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Il serraschiere (in lingua turca serasker, سرعسكر) dell'Impero ottomano era un gran visir nominato dal sultano comandante plenipotenziario di un'armata[1].
A seguito della riforma dell'esercito ottomano operata dal sultano Mahmud II, il serraschiere divenne uno specifico ufficio di governo che assommava in sé il ruolo di ministro della guerra e comandante in capo dell'esercito[2], occupando un ruolo sino a quel momento informalmente detenuto dal Agha dei giannizzeri (soppressi da Mahmud nel 1826 - v. Incidente di buon auspicio).

Tra i più famosi serraschieri si ricordano:

NoteModifica

  1. ^ Nell'aprile del 1529, l'attestato con cui il sultano Solimano il Magnifico confermò la nomina di Pargali Ibrahim Pascià a serraschiere recitava: "Qualsiasi cosa dica e in qualunque maniera decida di considerare le cose, tu dovrai accettarle come se fossero le parole propizie e i decreti che meritano rispetto che escono dalla mia lingua dispensante perle." - Murphey, Rhoads (1999), Ottoman Warfare 1500-1700, Rutgers Univ Pr, p. 136.
  2. ^ Lewis, Bernard (1986), Bāb-i Serʿaskeri, in The Encyclopedia of Islam : Volume I: A–B, nuova ed., Leida e New York, BRILL, ISBN 90-04-08114-3, p. 838.

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