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Porta San Zeno
Sistema difensivo di Verona
PortaSanZenoVerona.JPG
Vista lato campagna
StatoRepubblica di Venezia
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto
CittàVerona
Coordinate45°26′35″N 10°58′32″E / 45.443056°N 10.975556°E45.443056; 10.975556Coordinate: 45°26′35″N 10°58′32″E / 45.443056°N 10.975556°E45.443056; 10.975556
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Porta San Zeno (Verona)
Informazioni generali
Inizio costruzione1542
CostruttoreMichele Sanmicheli
Informazioni militari
UtilizzatoreRepubblica di Venezia
Impero austro-ungarico
Termine funzione strategica1866
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Porta San Zeno è una monumentale porta di Verona fatta erigere nel 1542 su progetto dell'architetto Michele Sanmicheli.

Indice

StoriaModifica

La porta venne progettata dall'architetto veronese Michele Sanmicheli nel 1541, al ritorno dal suo viaggio nel mediterraneo orientale. Due iscrizioni situate sulla facciata anteriore e su quella posteriore della porta, recanti entrambe la data del 1542, fanno pensare che la sua costruzione fu estremamente breve, concludendosi in meno di un anno.[1]

StrutturaModifica

 
Porta San Zeno in una fotografia ottocentesca.

La porta è inserita nella cortina tra il bastione di San Procolo ed il bastione di San Zeno, in prossimità di quest'ultimo. La posizione, stabilita ex novo, giace sul lato a nord-ovest del bastione di San Zeno rispetto alla preesistente porta medievale di San Massimo, che era a sud.

La pianta è quadrata, articolata sul grande androne centrale voltato, nel quale si immette il passaggio carraio; lateralmente sono disposti un passaggio pedonale laterale e il vano per il corpo di guardia, mentre altri locali per il ricovero della guardia si trovano al secondo piano. La copertura è a tetto a padiglione. La porta era dotata di ponti levatoi lignei, i quali calavano sul ponte permanente di muratura che attraversava il fossato magistrale.

I prospetti riprendono lo schema compositivo classico dell'arco trionfale, con fornice maggiore centrale ad arco a tutto sesto e due portali laterali quadrati. Le facciate, di laterizio e di pietra rustica, sono composte da paraste di ordine composito, da fregi e altri elementi ornamentali, come scudi, targhe, e medaglioni. Interessante è la motivazione che portò all'utilizzo dell'ordine composito abbinato al bugnato, in contrapposizione a quello dorico impiegato nella coeva porta Nuova, del medesimo architetto: questo era uno dei due principali punti di ingresso, insieme a porta San Giorgio, per i visitatori stranieri che provenivano dal passo del Brennero, ai quali si voleva manifestare due caratteristiche del buon governo veneziano, severità e garbo, due caratteristiche che, come spiegava l'architetto e teorico Sebastiano Serlio, bene erano espresse del bugnato; l'uso del capitello composito si spiega invece con il fatto che è un ordine tipicamente latino, si suggeriva così allo straniero che era arrivato in una città italiana.[2]

Si può notare una notevole somiglianza con la porta di Terraferma di Zara, sia per la composizione generale che per i dettagli. Il recupero del modello della porta di Zara, ma anche l'ampio utilizzo di materiale laterizio, più povero rispetto alla marmo utilizzato nelle altre due porte realizzate a Verona dal Sanmicheli, porta Nuova e porta Palio, sono spiegabili con la limitatezza del budget fornito dall'amministrazione veneziana per questo fabbrica e con il bisogno di terminarla in tempi molto rapidi.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Davies e Hemsoll, p. 258
  2. ^ Davies e Hemsoll, pp. 260-261

BibliografiaModifica

  • Paul Davies e David Hemsoll, Michele Sanmicheli, Milano, Mondadori Electa, 2004, ISBN 88-370-2804-0.

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