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Province Unite del Centro Italia

Province Unite del Centro Italia
Province Unite del Centro Italia – Bandiera
UnitedProvincesofCentralItaly.png
Dati amministrativi
Nome completoProvince Unite del Centro Italia
Lingue parlateitaliano
CapitaleModena e Firenze
Dipendente daFlag of Italy (1861–1946).svg Regno di Sardegna
Politica
Forma di governoConfederazione
Governatore generaleCarlo Bon Compagni di Mombello
Nascita8 dicembre 1859
CausaArmistizio di Villafranca
Fine22 marzo 1860
CausaPlebisciti
Territorio e popolazione
Bacino geograficoItalia settentrionale e centrale
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of the Grand Duchy of Tuscany (1840).svg Granducato di Toscana
Flag of the Duchy of Parma (1851-1859).svg Ducato di Parma
Flag of the Duchy of Modena.svg Ducato di Modena
Stato Pontificio Stato Pontificio
Succeduto daItalia Regno di Sardegna

Le Province Unite del Centro Italia, conosciute anche come Confederazione del Centro Italia o Governatorato Generale del Centro Italia, sono state un'autorità civile e militare di breve esistenza, satellite del Regno di Sardegna, la cui funzione era quella di coordinare e sovraintendere all'operato dell'Amministrazione dittatoriale dell'Emilia e della Romagna di Carlo Farini, frutto dell'annessione all'ex Ducato di Modena del Ducato di Parma e della regione pontificia della Legazione delle Romagne, e del Governo Provvisorio Toscano di Bettino Ricasoli, succeduto al Granducato di Toscana.

Sin dall'agosto 1859 i governi rivoluzionari degli Stati di Toscana, Parma, e Modena, si erano legati da alleanze militari sottoposte agli agenti di Casa Savoia. Il 7 novembre 1859 i quattro parlamenti regionali elessero come loro reggente Eugenio Emanuele di Savoia-Villafranca, ma Vittorio Emanuele II non poté assecondare una nomina che avrebbe troppo esposto la sua famiglia verso la Francia, che chiedeva una congrua contropartita per aver aiutato in maniera determinante le rivolte e ricordava la promessa piemontese di mantenere formalmente indipendente la Toscana sotto un Bonaparte.[1] Con astuzia, il governo subalpino conferì però a Carlo Boncompagni la carica di Governatore delle Province unite dell'Italia Centrale, convincendo l'imperatore transalpino e il Regno Unito che tale supervisione fosse necessaria per prevenire eventuali svolte repubblicane.

Il 30 novembre 1859 Parma, Modena, e la Legazione delle Romagne vennero incorporate nel Governo Reale dell'Emilia,[2] con la denominazione di Regie Province dell'Emilia, a partire dal successivo Capodanno.[3] Nel 1860, dopo i plebisciti, Emilia-Romagna e Toscana vennero annesse formalmente al Regno di Sardegna. Per fare ciò, il Regno di Sardegna fu costretto a cedere alla Francia Nizza e la Savoia con il trattato di Torino.

NoteModifica

  1. ^ In questo primo momento nelle cancellerie europee, compresa quella viennese, si valutava seriamente la possibilità di chiudere la partita concedendo il Parmense, che dopo la conquista della Lombardia era divenuto un saliente nel territorio piemontese, a Casa Savoia, restaurare gli Asburgo-Este filo-austriaci a Modena, e insediare un Bonaparte in Toscana. Il governo di Torino preferì invece attendere, puntando ad un risultato ben più cospicuo.
  2. ^ Raccolta degli atti del Dittatore delle province modenesi e parmensi e Governatore delle Romagne.
  3. ^ Decreto del 24 dicembre.

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