Processo farsa

Il termine processo farsa[1][2][3] (noto anche come processo burla, farsa giudiziaria o processo sommario[4], e con alcune peculiarità anche come processo mediatico) è un'espressione comunemente usata per riferirsi alla situazione in cui, pur mantenendo un'apparenza di legittimità, per mascherare l'intenzione di condannare una determinata persona particolarmente scomoda al potere stabilito e per conferire un aspetto di legalità a detta manovra, essa è sottoposta a un processo fraudolento, non conforme ai più basilari principi del diritto costituzionale e processuale (come ad esempio il diritto di difesa, il principio del contraddittorio, legalità, uguaglianza, dignità umana e di avere un giudice naturale e tutti gli altri principi relativi al giusto processo) ove il risultato finale è prevedibile essendone già stato scritto il verdetto.

Il procuratore Vyšinskij, al centro, nel secondo processo di Mosca, 1937
Il capitano Witold Pilecki, ex prigioniero ad Auschwitz, processato dalle autorità comuniste in Polonia, marzo 1948
Sessione di autocritica di una donna tibetana, 1958 ca.

DescrizioneModifica

Queste situazioni sono tipiche di quegli ordinamenti giuridici in cui lo Stato di diritto ancora non esiste[5] ovvero non prevale, poiché in essi l'enfasi è maggiormente posta su considerazioni al di fuori dei diritti fondamentali.

Tuttavia, sebbene all'interno di uno Stato di diritto possa essere più difficile generare una farsa giudiziaria, non è escluso che essa si possa verificare. In un certo senso, situazioni nelle quali il giudice e un avvocato lavorano su un caso in cui entrambi sono coinvolti, o indebite pressioni ed ingerenze da parte del potere pubblico o di gruppi di potere nei confronti della magistratura, possono creare i presupposti atti a generare possibili scenari per una farsa giudiziaria.

Tale termine viene spesso usato da coloro che rivendicano l'innocenza di imputati condannati in processi che considerano malvagi o sfruttati politicamente, a fini di propaganda o per ragioni statali, al fine di dissuadere gli oppositori o i dissidenti. Inoltre, sebbene a volte il processo possa essere condotto a porte chiuse o in segreto, questo tipo di giudizio di solito assume la forma di uno spettacolo, principalmente volto a influenzare o soddisfare l'opinione pubblica tramite la cosiddetta gogna trasformandolo in un "processo mediatico" poiché dibattuto sui mezzi di comunicazione senza le garanzie di cui sopra e con già una condanna morale di colpevolezza.

Alcuni esempiModifica

NoteModifica

  1. ^ Cfr. il lemma "farsa" sul dizionario italiano De Mauro.
  2. ^ Cfr. il lemma "farsa" sul dizionario Garzanti.
  3. ^ Cfr. il lemma "farsa" sull'enciclopedia Sapere.
  4. ^ Cfr. il lemma "sommario" sul dizionario Hoepli.
  5. ^ Cfr. in proposito E. OPGENOORTH, Politische Prozesse unter Kurfürst Friedrich Wilhelm: Eine Studie über Macht und Recht im Absolutismus, in «Forschungen zur brandenburgischen u. preußischen Geschichte», NS, 18, 2008, pp. 135-152.

BibliografiaModifica

  • Nicora A., Il principio di oralità nel diritto processuale civile italiano e nel diritto processuale canonico, Gregorian&Biblical BookShop, 1977.
  • Damaska M., I volti della giustizia e del potere. Analisi comparatistica del processo, Il Mulino, 1991.
  • (EN) Steven J. Burton, Judging in Good Faith, 0521477409, 9780521477406, 0521419948, 9780521419949, Cambridge University Press, 1994.

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