Italia centrale

regione geografica italiana
Italia centrale
Map of Italia centrale.svg
Stati Italia Italia
Territorio Lazio, Marche, Toscana, Umbria
Superficie 58 052 km²
Abitanti 12 067 524[1] (31-12-2016)
Densità 207 89 ab./km²
Italia centrale.svg
La definizione socio-culturale non è altrettanto netta, ma generalmente esclude le regioni storicamente parte del Regno delle Due Sicilie.

L’Italia centrale, Centritalia, Centro Italia o più semplicemente Centro, è quella parte del territorio italiano che, nella definizione dell'Istat adottata anche dall'Eurostat[2], comprende le regioni Lazio, Marche, Toscana, Umbria.

Indice

I confiniModifica

Dal punto di vista storico, anche la Romagna dovrebbe essere considerata parte del Centro, poiché fu terra pontificia come il Lazio, l'Umbria e le Marche. A tal proposito si tenga presente che sono legate linguisticamente alla Romagna la Romagna toscana, territorio appartenente al Granducato di Toscana prima e ora alla regione Toscana, e l'Umbria settentrionale (da Città di Castello a Umbertide, ma alcuni fenomeni linguistici di tipo romagnolo, ad esempio la palatalizzazione di a tonica in sillaba libera, si riscontrano pure nel dialetto di Sansepolcro, nell'Alta Valle del Tevere toscana). Si ricava da ciò che il concetto di Italia Centrale è abbastanza effimero, poco corretto storicamente e linguisticamente.

Analoga situazione si presenta per due territori laziali i quali, pur considerati appartenenti all'Italia centrale, dal punto di vista storico dovrebbero ancora essere considerati parte dell'Italia Meridionale, poiché prima del 1860 appartenevano al Regno delle Due Sicilie:

GeografiaModifica

È attraversata dagli Appennini settentrionali e centrali ed è bagnata ad est dal mare Adriatico e ad ovest dal mar Tirreno e dal mar Ligure. I principali fiumi di questa porzione di territorio sono l'Arno ed il Tevere. I laghi più importanti sono il Trasimeno, il lago di Bolsena e il lago di Bracciano. Da un punto di vista altimetrico l'Italia centrale ha un territorio prevalentemente collinare (68,9%). Le zone montuose e quelle pianeggianti equivalgono rispettivamente al 26,9% ed al 4,2% della ripartizione territoriale.

DemografiaModifica

La popolazione residente nell'Italia Centrale ammonta a 12.068.519 abitanti[1].[4]

RegioniModifica

Regione Capoluogo Abitanti
  Lazio   Roma 5.885.917
  Marche   Ancona 1.544.715
  Toscana   Firenze 3.745.593
  Umbria   Perugia 892.294

Comuni più popolosiModifica

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei comuni con più di 50.000 abitanti[4].

# Comune Regione Provincia Abitanti
1   Roma   Lazio   Roma 2.864.348
2   Firenze   Toscana   Firenze 382.036
3   Prato   Toscana   Prato 190.858
4   Perugia   Umbria   Perugia 166.271
5   Livorno   Toscana   Livorno 159.164
6   Latina   Lazio   Latina 125.758
7   Terni   Umbria   Terni 111.744
8   Ancona   Marche   Ancona 101.341
9   Arezzo   Toscana   Arezzo 99.417
10   Pesaro   Marche   Pesaro e Urbino 94.487
11   Pistoia   Toscana   Pistoia 90.389
12   Pisa   Toscana   Pisa 89.627
13   Lucca   Toscana   Lucca 88.587
14   Guidonia Montecelio   Lazio   Roma 88.502
15   Grosseto   Toscana   Grosseto 81.848
16   Fiumicino   Lazio   Roma 77.697
17   Aprilia   Lazio   Latina 72.923
18   Massa   Toscana   Massa-Carrara 69.710
19   Viterbo   Lazio   Viterbo 67.262
20   Carrara   Toscana   Massa-Carrara 63.409
21   Pomezia   Lazio   Roma 62.770
22   Viareggio   Toscana   Lucca 62.661
23   Fano   Marche   Pesaro e Urbino 60.989
24   Foligno   Umbria   Perugia 57.115
25   Tivoli   Lazio   Roma 56.706
26   Anzio   Lazio   Roma 54.061
27   Siena   Toscana   Siena 53.774
28   Velletri   Lazio   Roma 53.300
29   Civitavecchia   Lazio   Roma 53.027
30   Scandicci   Toscana   Firenze 50.654

EconomiaModifica

Utilizzando la distinzione in tre Italie industriali di Arnaldo Bagnasco, gran parte dell'Italia centrale farebbe parte della "Terza Italia",[5] quella caratterizzata da un'industria, tranne alcune grandi multinazionali, espressa da piccole e medie aziende scarsamente legate agli aiuti di Stato. Il turismo (naturale, artistico, commerciale e sportivo) è assai sviluppato ovunque.

Terni è leader nel settore siderurgico e nella fattispecie in quello dell'acciaio inossidabile. Il suo polo industriale è secondo per grandezza e primo per produttività in Italia.

Fabriano (AN) è famosa per la produzione di carta (Cartiere Miliani, Museo della carta e della filigrana) e per le fabbriche della famiglia Merloni: Indesit Company, Ariston Thermo Group e Antonio Merloni. È quindi un importante polo industriale, grazie alla produzione di elettrodomestici e di cappe aspiranti, settore in cui la città è prima in Italia, grazie a industrie quali Elica, Best e Faber.

In Alta Valle del Tevere, Città di Castello (PG) è ben nota per la produzione tipografica, avviata sul finire del XIX secolo, e le industrie tessili, del legno e metalmeccaniche, con alcuni marchi di rilievo internazionale; significativo l'artigianato del ferro. La limitrofa Sansepolcro è sede di importanti industrie alimentari, tra cui spiccano la Buitoni e Aboca, qui fondate rispettivamente nel 1827 e 1978 e oggi note a livello mondiale, un centro di ricerca della Nestlè e numerose aziende di medie e piccole dimensioni nel settore tessile e abbigliamento; l'artigianato si caratterizza per la lavorazione dell'oro, del legno e del merletto.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2016
  2. ^ Classificazione ufficiale NUTS Nomenclature of Territorial Units for Statistics, Eurostat. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  3. ^ Ad eccezione di una limitata porzione di territorio del Circondario di Gaeta che non venne annesso al Lazio nel 1927
  4. ^ a b Dato Istat al 31/08/2015
  5. ^ Secondo Bagnasco, le regioni che fanno parte della Terza Italia sono: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e le province autonome di Trento e di Bolzano (cfr. Bagnasco A., Tre Italie. La problematica territoriale dello sviluppo italiano, Bologna, Il Mulino, 1977, apud Munegato, M., Modelli di governance dei sistemi produttivi locali. L'ufficio distretti della CCIAA di Vicenza; Università degli Studi di Padova, 2008.)

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