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Nel [[404 a.C.]] Roma, mentre continuava l'assedio di [[Veio]] iniziato l'anno prima, rivolse la propria attenzione ai [[Volsci]], che furono sconfitti in una battaglia campale tra [[Ferentino]] ed [[Ecetra]]. I romani poi riuscirono a conquistare la città volsca di Artena, grazie al tradimento di uno schiavo, che indicò ai soldati un passaggio per arrivare alla rocca, dove si erano asserragliati i difensori<ref name=Livio />.
 
{{Citazione necessaria|Le antiche cronache narrano che Montefortino si sviluppò su un grosso colle che dominava la valle del Sacco; e alcune cronache antiche narrano che in questi luoghi partivano briganti che assalivano i viandanti che diretti a Roma da sud attraversavano la valle del Sacco; e tale attività era presente già nell'antichità. Nel periodo medioevale Montefortino fu [[feudo]] dei [[Conti di Tuscolo]] ceduto poi ai [[Conti di Segni]], che ressero il [[castello]] fino al [[1475]], quando su pressione di [[Carlo VIII di Francia]], diventò possedimento della potente e antica [[Colonna (famiglia)|famiglia Colonna]]. La spiccata attività antipapale di questi ultimi, provocò ad Artena diverse distruzioni per opera dei [[Papa|Pontefici]] nel [[1526]] ([[Papa Clemente VII|Clemente VII]]), nel [[1543]] ([[Papa Paolo III|Paolo III]]) e nel [[1557]], sotto [[Papa Paolo IV|Paolo IV]] che, addirittura, giunse a mettere fuori legge gli abitanti di Montefortino solo perché erano stati fedeli alla famiglia Colonna, a far radere al suolo l'abitato, e a esercitare il rito dell'aratura e della semina del sale sulle rovine della cittadina<ref>Vittorio Aimati, ''Arato e seminato col sale'', 2002</ref>.}}
 
<!--Nel periodo medioevale Montefortino fu [[feudo]] dei [[Conti di Tuscolo]] ceduto poi ai [[Conti di Segni]]-->
 
L'esistenza di Montefortino è documentata fin dal [[1226]], quando su di essa è ascritta la signoria [[Conti di Segni]]. <ref name=Nibby /> che ressero il [[castello]] fino al [[1475]], quando su pressione di [[Carlo VIII di Francia]], diventò possedimento della potente e antica [[Colonna (famiglia)|famiglia Colonna]]. La spiccata attività antipapale di questi ultimi, provocò ad Artena diverse distruzioni per opera dei [[Papa|Pontefici]] nel [[1526]] ([[Papa Clemente VII|Clemente VII]]), nel [[1543]] ([[Papa Paolo III|Paolo III]]) e nel [[1557]], sotto [[Papa Paolo IV|Paolo IV]] che, addirittura, giunse a mettere fuori legge gli abitanti di Montefortino solo perché erano stati fedeli alla famiglia Colonna, a far radere al suolo l'abitato, e a esercitare il rito dell'aratura e della semina del sale sulle rovine della cittadina<ref>Vittorio Aimati, ''Arato e seminato col sale'', 2002</ref>.
 
A causa dei grossi debiti contratti dalla famiglia Colonna, Montefortino fu venduto al [[Scipione Caffarelli-Borghese|Cardinale Scipione Borghese]] nel [[1614]] che ne divenne il signore. Il cardinale Borghese portò notevoli migliorie alla città; s'impegnò fino in fondo a riedificare il paese, messo in difficoltà dalle continue devastazioni e dalla cattiva amministrazione dei [[Colonna (famiglia)|Colonna]]. Molte innovazioni di quell'epoca sono ancora oggi presenti: la centrale Piazza della Vittoria, l'Arco Borghese, la Via del Borgo, la Via Nuova, il Convento di San Francesco e l'Asilo di San Marco. Inoltre il principe cardinale fece ristrutturare il Palazzo, già cominciato dai Colonna, che porta il suo nome. L'antica [[Borghese (famiglia)|famiglia Borghese]] rimase proprietaria di Montefortino anche durante il [[Napoleone Bonaparte|periodo napoleonico]].
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