nella bottega di Vespasiano da Bisticci. Collaborò alla rifinitura dei pannelli dell'Armadio degli Argenti, dipinti a tempera da Beato Angelico fra il 1451 e il 1453.[1] Oggi le tavole superstiti sono conservate al Museo nazionale di San Marco, a Firenze.

La Pianta di RomaModifica

Due sono le Piante di Roma, miniate da Pietro del Massaio e conservate in codici della Biblioteca Apostolica Vaticana. La più antica, del 1469, è una delle illustrazioni degli otto libri della Geografia di Claudio Tolomeo.[2] Il codice contiene la versione, dal greco in latino, fatta nel 1409 dal fiorentino Jacopo di Angelo di Scarperia. La raffigurazione di Roma è obbliquo-verticale, panoramica e l'orografia è marcata in marrone. L'orientamento è con il nord in basso. Da notare il toponimo Casus Simonis, marcante il luogo che si collega alla leggenda romana di Simon Mago.[3]

La Pianta di Roma, miniata nel 1471-1472[4] è in un secondo codice tolemaico e rappresenta la città sempre in modo schematico, evidenziando le mura, il corso del Tevere e gli edifici principali. L'orientamento è sempre con il nord in basso e il Vaticano a destra, secondo i modelli iconografici trecenteschi. La rappresentazione sembra ripresa dal vero, dalla cima di Monte Mario, cioè dall'altura che si trova a destra della chiesa del Rosario. Nella pianta si distinguono il Colosseo, la Colonna Traiana, il Pantheon, la Torre delle Milizie, le Terme di Diocleziano, la Piramide Cestia, la Meta Romuli, le Mura Aureliane, le Mura leonine intorno al Vaticano, Ponte Milvio e la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, la basilica di Santa Maria Maggiore e la basilica di San Giovanni in Laterano. Addossato alle Mura leonine si vede il torrione di Niccolò V, ultimato nel 1454.[5][6]

 
Carta moderna della Francia di Pietro del Massaio

Una terza Pianta di Roma si trova nel codice manoscritto parigino, conservato alla Bibliothèque Nationale de France,[7][8] in cui il nome del miniatore appare al foglio 123r: Petrus Massarius Florentinus. Questo terzo codice della Geografia di Tolomeo fu ordinato da Alfonso I di Napoli - il cui stemma è al foglio 1 - e fu portato a Parigi da Enrico II di Francia. L'amanuense è Hugues Hugues Commineau. La datazione potrebbe essere post 1475, perché si vede il Ponte Sisto che fu inaugurato proprio quell'anno.

La Pianta di FirenzeModifica

La Pianta di Firenze disegnata da Piero del Massaio nel 1469 (compresa nel Codice Vaticano latino 5699), ha inaugurato la cartografia di questa città che vi è rappresentata entro la sua cinta muraria. La miniatura è tra quelle che ornano il manoscritto che contiene la traduzione latina del testo greco della Geografia di Claudio Tolomeo, fatta nel 1409 da Jacopo di Angelo di Scarperia e dedicata al papa Alessandro V. Questo codice tolemaico fu scritto a Firenze dall'amanuense francese Ugo Comminelli (o Hugues Commineau)[9] e decorato da Pietro del Massaio. Nella prima miniatura, al foglio 2r, si vede Jacopo di Angelo di Scarperia che offre al papa un manoscritto contenente la sua traduzione.

La Carta della FranciaModifica

Una Carta moderna della Francia, miniata da Pietro del Massaio, è compresa nel codice della Geografia di Tolomeo, scritto dall'amanuense Hugues Commineau intorno al 1470-1480 e che si conserva a Parigi, alla Bibliothèque Nationale de France.[10]

NoteModifica

  1. ^ Quando il Beato Angelico morì, nel 1455, gli sportelli dell'Armadio degli Argenti non erano terminati.
  2. ^ Codice Vaticano latino 5699, 59,5x44 cm - miniatura su pergamena, fol. 127.
  3. ^ Frutaz,  vol. I, pp. 137-138 e vol. II, tav. 157.
  4. ^ Il codice risulta terminato il 5 gennaio 1472.
  5. ^ Codice Urbinate latino 277, miniatura su pergamena. Il manoscritto, che porta il titolo Cosmografia di Tolomeo, è composto da fogli in formato 43,5x59,3 cm, per complessive 268 pagine. Le illustrazioni topografiche riguardano città come Firenze, Roma e Costantinopoli. Parte della rilegatura originale è andata perduta perché, in occasione dei restauri del 1779-1799, ne è stata realizzata una nuova, con inserti di quella originale, fol. 131r.
  6. ^ Frutaz,  vol. I, pp. 139-140 e vol. II, tav. 158.
  7. ^ Codice latino 4802, 44x60 cm, miniatura su pergamena, fol. 133r.
  8. ^ Frutaz,  vol. I, pp. 142-144 e vol. II, tav. 160.
  9. ^ Hugues Commineau da Mézières, è anche il calligrafo della Bibbia di Federico da Montefeltro (Biblioteca Apostolica Vaticana, Codice Urbinate latino 1 e 2).
  10. ^ Codice latino 4802, miniatura su pergamena, fol. 125v-126.

BibliografiaModifica

  • (LA) Claudius Ptolomaeus, Geographiae: codex Urbinas Graecus 82 phototupice depictus consilio et opera curatorum Bibliothecae Vaticanae, Lugduni Batavorum - Lipsiae, apud E.J. Brill - apud Ottonem Harrassowitz, 1932, 4 vol., SBN IT\ICCU\LO1\1004508.
  • (FR) Paolo D'Ancona, Erhard Aeschlimann, Dictionnaire des miniaturistes du Moyen âge et de la Renaissance dans les différentes contrées de l'Europe, Nendeln, Kraus reprint, 1969, p. 146, SBN IT\ICCU\SBL\0123204. Ristampa anastatica della edizione Milano, 1949.
  • Amato Pietro Frutaz (a cura di), Le piante di Roma, Roma, Tip. L. Salomone e A. Staderini, 1962, SBN IT\ICCU\SBL\0253082.
  • (DE) Claudius Ptolomaeus, Die Cosmographia des Claudius Ptolemäeus: Codex Ubinas 277, Zürich, Belser, 1983, SBN IT\ICCU\BVE\0224832.

Voci correlateModifica

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