Sambro (torrente)

Sambro
StatoItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
Lunghezza14 km[1]
Portata media1,5 m³/s
Bacino idrografico38 km²[1]
Altitudine sorgente1 020 m s.l.m.
NasceMonte dei Cucchi
Sfociafiume Setta
44°16′31.48″N 11°11′54.6″E / 44.27541°N 11.1985°E44.27541; 11.1985Coordinate: 44°16′31.48″N 11°11′54.6″E / 44.27541°N 11.1985°E44.27541; 11.1985

Il Sambro è un torrente dell'Appennino bolognese, il principale affluente di destra del fiume Setta. Lungo 14,3 km, ha un bacino imbrifero di 38,4 km².

PercorsoModifica

Nasce dal Monte dei Cucchi, un'altura facente parte del crinale spartiacque denominato Pian di Balestra, a circa 1020 m di altitudine; scende quindi verso nord e, dopo pochi chilometri, sotto l'abitato di San Benedetto Val di Sambro, riceve l'apporto idrico da destra del suo principale affluente, il torrente Sambruzzo, nato pure esso dal Monte dei Cucchi, presso la località Madonna dei Fornelli. Il Sambro prosegue immettendosi, con direzione nord-ovest, in una valle che lascia sulla propria destra il Monte Venere (da cui riceve il tributo di diverse piccole sorgenti), e sulla sua sinistra il contrafforte di Monteacuto Vallese. In località Rioveggio, dopo essere passato sotto un viadotto dell'Autostrada del Sole, e sotto al grande ponte della ex S.S. 325 del Valico di Montepiano, s'immette nel fiume Setta.

La sua valle ed il suo bacino sono assai interessanti dal punto di vista ambientale per la presenza di fitti boschi; tuttavia, l'intero territorio è soggetto a possibili frane, una delle quali ha causato la formazione di un piccolo lago sul torrente.

Regime idricoModifica

Il regime idrico del Sambro è torrentizio, ma esso non resta asciutto nemmeno nelle estati più siccitose. La portata media si stima possa essere dell'ordine di 1,5 m³/s, con delle massime in piena di addirittura 50 m³/s.

NoteModifica

  1. ^ a b AA.VV., B.1. Bacino principale del Fiume Reno, in Studio propedeutico alla definizione di un bilancio idrico relativo alle acque superficiali del bacino del fiume Reno, Autorità di Bacino del Reno, 2016, pp. 13-14. URL consultato il 17 marzo 2020.
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