Differenze tra le versioni di "Tripolitania italiana"

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|capitale principale = [[Tripoli]]
|altre capitali =
|dipendente da = {{Bandiera|ITA 1861-1946|nome}}
|dipendenze =
|governo = [[Impero coloniale]]
|area geografica = [[Africa settentrionale italiana]]
|territorio originale =
|superficie massima = 272 090 [[Chilometro quadrato{{M|km²]]272090|k|m2}}
|periodo massima espansione =
|popolazione = 550 000{{formatnum:550000}}
|periodo popolazione =
|moneta = [[Lira italiana]]
Il [[primo ministro]] italiano [[Giovanni Giolitti]] iniziò la conquista della [[Tripolitania]] e della [[Cirenaica]] il 4 ottobre 1911, inviando a [[Tripoli (Libia)|Tripoli]] contro l'[[Impero Ottomano]] 1732 marinai al comando del capitano [[Umberto Cagni]].
 
Oltre 100.000{{formatnum:100000}} soldati italiani riuscirono a ottenere dalla [[Turchia]] quelle regioni attualmente definibili libiche nel [[Trattato di Losanna (1912)|Trattato di Losanna]] del 18 ottobre [[1912]], ma solo la Tripolitania fu effettivamente controllata dal [[Regio Esercito]] italiano, sotto la ferrea guida del governatore [[Giovanni Ameglio]]. Nell'interno dell'attuale Libia (principalmente nel [[Fezzan]]), la guerriglia indigena continuò per anni, a opera dei turchi e degli arabi di [[Enver Pascià]] e di Aziz Bey.
 
La [[riconquista della Tripolitania|riconquista]] iniziò nel luglio [[1921]] con l'arrivo del nuovo governatore della Tripolitania, il banchiere veneziano [[Giuseppe Volpi]]. Volpi, supportato dal ministro delle Colonie, il liberale [[Giovanni Amendola]], impresse subito una sterzata alle demoralizzate guarnigioni ormai abituate a vivere alla giornata. All'alba del 26 gennaio [[1922]], realizzando una sorpresa tattica, [[carabinieri]], [[zaptiè]] ed eritrei sbarcarono a [[Misurata Marittima]], occupando la località; era l'inizio della svolta che in poco più di un anno si concluse con l'occupazione di tutta la Tripolitania.