Apri il menu principale

Quintino Scolavino

pittore italiano

Quintino Scolavino (Bagnoli Irpino, 1945) è un pittore italiano.

Nasce a Bagnoli-Irpino. Dagli inizi degli anni ‘50 vive a Napoli dove la famiglia si è trasferita. Alla sua formazione artistica, contribuisce LUCA (Luigi Castellano) ed il continuo, intenso dibattito, che lo lega ad alcuni giovani artisti napoletani. Produttore politecnico/versatile di oggetti in “forma d'arte” è, nel 1966, tra i fondatori del “Gruppo Studio P.66” (Luca, Scolavino, Desiato, Brancaccio, Davide, Del Vecchio, Maraniello, Marino, Pappa). Redige con questo il Manifesto dell'UNIFILM ed attiva show-off in varie città del Sud. (...Vorrei segnalare che già nel “Gruppo Studio P.'66” e nel “Gruppo Operativo'64” c'è una costante fissa che, rivedendo le opere, trovo molto significativa: non si può parlare di Pop-Art ne nel lavoro di Quintino Scolavino, né nel lavoro di Crescenzo del Vecchio, ma neanche nel lavoro degli altri. In questi lavori si nota, invece, “l'idioletto”, cioè l'accento che la lingua prende nel momento in cui è pronunciata singolarmente... Achille Bonito Oliva). Nel 1968, con Del Vecchio, presenta al Teatro ESSE (uno dei più importanti teatri underground d'avanguardia di Napoli) lo spettacolo-oltre "La presa del comodino" con testi di Pierre Restany. I “SERVOMECCANISMI” (integrazioni virtuali ante litteram dell'umano), prodotti dal 1969 al 1975, introducono la “meccanica dei sensi”: strumenti d'ausilio al vivente che ne modificano per traslazioni le ragioni e l'aspetto....un uomo, avendo contratto l'Ighenuritia Grave (impossibilità di comunicare con i simili) viveva da solo in un appartamento di tre stanze e servizi al centro della città. Il suo naso non percepiva gli odori, le sue orecchie i suoni, i suoi occhi non vedevano che aberrazioni. Fu così che un giorno decise di aprire il pacco inviatogli in dono alcuni mesi prima dal GRANDE UOMO CHE POTEVA TUTTO. Il dono, coperto di polvere, giaceva a terra al centro della prima stanza; lo raggiunse carponi ed, infine, dopo vari ed inutili tentativi, ne trasse uno splendido servomeccanismo integrazione degli organi sensoriali. Indossato questo, poté finalmente partecipare alla vita collettiva (cfr. Quintino Scolavino, 1969). Nelle "False tele antiche" (dal 1974 al 1977) introduce costruzioni-ostruzioni, per passaggi minimali dell'agire quotidiano, mediate da cancellazioni-destrutturazioni (cfr. “Storia dell'Arte presente” "l'Arte in America ed in Europa dal ‘45 ad oggi" Editori Riuniti). Per un breve periodo, si apre alla video arte e aderisce al Centro de Arte y Comunicación di Buenos Aires (CAyC, uno dei centri internazionali della cultura pop) partecipando a diversi “Encounter on video”, a Barcellona, Anversa, Caracas, Città del Messico, Tokio. In questo periodo partecipa ad altre numerose rassegne nazionali ed internazionali tra cui: (Art fair, Basel ‘81, Raj Hughes Gallery, Brisbane Australia, 1985). Nel 1982, invitato alla “Biennale di Venezia”, presenta: ”Fare orecchio da mercante”, “Porco cane!”, “Gioco-Giogo”, “Replica” ed alcuni altri lavori. Insieme a Cragg, Kapoor, Spalletti, Woodrow, Lavier, Opie, ed altri artisti europei ed americani espone al Lijnbaan Museum di Rotterdam nella vasta Rassegna di Nuova Oggettualità “Sculpture ‘83”. Nel 1996 presenta "Pavone cosmico" presso l'Osservatorio di Capodimonte, una suggestiva installazione: l'opera è composta da numerosissime e lunghe barre di acciaio infilate nel terreno con terminazioni specchianti e luminose mosse dal vento.“Viaggiatori senza bagaglio” a cura di Achille Bonito Oliva, realizzata presso il Museo Ferroviario di Pietrarsa (1999), è una rassegna di opere degli artisti di "Orologio ad acqua", che conclude le attività del gruppo che ha contribuito a fondare nel 1995. Ha partecipato a performance artistico-letterario-musicali con Gabriele Frasca e Roberto Paci Dalò, Ha esposto Asino in mezzo ai suoni alla rassegna internazionale “Castelli in aria” voluta da Nicola Spinosa, (la prima dedicata all'arte contemporanea a Castel Sant'Elmo. Invitato da Achille Bonito Oliva realizza "Strabico" Salvator Rosa (metropolitana di Napoli) un'opera permanente di grandi dimensioni realizzata con fibre luminose e rame. Gli vengono commissionate grandi installazioni: per il Royal-Continental di Napoli realizza “E' mare e rame” un'opera bifrontale come il suo titolo, inserita nella raffinata architettura di Fabrizio Mautone (2005). Nello stesso anno insieme a De Filippis e a Rezzuti presenta i progetti "Impossibili" nella Chiesa dell'Incoronata a Napoli, (Soprintendenza di Palazzo Reale, Napoli). Curato dagli Incontri Internazionali d'Arte, inaugura insieme ad altri artisti italiani e stranieri il “Parco del Contemporaneo” presso l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte con l'opera permanente “Orsa maggiore” (2007). “A TAGLIO” (Rezzuti Scolavino) è il titolo della prestigiosa mostra realizzata negli ambulacri cinquecenteschi di Castel Sant'Elmo. Promossa da Nicola Spinosa, curata da Angela Tecce e Katia Fiorentino la mostra-evento è segnalata tra quelle più rappresentative dell'Arte contemporanea in Italia, (cat. Arte'm). Per l'occasione presenta grandi installazioni tra cui: “Tre cerri, carta del vento” un'opera composta da 150 barre metalliche (tre metri di lunghezza ciascuna sistemate a guisa di coda d'istrice)) con terminazioni di piccole partiture musicali (cit.Villa lobos") mosse dal vento, da una videoproiezione di un campo di grano mosso dal vento e la registrazione del vento stesso, “Castello di carta” (12 metri x h 5 metri), “Gioco delle tre carte” ed una installazione complessa ed articolata: “Tammorra” riferita alla Flagellazione di Caravaggio in cui la distanza tra naufrago e spettatore, tra vittima e carnefice, è annullata. Dal 2010 è presente nella collezione del "Museo del 900" presso Castel Sant'Elmo di Napoli con l'opera "Macchina per giocare". Nel 2012 è invitato dal Museo d'arte contemporanea Donnaregina Museo MADRE di Napoli a partecipare a "Save the skin". Nello stesso anno, nelle prestigiose Sale degli Affreschi del MANN Museo archeologico nazionale di Napoli presenta “Pompeiana” a cura di Marco De Gemmis, mostra nella quale realizza un working in progress di piccoli lavori realizzati a partire dal 1969 come: “Angeli in equilibrio”, “Bacco e il Vesuvio”, altre versioni di “Gioco delle tre carte”, "La spiaggia destinata alla gouache" che dialogano con i primi ritrovamenti di Pompei ed Ercolano. Nel 2014 espone grandi installazioni in "La memoria è quello che viene prima" presso il PAN di Napoli: "Colpisci ora!" e "Asino allo specchio" un'opera di grandi dimensioni realizzata su cartoni da imballaggio con estensione di una video-proiezione di uno specchio d'acqua. Nel 2015 realizza "Partenope" una fusione in alluminio che è il simbolo della Fondazione Premio Napoli. In "Concerto per archi e fili d'erba" (Museo Archeologico di Napoli e Certosa di San Giacomo a Capri 2016/2017) presenta alcune grandi opere come: "Frecce del tempo", "Impossibile fuga", "Funambolo", "Faretra di Eros" , "Istrice", "Natura" e "Faretra di Ula". Alla mostra mostra organizzata in collaborazione con Mann e Polo Museale della Campania è stato conferito il Matronato della Fondazione Donnaregina per l'Arte Contemporanea e del Museo Madre. In catalogo, oltre ai testi di Paolo Giulierini, Anna Imponente e dei curatori Marco de Gemmis e Patrizia Di Maggio, alla Suite di Eugenio Lucrezi, è pubblicato il Trialogo di Achille Bonito Oliva con Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino.

Principali esposizioniModifica

  • X Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma (1975)
  • VI Encounter Cayc, Museo de arte contemporaneo, Caracas (1976)
  • 15 Anni d'arte in Italia, Museo civico d'arte moderna, Torino (1977)
  • X Encouner on video Cayc, Japan National Committee, Tokio (1978)
  • Biennale di Venezia, Magazzini del sale, Venezia (1982)
  • Sculpture '83, Lijnbaan Museum, Rotterdam (1983)
  • Paesaggio sismico, Villa Letizia, Napoli (1988)
  • Oggetti espropriati: I Trasferibili, Framart studio, Napoli
  • Paesaggio con rovine, Gibellina (1992)
  • Orologio ad acqua, Stazione zoologica Anton Dohrn (1995)
  • Sidereus nuncius, Osservatorio astronomico di Capodimonte, Napoli (1996)
  • La Flors enversa, Real Orto Botanico, Napoli (1996)
  • Anteprima di stampa, Teatro di Villa Patrizi, Napoli (1997)
  • Les Poissons, Musée Océanographique de Monaco, Museo Oceanografico di Monaco (1998)
  • Viaggiatori senza bagaglio, Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, Portici (1999)
  • Capodopera a Capodimonte. Un Millennio fa, Framart studio, Napoli (1999 - 2000)
  • Cartolina per Napoli, Palazzo reale di Napoli (2000)
  • Emporium (Orologio ad acqua), Museo archeologico nazionale, Napoli (2000)
  • Castelli in aria, Castel Sant'Elmo, Napoli (2000)
  • Strabico, installazione permanente presso il Museo Obbligatorio della Metropolitana di Napoli, Stazione Salvator Rosa, Napoli (2002)
  • E' mare e rame, installazione permanente presso il Royal-Continental di Napoli, Napoli (2005)
  • Impossibili, Chiesa dell'Incoronata, Soprintendenza di Palazzo Reale, Napoli (2005)
  • Orsa Maggiore, installazione permanente presso il Parco dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli (2007)
  • A taglio, Rezzuti e Scolavino, Polo Museale di Napoli, Castel Sant'Elmo (2009)
  • Per una collezione: Alfano, Scolavino, Vettor Pisani, Galleria Varart, Firenze (2010)
  • L'Histoire du Mariage Princier, Musée océanographique de Monaco (2011)
  • Transiti d'arte, present., Galleria d'Arte Moderna di Roma (2012)
  • Save the skin, Museo MADRE, Napoli (2012)
  • Pompeiana, Collezione degli Affreschi, Museo archeologico nazionale Napoli (2012)
  • La memoria è quello che viene prima, PAN, Palazzo delle Arti Napoli (2014)
  • Concerto per archi e fili d'erba, Museo Archeologico di Napoli e Certosa di San Giacomo a Capri (2016/2017)
  • Per_ formare una collezione, Museo MADRE, "Fare orecchio da mercante", (2018)

Collegamenti esterniModifica