Rochus Misch

militare tedesco
Rochus Misch
MISCH-Rochus.jpg
NascitaOpole, 29 luglio 1917
MorteBerlino, 5 settembre 2013
(96 anni)
Dati militari
Paese servitoGermania Germania nazista
Forza armataFlag Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
UnitàSS-Verfügungstruppe
1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler"
SS-Begleitkommando des Führers
Anni di servizio1937 - 1945
GradoSS-Oberscharführer[1]
GuerreSeconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Modlin
Altre caricheArtigiano
Venditore di articoli per la casa
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Rochus Misch (Opole, 29 luglio 1917Berlino, 5 settembre 2013[2]) è stato un militare tedesco. Fece parte del SS-Begleitkommando des Führers. Abitò a Rudow, un sobborgo alla periferia di Berlino. Nato a Oppeln, in Slesia, allora Germania, oggi Opole in Polonia, è stato una delle guardie del corpo di Adolf Hitler. Misch è noto per essere stato l'ultimo sopravvissuto tra coloro che videro il cadavere di Hitler nel Führerbunker il 30 aprile 1945[3].

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Suo padre, soldato, morì poche ore dopo la sua nascita. Sua madre morì due anni dopo. Adottato dai nonni, si iscrisse a una scuola di disegno che finì nel 1936.

AdolescenzaModifica

Nel 1936, alle Olimpiadi di Berlino, all'esterno dello stadio vide Hitler per la prima volta. L'anno dopo, compiuti i vent'anni, incominciò il servizio militare e fu integrato nelle SS Verfügungstruppe. Il 1º settembre 1939 è nelle truppe tedesche che occupano la Polonia. Ferito in combattimento, Misch va in convalescenza, poco dopo entra a far parte della guardia del corpo di Hitler, ovvero il SS-Begleitkommando des Führers.

Guardia del corpo di Hitler (1940-1945)Modifica

Nell'aprile 1940 entra a far parte delle guardie personali di Hitler e si trasferisce presso la Cancelleria di Berlino. Durante questo incarico seguì sempre Hitler in tutti i suoi spostamenti. Il 16 gennaio 1945 Adolf Hitler trasferì il suo quartier generale nel Führerbunker costruito sotto la Cancelleria di Berlino; il comandante del SS-Begleitkommando des Führers Franz Schädle assegnò a Misch il ruolo di centralinista del bunker. Dalla sua postazione Misch fu uno dei testimoni degli avvenimenti che caratterizzarono la fine del regime nazista, compresi la morte di Hitler e l'avvelenamento dei suoi sei figli da parte di Magda Goebbels. Il 30 aprile 1945 Hitler e sua moglie Eva Braun si suicidarono nello studio del dittatore; Misch vide i due cadaveri quando il cameriere personale di Hitler Heinz Linge aprì la porta dello studio[4].

Il 1º maggio 1945 Misch chiese a Joseph Goebbels, nominato nuovo Cancelliere nel testamento di Adolf Hitler, il congedo; Goebbels concesse il congedo poco prima di suicidarsi. All'alba del 2 maggio 1945 tutti gli impiegati e gli abitanti del bunker erano fuggiti, uccisi o si erano suicidati e in quello che era ormai un grande loculo erano rimasti solo in due: Misch, il centralinista del numero telefonico 120050 e Johannes Hentschel, l'addetto agli impianti del bunker; Misch salutò il macchinista e, ultimo militare a lasciare il bunker, uscì in cerca di salvezza. Venne catturato, insieme ad Heinz Linge, dai Sovietici poche ore dopo.

La prigionia in Unione Sovietica (1945-1954)Modifica

Fu catturato dai sovietici che, una volta identificato, lo tennero in prigionia per nove anni, quattro dei quali trascorsi nelle segrete della Lubjanka a Mosca, quartier generale del KGB, e i rimanenti cinque in un Gulag in Siberia. Nella Lubjanka fu torturato perché i sovietici volevano che confessasse la vera fine di Hitler: come noto Stalin per molto tempo non credette al suicidio di Hitler, lo riteneva invece in salvo in qualche Paese dell'America latina.

Giunse al punto di inviare una lettera al Ministro degli Interni Lavrentij Pavlovič Berija[5] chiedendo una rivoltella per potersi uccidere da soldato: ovviamente non ricevette risposta. La lettera sarebbe rimasta negli archivi di Stato a Mosca, ignorata per sempre, se la BBC non l'avesse scovata in una delle sue ricerche ai fini della realizzazione di documentari storici. Nel 1946 Misch, insieme agli altri testimoni sopravvissuti alla fine del bunker, anch'essi prigionieri in Siberia, fu portato a Berlino per ricostruire le vere vicende della fine di Hitler.

Il ritorno in Germania da uomo liberoModifica

Dopo la morte di Stalin, a seguito di amnistie concesse da Chruščëv e di accordi col governo tedesco, nel 1954 Misch fu rilasciato, tornò a Berlino dove, con la moglie Gerda, aprì e gestì, per molti anni, un piccolo negozio per la vendita di articoli di decorazione della casa. Dopo la morte di Gerda, avvenuta nel 1997, Rochus Misch ha continuato a votare, in onore della moglie, l'SPD ad ogni consultazione elettorale.

Una vita in disparteModifica

Misch trascorse i lunghi anni dal 1954 alla sua morte in disparte, svolgendo il suo modesto lavoro di artigiano e venditore di tappezzeria, moquettes e altri articoli per la casa. Man mano che i superstiti delle vicende del bunker passavano a vita migliore, Misch entrava sempre più nel mirino degli studiosi, degli storici e dei produttori di documentari. Dopo la morte nel 2002 di Traudl Junge, la più giovane segretaria di Hitler, autrice di un libro di memorie utilizzato, tra l'altro, per la realizzazione del film La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler nel 2004, Misch è diventato un personaggio leggendario, unica fonte sulle ultime vicende del bunker. Misch ha detto di avere visto Hitler per l'ultima volta il 30 aprile 1945, poco prima del suicidio con Eva Braun. Nel 2006 ha scritto un libro, L'Ultimo, un memoriale dove egli racconta il suo lavoro al fianco del Führer dal 1940 fino al 1945.

Rochus Misch, che ha ammesso di essere un cattolico fervente, ha riaffermato la sua ammirazione per la figura di Adolf Hitler e le sue posizioni negazioniste a proposito dell'Olocausto[6][7].

Dopo una lunga malattia, è morto a Berlino nel 2013 all'età di 96 anni. Era l'ultimo sopravvissuto fra le persone che erano presenti nel bunker di Hitler.

OnorificenzeModifica

  Croce di Ferro di II classe
  Distintivo per feriti in ferro

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Nicolas Bourcier, J'étais garde du corps d'Hitler, 2005.
  • Misch Rochus, L'Ultimo. Il memoriale inedito della guardia del corpo di Hitler (1940-1945), Roma, Castelvecchi, 2007, (1ª edizione), (collana Le Navi, 233 p., brossura, ISBN 88-7615-166-4).
  • Traudl Junge, Fino all'ultima ora. Le memorie della segretaria di Hitler, 1942-1945, Mondadori, 2004, ISBN 88-04-53242-4.
  • Uwe Bahnsen, James P. O'Donnell, Il bunker di Hitler. Reportage sulla fine della cancelleria del Reich, Milano, Pgreco edizioni, 2014, ISBN 978-88-6802-061-3.
  • Misch Rochus. Hitler's Last Witness: The Memoirs of Hitler's Bodyguard, Frontline Books, 2014, ISBN 978-1848327498.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN22428086 · ISNI (EN0000 0000 7142 4426 · LCCN (ENno2008123638 · GND (DE131725807 · BNF (FRcb15063430v (data) · BNE (ESXX1714621 (data) · NDL (ENJA01070395 · WorldCat Identities (ENlccn-no2008123638