Raffaele Raimondi

giurista comasco (1357-1427)

Raffaele Raimondi detto il Cumano, latinizzato come Raphael Raymundus o Raphael Cumanus (Como, 1357 circa – Vicenza, 20 ottobre 1427) è stato un giurista italiano attivo tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo.[1]

Consilia, edizione del 1575

BiografiaModifica

Nacque intorno al 1357 a Como da famiglia nobile.[1]

Allievo molto brillante, studiò presso l'Università di Pavia assieme al piacentino Raffaele Fulgosio e a Cristoforo Castiglioni, conseguendo prima la licenza in diritto civile nel 1396 e poi laureandosi nel 1398 in utroque iure.[1] Iniziò subito a insegnare a Pavia, per poi trasferirsi a Piacenza intorno al 1400.[1] La sua carriera professionale si intrecciò strettamente a quella dell'amico Fulgosio.[1] Rientrato poco tempo dopo a Pavia, nel 1406 ottenne l'investitura dal duca di Milano Giovanni Maria Visconti.[1]

Si spostò nel 1410-11 presso l'Università di Padova per insegnare diritto civile durante i quindici anni successivi, con qualche interruzione per condurre importanti incarichi per conto della Repubblica di Venezia assieme a Fulgosio.[1]

Fuggito invano da Padova contagiata dalla peste nell'ottobre 1427, morì pochi giorni dopo a Vicenza.[1] Stessa sorte era accaduta a Raffaele Fulgosio. Raimondi fu sepolto, secondo le proprie volontà, nella chiesa di Santa Giustina a Padova, dove la moglie Bianca da Lunate - che gli aveva dato cinque figli - fece erigere un imponente monumento sepolcrale, testimonianza dell'ingente patrimonio del giurista, ottenuto anche con investimenti nel commercio e nel tessile.[1]

L'unico figlio maschio, Benedetto, divenne a sua volta un giurista, insegnando a Bologna e a Padova.[1]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j DBI.

BibliografiaModifica

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