Le pitture rupestri sono quelle pitture riportate sulle pareti di grotte risalenti alla preistoria, a partire dal Paleolitico. Sono state trovate anche incisioni rupestri.

Quando furono rinvenuti per la prima volta questi graffiti, alla metà del XIX secolo, essi vennero considerati primitivi, ma una recente rivalutazione e nuove scoperte ci hanno permesso di comprendere l'importanza dei lavori dell'Età della Pietra, che non sono solamente di alto livello artistico, ma costituiscono anche degli importanti indizi per una migliore conoscenza della cultura e delle credenze di quell'epoca.

La datazione di queste pitture rimane spesso incerta e non di rado dà luogo a polemiche, in quanto i metodi utilizzati, come quello al radio carbonio, possono essere facilmente "ingannati" da campioni contaminati da materiale più antico o più recente, e ciò avviene con molta facilità all'interno delle caverne. Nel dicembre 2019 è stato annunciato il rinvenimento di pitture rupestri risalenti a 35.000 - 44.000 anni fa, le più antiche del Mondo, nell'isola di Sulawesi in Indonesia [1].

I soggetti più comuni nelle pitture rupestri paleolitiche sono i grandi animali selvaggi, come il bisonte. Sono spesso presenti anche impronte umane. L'antropologo Leroi-Gourhan ha riconosciuto delle regolarità nelle rappresentazioni di bovini ed equini e nelle associazioni di questi rispettivamente al sesso femminile e al sesso maschile.

I più noti siti con pitture rupestri paleolitiche si trovano a:

Tra i siti con pitture rupestri post-paleolitiche in Italia, si possono citare

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Antonio Beltran, Arte rupestre preistorica, Milano, Jaca Book 1993.

Altri progettiModifica