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Santa Margherita (Ala)

frazione del comune italiano di Ala (Italia)
Santa Margherita
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
ComuneAla-Stemma.png Ala
Territorio
Coordinate45°47′52.12″N 11°01′32.95″E / 45.79781°N 11.02582°E45.79781; 11.02582 (Santa Margherita)Coordinate: 45°47′52.12″N 11°01′32.95″E / 45.79781°N 11.02582°E45.79781; 11.02582 (Santa Margherita)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale38060
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantisantamargheritani (santamargaritoti)
Patronosanta Margherita di Antiochia
Giorno festivo20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Margherita
Santa Margherita

Santa Margherita (Santa Margarita in dialetto trentino[1]) è una frazione del comune di Ala (TN), situata nella bassa Vallagarina, a nord di Ala sulla sinistra orografica del fiume Adige, con circa 1000 abitanti.

Confina con le frazioni di Serravalle e Marani. Fu comune autonomo fino al 1928 quando venne soppresso e aggregato al comune di Ala.
Il paese è così chiamato in onore dell'omonima Santa, Santa Margherita di Antiochia (275 - 20 luglio 290): infatti, ogni anno nel weekend della settimana del 20 luglio, avviene la sagra del paese dedicata alla patrona. Santa Margherita è attraversata dal rio Rebus e dal Rio Remon.

Caratteristica del paese è la torre romanica, situata accanto alla chiesa, fu fatta costruire nel 1214 dal principe vescovo trentino Federico Vanga a guardia dell'ospizio sulla strada imperiale. L'atto di fondazione fu redatto il 16 ottobre: la chiesa e l'ospizio fortificato dovevano sorgere nel luogo detto "Terabus" situato in principio alla Roda sopra la strada, fra Marco ed Ala, in onore di Dio e Santa Margherita, e doveva essere chiamato "ospizio alle fontane". Era destinato a proteggere i viandanti e combattere ed estirpare i ladroni dai "loro nidi rapaci".
La leggenda narra che la torre fosse stata costruita per controllare che non scoppiassero incendi nei boschi intorno e per vigilare contro i ladri. In località "Cà de l'Ora", infatti, c'era un covo di banditi che assalivano i passanti, li derubavano dei soldi, delle mercanzie e dei cavalli e poi li uccidevano nascondendo i cadaveri nei sotterranei delle case.

NoteModifica

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.