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Show Folks

film del 1928 diretto da Paul L. Stein
Show Folks
Titolo originaleShow Folks
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1928
Durata70 min

1.970 metri (versione sonora)

2.005,88 metri (versione muta)
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,33 : 1
Generecommedia, drammatico, musicale
RegiaPaul L. Stein
SoggettoPhilip Dunning[1][2][3]
SceneggiaturaJack Jungmeyer e George Dromgold
John W. Krafft (adattamento e didascalie)
ProduttoreRalph Block
Casa di produzionePathé Exchange
FotografiaDavid Abel e J. Peverell Marley
MontaggioDoane Harrison
MusicheJosiah Zuro (non accreditato)
ScenografiaMitchell Leisen
CostumiMitchell Leisen
Interpreti e personaggi

Show Folks è un film del 1928 diretto da Paul L. Stein. Girato muto, venne sonorizzato dalla Pathé con l'aggiunta di scene parlate usando il sistema RCA Photophone, musica sincronizzata ed effetti sonori[1].

TramaModifica

Eddie Kehoe e Rita Carey formano una coppia di ballerini di successo. I due si innamorano, ma la loro relazione entra in crisi quando Eddie vede la partner in compagnia di Owens, impresario di una rivista musicale. Geloso, fa una scenata provocando la reazione di Rita che lo lascia per andare a lavorare nello spettacolo di Owens. Eddie si trova una nuova partner, Cleo, una ragazza arrivista a caccia di un uomo con i soldi. La sera del loro debutto, Cleo pianta in asso il compagno. Dietro alle quinte, Rita, venuta per augurare in bocca al lupo a Eddie, assiste alla scena: prende allora il posto di Cleo, ballando di nuovo in coppia con il vecchio partner. La loro esibizione assicura il successo dello show.

ProduzioneModifica

Il film fu prodotto dalla Pathé Exchange.

DistribuzioneModifica

Il copyright del film, richiesto dalla Pathé Exchange, Inc., fu registrato il 16 ottobre 1928 con il numero LP25726[2].

Distribuito dalla Pathé Exchange, il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 21 ottobre 1928. A Madrid, il film venne presentato il 5 febbraio 1931 con il titolo Bataclán.

NoteModifica

  1. ^ a b Silent Era
  2. ^ a b AFI
  3. ^ The Films of Carole Lombard, pag. 64

BibliografiaModifica

  • (EN) Frederick W. Ott, The Films of Carole Lombard, Secaucus, Citadel Press, 1972.

Collegamenti esterniModifica

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