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Con porto d'armi (più formalmente licenza di porto d'armi) si indica una speciale autorizzazione, rilasciata dalle autorità statali competenti in materia, concessa ai privati cittadini al fine di consentire l'acquisto, la detenzione e il porto di armi.

Caratteristiche generaliModifica

I requisiti per il rilascio comprendono particolari caratteristiche del soggetto (ad esempio assenza di condanne penali) e/o particolari circostanze, come ad esempio in caso di autodifesa. Esso è necessario se non si vuole incorrere nella sanzioni previste dalla legge, come ad esempio nella fattispecie del reato di porto abusivo di armi o possesso illegale di armi, sanzionata da paese a paese in modo diverso.

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Licenza di detenzione di armi in Italia e Licenza di porto d'armi in Italia.

Dal punto di vista formale, si distingue tra licenza di detenzione di armi e licenza di porto di armi: una quindi relativa alla detenzione e una al porto, quest'ultima necessaria per il porto o trasporto delle armi al di fuori della propria abitazione. La prima include anche l'autorizzazione necessaria (nulla osta) per poter procedere all'acquisto di tutte le armi comuni da sparo. La normativa principale sulla legislazione italiana sulle armi è costituita dal TULPS e dalla legge 18 aprile 1975, n. 110.

È necessario anzitutto non essersi dichiarati obiettori di coscienza al servizio militare in Italia, salvo nel caso di rinuncia a tale status.[1] Le autorizzazioni al porto sono rilasciate dalla questura per quanto riguarda le armi lunghe, mentre quelle per le armi corte (rivoltella, pistola e bastoni animati con lama di lunghezza non inferiore a 65 centimetri) la competenza è della prefettura,[2] in ogni caso si tratta di due licenze diverse. I documenti richiesti da allegare per ottenere le autorizzazioni di detenzione e porto sono gli stessi ma il nulla osta di acquisto permette il solo acquisto degli oggetti richiesti e viene trattenuto dall'armiere all'atto dell'acquisto stesso. La durata dell'autorizzazione varia a seconda del tipo: ad esempio, per uso sportivo e caccia ha validità di 5 anni , è rinnovabile e permette l'acquisto di armi e munizioni per tutto il tempo della sua validità.[3]

La custodia delle armi, nonché il trasporto, è regolato in modo diverso a seconda del tipo di licenza che si possiede, è comunque necessario che si utilizzino opportune cautele per evitare l'accesso alle armi a determinate categorie di soggetti; pertanto il legittimo proprietario non può fare impugnare l'arma a minorenni o incapaci né a persone non abilitate a farlo. Armi, munizioni e polveri da sparo si possono acquistare unicamente se si è in possesso di una licenza di acquisto (nulla osta) o un porto d'armi. Si possono acquistare (nel tempo) armi e munizioni in quantità desiderata per soddisfare le proprie esigenze, in numero limitato armi e munizioni (ovvero n. 3 armi comuni da sparo, n. 12 armi sportive, infiniti fucili da caccia; munizioni e polvere fino a un massimo di 5 kg di polvere complessiva) - che devono sempre e comunque essere dichiarate alle autorità competenti - nonché tipi di polveri che in caso di controllo disposto dalle autorità (da effettuarsi a loro discrezione), deve rispettare alcuni limiti di legge.

È possibile il porto senza licenza solo per i soggetti indicati all’art. 73 del R.D. 6 maggio 1940 n. 635. La limitazione al porto delle sole armi d’ordinanza (quelle cioè consegnate in assegnazione individuale dalle amministrazioni d’appartenenza) è prevista esclusivamente per i soli agenti di pubblica sicurezza. Per tutti gli altri soggetti indicati nel richiamato art. 73 primo comma nonché per la nuova qualifica dei sostituti ufficiali di pubblica sicurezza la limitazione all’arma d’ordinanza è estesa ad ulteriori tre armi comuni. Altro distinguo importante è caratterizzato dall'art. 77 della legge 121/1981 ove si prevede per l’appartenente alla Polizia di Stato (dunque per tutte le qualifiche della Polizia di Stato) il divieto, in servizio, del porto di altre armi rispetto a quelle d’ordinanza. Tale previsione normativa è richiamata in tutte le leggi ordinative delle altre Forze di Polizia di cui all’art. 16 della legge 121/1981 ad esclusione dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Per tutti gli appartenenti a queste ultime due FF.PP. essendo, difformemente agli altri operatori di polizia, militari permanentemente in servizio, vigono, senza soluzione di temporalità, le prerogative di cui all’art. 30 della legge 110/1975. Infatti per gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri ed alla Guardia di Finanza, nel solo caso di porto di altra arma invece di quella d’ordinanza, nella condizione di servizio comandanto con specifico ordine di servizio, ove è obbligatorio l’uso dell’armamento in dotazione, si avrebbe la violazione dell'art. 120 del codice penale militare di pace (Violata consegna), mentre, nella situazione di porto, in servizio comandato, di arma ulteriore o di porto di altra arma rispetto a quella d’ordinanza, nel caso di militare in servizio non specificamente comandato (c.d. libero dal servizio comandato) è operativa la previsione normativa di cui al richiamato art. 30 della legge 110/1975. In ogni caso, il porto delle armi senza licenza è limitato solo ed esclusivamente per la difesa personale. Non è obbligatoria la denuncia di detenzione ma solo limitatamente alle armi loro consentite (eventualmente quella d’ordinanza e le ulteriori tre comuni) per tutte le altre armi, munizioni ed esplosivi deve essere redatta dichiarazione all’autorità di pubblica sicurezza o in mancanza al più vicino comando dell'Arma dei Carabinieri.

Stati Uniti d'AmericaModifica

Negli USA la costituzione prevede come diritto la possibilità per il cittadino di possedere delle armi, a stabilirlo è il II emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America mentre la vendita e la produzione e il porto di armi da fuoco sono regolate, a livello federale, da una serie di leggi, il National Firearms Act del 1934,[4] il Federal Firearms Act del 1938 e il Gun Control Act del 1968 (quest'ultima che abolì la legge del 1938) e il Firearms Owners Protection Act del 1986.

In ogni caso, la disciplina del porto varia in ogni stato federato degli Stati Uniti d'America, ad esempio in molti stati è possibile circolare con un'arma nascosta (il cosiddetto concealed carry). Il Gun Control Act[5] prevede alcune limitazioni in casi particolari, e l'obbligo del possesso di licenza (la Federal Firearm Licence) e il pagamento di imposte; per alcuni tipi di armi (ad esempio fucili d'assalto) sussiste il divieto d'acquisto di pezzi importati, e comunque se non fabbricati secondo i criteri previsti dalla legge del 1968.

Il 5 gennaio 2016 il Presidente Barack Obama annunciò l'emanazione di un decreto presidenziale, che dispone l'assunzione di 200 nuovi agenti dell'ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and explosives), l'Agenzia Federale preposta al controllo delle armi, lo stanziamento di 500 milioni di dollari per i controlli sulla salute mentale degli acquirenti, verifiche obbligatorie preventive su precedenti penali e condizione psico-fisica di chi intende acquistare armi e dei venditori, e l'estensione di tali verifiche anche agli acquisti online e ai commercianti sul web.[6]

NoteModifica

  1. ^ Art. 1 legge 2 agosto 2007 n. 130
  2. ^ Art. 42 R.D. 18 giugno 1931, n. 773
  3. ^ Secondo quanto stabilisce la legge in tema di acquisto armi (art.773 del TULPS e art. 17 legge 18 aprile 1975 n.110)
  4. ^ Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and explosives, National Firearms Act (PDF), su gpo.gov.
  5. ^ Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and explosives, Gun Control Act (PDF), su gpo.gov.
  6. ^ Obama, al via la stretta sulle armi in Usa: oggi i primi provvedimenti, su Repubblica.it. URL consultato il 5 gennaio 2016.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica