Un trace che impugna la caratteristica sica, in una ricostruzione storica in costume

La sica (o sica supina) era una spada usata nell'antica Roma, l'arma abituale del gladiatore trace. Dapprima venne rappresentata come una spada curva (come nel mosaico di Zliten e in numerose lampade a olio) con una lama lunga circa 40-45 centimetri; più tardi, dal termine del I secolo d.C., la lama della sica presentava una curvatura ancor più netta, di quasi 45 gradi.

Mentre le prime sicae si presentavano con lama a un solo taglio, quelle successive erano evidentemente a doppio taglio. La forma specifica era progettata per aggirare i lati dello scudo del nemico, pugnalarlo o trapassarlo dalla schiena. Siccome l'avversario abituale del gladiatore trace era il mirmillone dotato del grande scudo (lo scutum), un'arma come la sica era necessaria per rendere il duello più equilibrato ed eccitante.

La sica era l'arma comunemente usata dai Sicani (da cui deriva il termine sica e sicario) e dai Traci, ed è visibile nelle loro mani lungo tutta la Colonna traiana.

Stile di combattimentoModifica

La sica veniva usata solamente con la curva rivolta verso il basso, concava, e lo stile di combattimento era simile a quello del Kama. Consentiva, se usata con maestria, di tranciare un arto con facilità. Era molto temuta dai legionari romani, e comportò delle modifiche nella progettazione delle loro armature.

Questa spada poteva anche essere usata, in mani esperte, per uccidere in un colpo solo. Mantenendo la curvatura rivolta verso il basso la punta si sarebbe con facilità agganciata all'elmo del nemico. Il trace poteva smuovere poi la spada dirigendola verso l'alto entro la mascella e attraverso la faccia uccidendolo all'istante.

CuriositàModifica

In albanese il coltello si chiama thika, riferimento palese all'origine di questo popolo con i cittadini che popolavano i Balcani nell'antichità classica: illiri, daci e traci.

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