Schema (psicologia): differenze tra le versioni

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La teoria psicologica dello '''schema''' è probabilmente il più originale ed innovativo contributo di [[Frederic Bartlett]] alla moderna psicologia sperimentale e cognitiva in special modo, e si segnala sia per la non dogmaticità del suo assunto (che al contrario è squisitamente empirico), sia per il merito di rimuovere il pregiudizio circa la neutralità delle nostre elaborazioni inconsce; queste ultime sono - al contrario - inconfutabilmente ricollegate da Bartlett al nostro patrimonio di vissuto emotivo.
{{nota
|titolo= ''Il testo del racconto sperimentale''
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Lo stesso psicologo svizzero [[Jean Piaget]] dovette ammettere che un drammatico evento che aveva funestato la propria infanzia, e del quale, ovviamente, conservava un vivido ricordo, non era in realtà mai avvenuto: quanto egli ''credeva'' di rammentare, era soltanto il frutto di suggestioni indotte dal racconto menzognero inventato dalla sua bambinaia, come ebbe modo di apprendere molti anni più tardi, per confessione della donna medesima.
 
Normalmente gli psicologi accettano l'idea che la memoria di eventi occorsi nel passato remoto ([[memoria di lungo termine]]) sia una [[memoria ricostruttiva]]: in breve, ci comportiamo inconsciamente come il [[paleontologo]] che da pochi reperti di osso ricostruisce, ipoteticamente, l'intero [[Scheletro (anatomia)|scheletro]] di [[dinosauro]].
 
Il nostro [[cervello]] aggiunge [[a posteriori]] i tasselli d'informazione che obiettivamente non ha registrato, e come fa il paleontologo, ma nel nostro caso in modo [[inconscio]] scegliamo tali tasselli del [[mosaico]] che compone il ricordo in virtù di una supposta coerenza con gli elementi effettivamente immagazzinati nella nostra memoria.
 
== La teoria di Bartlett ==
Sir [[Frederic Bartlett]] prese le mosse dalla natura ricostruttiva della memoria intorno al [[1930]]. Introdusse il termine ''schema'' per riferirsi ai temi generali che ricaviamo dall'[[esperienza]]. Per esempio, se voleste ricordare una nuova favola, cerchereste di integrare le informazioni della nuova favola con il vostro schema di ciò che s'intenda per favola.
 
Molti studiosi hanno dimostrato che siffatti schemi possono distorcere i ricordi degli eventi che ci formiamo. In altri termini, talora ''cancelliamo'' o omettiamo dal ricordo quei dettagli di un'esperienza che ''mal si conciliavano con lo schema''. Per converso, possiamo sinceramente ''credere di ricordare'' dettagli che in realtà sono inesistenti semplicemente perché sono ''coerenti con lo schema''.
 
Secondo [[Ernest Hilgard]], gli esperimenti di Bartlett hanno significato principalmente in relazione alla forma di [[oblio]] che va sotto la denominazione di [[distorsione sistematica della traccia mnestica]].<ref>''Psicologia Corso introduttivo,'' cit. pagg. 341-344. Le altre forme, per inciso, sono la ''disintegrazione passiva attraverso il disuso, l'inibizione retroattiva e proattiva, l'oblio motivato.''</ref>
 
=== «Guerra degli spettri» ===
Un esempio di racconto-test utilizzato da Bartlett per i suoi classici esperimenti è costituito dalla ''Guerra degli spettri'' (vedasi "box"riquadro a margine), una (supposta) leggenda dei [[nativo americano|nativi americani]]. Questo racconto viene "somministrato" alle persone, che dopo averlo letto o ascoltato sono invitate a ripetere a mente la storia. Inevitabilmente avvengono deformazioni, aggiunte od omissioni, a cui il ricercatore attribuisce un significato alla luce della teoria dello schema di Bartlett.<ref>Secondo Bartlett ''(Remembering,'' cit.), lo sviluppo dell'oblio si manifesta in questa tipica forma di distorsione:
<blockquote>
''[1] Se le varie riproduzioni erano distanziate nel tempo, l'omissione di dettagli, la semplificazione dei fatti e della struttura e la trasformazione in altri più familiari, possono procedere indefinitamente, o almeno finché è possibile la rievocazione senza aiuti esterni.</br>
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''[4] In ogni ricordo successivo, la razonalizzazione, la riduzione del materiale a una forma che può essere trattata in modo facile e «soddisfacente», diviene molto preminente.</br>
''[5] Esistono prove di un ritardo nel manifestarsi delle trasformazioni, che sono adombrate dopo settimane, talvolta mesi, prima di presentarsi realmente.</br>
(Fonte: Hilgard, ''Psicologia Corso introduttivo,'' cit., pag. 344)
</blockquote>
</ref>