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Remigio Sabbadini

filologo e latinista italiano

BiografiaModifica

Nato a Sarego (in provincia di Vicenza) da Giuseppe e da Luigia Allegro, una coppia di estrazione contadina[2], Sabbadini iniziò a studiare in Veneto prima di trasferirsi a Firenze, dove si laureò in letteratura latina con una tesi su Virgilio. Abilitato alla libera docenza nei licei, nel 1886 diventò docente di letteratura latina all'Università di Catania, per poi ricoprire sempre lo stesso ruolo all'Accedemia scientifico-letteraria di Milano dal 1900 (che nel 1923, con la Riforma Gentile, darà origine alla Statale), dove ebbe modo di farsi conoscere anche come appassionato dell'umanesimo e della tradizione dei codici classici presso gli eruditi del XV secolo. Rimase in servizio fino al 1º maggio 1926 quando, per limiti d'età, fu nominato professore emerito[3]. In qualità di accademico, fu socio di numerosi enti e accademie culturali: socio corrispondente dell'Istituto Lombardo dal 1905[4]; socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino dal 26 febbraio 1911 (poi socio nazionale residente dal 23 giugno 1918)[5]; socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei dal 1910 e socio nazionale dal 1920; membro dell'Arcadia col nome di Filarco Eteo[4].

Sposatosi nel 1890 con Amalia Grifi, ebbe una figlia, Ada, moglie del politico e latinista Concetto Marchesi.

Gli studi classici e la filologia umanisticaModifica

L'attività di ricerca, come già evidenziato, si concentra sia sullo studio della letteratura latina, sia sullo studio filologico dei classici nel mondo rinascimentale, dando il via così alla filologia umanistica moderna. Per quanto riguarda la prima area, Sabbadini contribuì alla critica letteraria e filologica curando l'edizione dell'opera omnia di Virgilio nel 1930 in occasione del bimillenario della nascita del poeta mantovano[2], ma si dedicò anche all'edizione scolastica del De officiis di Cicerone, delle Satire e delle Epistole di Orazio. Per quanto riguarda invece la filologia umanistica, della quale è considerato il fondatore[6], Sabbadini era interessato alla formulazione di una scienza che

«s[ia] fondat[a] sul senso della continuità della tradizione classica e sull'impegno per una maggiore compenetrazione tra studio della letteratura antica e studio della cultura umanistica.»

(Fabretti)

Da questa concezione, l'amore non soltanto filologico (importante fu lo studio del Virgilio ambrosiano di Petrarca e lo studio dei manoscritti conservati in numerose biblioteche e archivi), ma anche prettamente storico e letterario, concentrandosi sulle vite e le esperienze dei vari umanisti e della loro rilettura allegorica e interpretativa del mondo antico[3]. Il frutto di queste considerazioni è conservato nel suo libro in due volumi intitolato Le scoperte dei codici latini e greci ne’ secoli XIV e XV, pubblicato inizialmente nel 1905 ma poi ampliato e integrato negli anni successivi.

OnorificenzeModifica

  cavaliere dell’Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro
— 1913[4]
  ufficiale dell’Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro
— 1923[4]
  Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
— 1926[4]

OpereModifica

Studi sulla letteratura latinaModifica

  • (LAIT) Virgilio, L'Eneide, a cura di Remigio Sabbadini, Torino, Ermanno Loescher, 1884, SBN IT\ICCU\CAG\0575363.
  • Remigio Sabbadini, I codici delle opere rettoriche di Cicerone, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 16, 3-4, Torino, E. Loescher, 1886, SBN IT\ICCU\VIA\0145510.
  • Remigio Sabbadini, Studi critici sulla Eneide: interpretazioni, questioni grammaticali, composizione, cronologia, Lonigo, Prem. Tip. Gio. Gaspari, 1899, SBN IT\ICCU\RMR\0002330.
  • Remigio Sabbadini, Studi ambrosiani latini, in Studi italiani di filologia classica, vol. 11, Firenze, B. Seeber, 1903, pp. 165-388, SBN IT\ICCU\RAV\1984372.
  • Remigio Sabbadini, Per la cronologia delle poesie amorose d'Ovidio, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 37, nº 2, Torino, E. Loescher, 1909, pp. 166-169, SBN IT\ICCU\PUV\0706392.
  • Remigio Sabbadini, La composizione dell'Orator ciceroniano, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 44, nº 1, Torino, E. Loescher, gennaio 1916, SBN IT\ICCU\CUB\0569375.
  • Remigio Sabbadini, Il ritmo oratorio negli storici latini, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 48, nº 3, Torino, Giovanni Chiantore, luglio 1920, pp. 354-358, SBN IT\ICCU\VIA\0133606.

Studi di filologia umanisticaModifica

 
Epistolario di Guarino Veronese, 1915
  • (LAIT) Francesco Barbaro, Centotrenta lettere inedite di Francesco Barbaro, precedute dall'ordinamento critico cronologico dell'intero suo epistolario, seguite da appendici e indici, a cura di Remigio Sabbadini, Salerno, Tipografia nazionale, 1884, SBN IT\ICCU\VEA\0055366.
  • Remigio Sabbadini, Lettere e Orazioni edite ed inedite di Gasparino Barzizza, Milano, Tip. Bortolotti di Giuseppe Prato, 1886, SBN IT\ICCU\CUB\0569381.
  • (LAIT) Remigio Sabbadini, Biografia documentata di Giovanni Aurispa, Noto, Off. Tip. di Fr. Zammit, 1890, SBN IT\ICCU\LIA\0233869.
  • Remigio Sabbadini, Polemica umanista, Catania, Tip. Sicula, 1893, SBN IT\ICCU\MIL\0886683.
  • Remigio Sabbadini, Briciole umanistiche, in Giornale storico della letteratura italiana, vol. 28, Torino, Loescher, 1897, SBN IT\ICCU\TSA\1403907.
  • Remigio Sabbadini, Codici latini inesplorati, in Rivista di filologia e d'istruzione classica, vol. 27, Torino, Loescher, 1899, p. 396-405, SBN IT\ICCU\RMS\2502177.
  • Remigio Sabbadini, Virgilio e Vergilio, in Rivista di filologia e d'istruzione classica, vol. 27, Torino, Loescher, 1899, p. 93-94, SBN IT\ICCU\RMS\2501876.
  • Remigio Sabbadini, Quali biografie vergiliane fossero note al Petrarca, in Rendiconti del R. Istituto di scienze e lettere, vol. 39, Milano, Tipo-lit. Rebeschini di Turati e C, 1906, pp. 193-198, SBN IT\ICCU\PUV\0706464.
  • Remigio Sabbadini, Il primo nucleo della biblioteca del Petrarca, in Rendiconti del R. Istituto di scienze e lettere, vol. 39, Milano, Tipo-lit. Rebeschini di Turati e C, 1906, pp. 369-388, SBN IT\ICCU\PUV\0706467.
  • Remigio Sabbadini, I codici milanesi del De officiis di Cicerone, in Rendiconti del R. Istituto di scienze e lettere, vol. 40, nº 2, Milano, Tipo-lit. Rebeschini di Turati e C, 1907, pp. 508-521, SBN IT\ICCU\PUV\0706474.
  • Remigio Sabbadini, Quintiliano, il Commentum Terenti e Cicerone in Francia nel secolo XIV, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 39, nº 4, Torino, E. Loescher, ottobre 1911, pp. 540-549, SBN IT\ICCU\CUB\0569385.
  • Remigio Sabbadini, La philologia del Petrarca e Terenzio, in Bollettino di Filologia classica, vol. 12, 2-3, Pinerolo, Tip. Chiantore-Mascarelli, agosto-settembre 1915, SBN IT\ICCU\CUB\0569376.
  • Remigio Sabbadini, Intorno allo Zibaldone boccaccesco, in Giornale storico della letteratura italiana, vol. 66, Torino, Loescher, 1915, pp. 406-413, SBN IT\ICCU\PUV\0706438.
  • Remigio Sabbadini, Come il Panormita diventò poeta aulico, in Archivio Storico Lombardo, vol. 43, 1-2, Milano, Cogliati, 1916, SBN IT\ICCU\PUV\0695433.
  • Remigio Sabbadini, Note filologiche sul Secretum del Petrarca, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 45, nº 1, Torino, E. Loescher, gennaio 1917, pp. 24-37, SBN IT\ICCU\CUB\0569383.
  • Remigio Sabbadini, La Biblioteca di Zomino da Pistoia, in Rivista di filologia e di istruzione classica, vol. 45, nº 2, Torino, E. Loescher, aprile 1917, pp. 197-207, SBN IT\ICCU\CUB\0569374.
  • Remigio Sabbadini, Giacomino da Mantova: commentatore di Terenzio, in Atti e memorie dell'Accademia, vol. 8, Mantova, Stab. tipografico G. Mondovi, 1919, SBN IT\ICCU\VIA\0133578.
  • Remigio Sabbadini, Giovanni Aurispa scopritore di testi antichi, in Historia, vol. 1, nº 2, Milano, Tip. Popolo d'Italia, aprile-giugno 1927, pp. 78-84, SBN IT\ICCU\LO1\0398080.
  • Remigio Sabbadini, Note critiche al testo Virgiliano: dubbi sul testo di Virgilio, in Historia, vol. 8, nº 3, Milano, Tip. Popolo d'Italia, luglio-settembre 1934, SBN IT\ICCU\PUV\1004375.

NoteModifica

  1. ^ Sabbadini.
  2. ^ a b Fabretti.
  3. ^ a b Informazioni tratte dalla biografia curata da Piras.
  4. ^ a b c d e Piras.
  5. ^ Accademia delle Scienze.
  6. ^ Petoletti, p. 20.

BibliografiaModifica

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