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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comprensorio sciistico, vedi Arabba-Porta Vescovo.
Porta Vescovo
Porta del Vescovo
Sistema difensivo di Verona
Verona, Porta Vescovo VL01.JPG
Porta Vescovo, lato campagna
Ubicazione
StatoR. Lombardo-Veneto
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona
Coordinate45°26′23″N 11°00′53″E / 45.439722°N 11.014722°E45.439722; 11.014722Coordinate: 45°26′23″N 11°00′53″E / 45.439722°N 11.014722°E45.439722; 11.014722
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Porta Vescovo
Informazioni generali
Costruzione1288 (scaligeri)
1520 (veneziani)-XIX secolo (I rifacim. austriaco)
1862-1863 (II rifacim. austriaco)
Informazioni militari
Termine funzione strategica1866
Vedi bibliografia
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Porta Vescovo è una porta delle porte di Verona, risalente al periodo scaligero e successivamente rifatta nel corso del XVI secolo sotto la Serenissima e del XIX secolo sotto la dominazione austriaca. Collocata ad est della città, sulla strada per Venezia, divide Borgo Venezia da Veronetta.

Indice

StoriaModifica

 
Porta Vescovo fotografata dalla campagna verso fine '800

Le mura costruite da Cangrande della Scala seguivano il corso del Fiumicello che scendeva da Montorio, e la Repubblica Serenissima, dopo la dedizione di Verona a Venezia, nel 1517 decise di rinnovare le mura per renderle più resistenti ai nuovi cannoni. Nel 1520 cominciarono i lavori di sistemazione, durante i quali fu risistemata anche porta Vescovo, che era stata fatta costruire nel 1288 da Alberto I della Scala. La porta venne successivamente allargata sotto la dominazione austriaca, dal 1862 al 1863, seguendo il progetto di Anton Naredi Reiner.

Una lapide ricorda tra l'altro che il 16 ottobre 1866 le truppe italiane attraversarono questa porta per entrare a Verona.

 
Porta Vescovo vista dalla città

StrutturaModifica

La porta è inserita nella cortina tra il bastione delle Maddalene e la rondella di Santa Toscana, nella posizione della preesistente porta scaligera. La pianta originariamente era quadrata, con un grande androne nel quale si immetteva il passaggio carraio centrale, e il passaggio pedonale laterale.

L'edificio si eleva su un solo piano, con attico e copertura a tetto. Il prospetto verso campagna riprende lo schema compositivo classico dell'arco trionfale, con arco maggiore centrale e due piccoli portali ad architravati laterali, ai quali sono stati aggiunti nell'Ottocento altri due grandi archi laterali. È interamente rivestita da elementi di pietra bianca levigata, di ordine dorico, con fregi e altri elementi ornamentali. L'aggiunta di due fornici carrabili, nell'Ottocento, ha reso necessaria la ricomposizione planimetrica, e la ricomposizione figurativa dei prospetti.

Due corpi simmetrici, a un solo piano, visibili dal lato della città, sono stati inseriti durante il primo intervento di sistemazione, negli anni quaranta e cinquanta dell'Ottocento, per il corpo di guardia e il magazzino da polvere. Successivamente, l'apertura di un nuovo passaggio carrabile e pedonale, e la sistemazione dell'ufficio della finanza e del corpo di guardia, configurano l'inserimento della porta rinascimentale in un edificio di maggiori dimensioni. Nel fronte verso campagna la facciata rinascimentale è conservata nella sua integrità; l'unità figurativa è mantenuta con la replica del fornice centrale sui due lati in simmetria, con le torrette conclusive neoclassiche. Nel prospetto verso città l'immagine cinquecentesca è annullata, sostituita da un'architettura di tufo e laterizio in stile neomedievale (Rundbogen), con archetti pensili e torrette poligonali.

Il nomeModifica

Non si conosce con certezza l'origine del nome della porta: secondo alcuni potrebbe riferirsi al fatto che il Vescovo di Verona, in età comunale poteva vantare alcuni diritti sui dazi delle merci che entravano in città attraverso questa porta; secondo altri per il fatto invece che sotto la dominazione della Serenissima i vescovi provenienti da Venezia passavano da questa porta.

UrbanisticaModifica

L'area antistante la porta subì nel corso dei secoli significative trasformazioni, dall'Ottocento legate alla costruzione della omonima stazione ferroviaria di Verona Porta Vescovo, sorta lungo la ferrovia Milano-Venezia.

Nella medesima area, fra il 1884 e il 1951 era presente il capolinea "Porta Vescovo" della rete tranviaria cittadina[1], che per il suo passaggio sfruttava il fornice principale della porta stessa, nonché, fra il 1881 e il 1958, il terminal di una vasta rete di tranvie extraurbane che vedeva la Verona-Caldiero-San Bonifacio quale asse principale.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ G. F. Viviani, Verona 1908 arriva il tram elettrico Archiviato il 4 ottobre 2012 in Internet Archive., Associazione filatelica numismatica scaligera, Verona. URL visitato nel dicembre 2013.

BibliografiaModifica

  • AA. VV, Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967.
  • G. Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970.
  • G. Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, 1983.
  • A. Sandrini e P. Brugnoli, Architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Banca popolare di Verona, 1988.
  • A. Sandrini e P. Brugnoli, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Banca popolare di Verona, 1994.
  • AA. VV, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005.