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Silvano Fedi

partigiano, anarchico e antifascista italiano

Silvano Fedi (Pistoia, 25 aprile 1920Pistoia, 29 luglio 1944) è stato un partigiano, anarchico e antifascista italiano.

Indice

La vitaModifica

 
Silvano Fedi.

Fu studente al Liceo classico Niccolò Forteguerri di Pistoia, dove, a causa delle sue idee antifasciste, subì anche un pestaggio inflittogli da alcuni attivisti fascisti.[1] Sono gli anni in cui Fedi studia e legge molto nella convinzione che l'umanità dev'essere libera dal bisogno, discute appassionatamente raccogliendo via via intorno a sé giovani studenti e venendo in contatto con la precedente generazione di anarchici pistoiesi: in tale contesto matura il suo carattere coraggioso, brillante e audace, come dimostrarono le sue azioni.[senza fonte]

Il 12 ottobre 1939 fu arrestato e successivamente condannato da parte del Tribunale speciale, a un anno di reclusione, per associazione e propaganda antinazionale.[2] Il 10 febbraio gli fu condonata la pena e fu scarcerato, quindi fece rientro a Pistoia ove continuò la lotta antifascista formando nel 1943 il gruppo dei comunisti libertatori a Bottegone insieme a Francesco Toni e altri compagni.

Noto è l'episodio del 26 luglio 1943 allorché Fedi invitò a scioperare gli operai delle Officine S. Giorgio di Pistoia e venne tratto nuovamente in arresto: quando si diffuse la notizia del suo arresto, una folla si raccolse fuori dagli edifici della Questura chiedendone la liberazione tanto che fu rilasciato dopo poco.[senza fonte]

Dopo l'armistizio, nell'ottobre 1943, costituì una formazione partigiana composta da una cinquantina di uomini: le Squadre Franche Libertarie composte soprattutto da Anarchici e Libertari e autonome dal CLN che iniziarono ad agire fra città e campagna. Dal 17 al 20 ottobre, insieme a sei compagni, assaltò a più riprese il presidio della Fortezza Santa Barbara, prelevando una grande quantità di armi e munizioni. Successivamente la sua formazione effettuò altre operazioni fra le quali l'assalto alla Questura di Pistoia ed al carcere delle Ville Sbertoli, con la liberazione di 54 prigionieri, fra i quali alcuni ebrei e prigionieri politici.

Nella sua formazione militarono noti partigiani come Enzo Capecchi, Artese Benesperi, Danilo Betti, Brunello Biagini, Marcello Capecchi, Franco Fedi (fratello) Claudio Pallini, Santino Pratesi, Giulio Vannucchi, Giovanni Pinna e Iacopo Innocenti. Fu in contatto con Manrico Ducceschi, detto "Pippo" (anche lui ex studente del Liceo classico Forteguerri di Pistoia), capo della formazione partigiana XI Zona Patrioti, attiva sulla Montagna Pistoiese e Lucchese, mentre Fedi preferì operare in pianura, muovendosi continuamente tra Pistoia, Quarrata e Serravalle Pistoiese

Il 29 marzo del 1944 assalta un treno di armi e munizioni fermo alla stazione di Val di Brana. È con lui Artese Benesperi che, nello scontro armato che ne deriva, uccide un ufficiale tedesco e rimanendo a sua volta ferito ad una mano.

Il 1 giugno del 1944 assalta la Questura di Pistoia e effettua il quarto attacco alla fortezza di Santa Barbara con l'aiuto dei partigiani di Montale.

Il 29 luglio del 1944, nei pressi della Croce di Vinacciano, sulle colline pistoiesi, cadde in un'imboscata dei militari tedeschi, e fu ucciso assieme al compagno Giuseppe Giulietti. Un altro componente della sua formazione, Brunello Biagini, fu catturato e pochi giorni dopo, il primo di agosto, fucilato.

La tomba di Silvano Fedi insieme a quella di Giuseppe Giulietti (detto "Il Genova") è posta nel Cimitero Comunale della Vergine di Pistoia.

La figura storicaModifica

Silvano Fedi è considerato un martire della lotta antifascista, ed il suo contributo nella guerra partigiana è ritenuto di grande importanza per la liberazione di Pistoia.

L'abilità militare di Fedi è tale da interessare il commediografo Gioacchino Forzano amico di Mussolini e lo stesso dittatore, nella vicenda volgendola da fatto militare a fatto personale dell'ufficiale tedesco che viene fatto passare come ucciso per problemi di onore ed evitando così ogni forma di rappresaglia nei confronti della popolazione civile (30 civili per un ufficiale tedesco, secondo le direttive di Kesserling.

È una delle figure più care ai suoi concittadini. Al suo nome sono dedicati, a Pistoia, il corso centrale,[3][4] e, pensando in particolare ai giovani, quale fu Fedi impegnato nella propria città, portano il suo nome anche una piscina e una palestra di proprietà della Provincia di Pistoia.

Nell'aprile del 1979 a Montechiaro in suo onore venne inaugurato un monumento in bronzo realizzato dallo scultore Umberto Bovi, su interessamento dell'ANPI locale; rappresenta un corpo disteso a terra che si disintegra, sovrastato da una stele che dal basso si espande verso l'alto in segno di liberazione. Una lapide ricorda i caduti della formazione.[5].

A lui sono intitolati oltre a uno degli istituti secondari di secondo grado della città di Pistoia, l'Istituto Tecnico Tecnologico, anche l'Associazione Sportiva Culturale Silvano Fedi che organizza molti eventi sportivi.

A lui è dedicata una ballata, con testo del poeta Luca Vivarelli e musicata dal gruppo Di terra in terra. Un lavoro teatrale dal titolo "Fuoco a Montechiaro" è stato realizzato dal "Gruppo Teatro Ragazzi" del Circolo Garibaldi di Pistoia nell'anno 1998.

NoteModifica

  1. ^ Silvano Fedi, ANPI.it.
  2. ^ Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1062-1063
  3. ^ silvano fedi - Google Maps
  4. ^ corso silvano fedi - Google Maps
  5. ^ Caterina Benini, Cartelli sul luogo dove fu ucciso Silvano Fedi, l’anarchico., 6 settembre 2014. URL consultato il 6 settembre 2018.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al valor militare

Collegamenti esterniModifica

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