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Stazione di Pisa San Rossore

stazione ferroviaria italiana
Pisa San Rossore
già Pisa Porta Nuova (1846-1939)
stazione ferroviaria
Estació de Pisa San Rossore.JPG
Il fabbricato viaggiatori
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàPisa
Coordinate43°43′26.04″N 10°23′16.44″E / 43.7239°N 10.3879°E43.7239; 10.3879Coordinate: 43°43′26.04″N 10°23′16.44″E / 43.7239°N 10.3879°E43.7239; 10.3879
LineeGenova-Pisa
Lucca-Pisa
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante e di testa, di diramazione
Stato attualeIn uso
OperatoreRete Ferroviaria Italiana
Attivazione1846
Binari3 tronchi
3 passanti
InterscambiAutobus urbani
DintorniPiazza dei Miracoli
Torre di Pisa
Università di Pisa

La stazione di Pisa San Rossore è una stazione ferroviaria comune alle linee Genova-Pisa e Pisa-Lucca che si trova nelle immediate vicinanze della celebre Torre di Pisa.

Indice

StoriaModifica

La stazione venne attivata 15 novembre 1846 quale capolinea provvisorio del nuovo tracciato diretto a Bagni di San Giuliano, posta sulla ferrovia Lucca-Pisa[1] che, in seguito alla dismissione della stazione di testa di Porta a Lucca, anch'essa realizzata come provvisoria, avrebbe dovuto proseguire verso la nuova stazione di Pisa Centrale. Venne inaugurata con la denominazione di Pisa Porta Nuova[2][1] per la vicinanza dell'omonimo ingresso nelle mura.

Il 15 aprile 1861 fu attivato il nuovo tronco della ferrovia Tirrenica fra Pisa e Pietrasanta cui, 6 giorni dopo, venne collegata la linea da Lucca[1]. Il 10 nel dicembre dello stesso[3] anno venne completata la tratta di collegamento con la stazione centrale di Pisa comprendente il lungo ponte sull'Arno[1].

 
L'ex rimessa del treno reale

Nel corso degli anni venne utilizzata dai reali italiani per spostarsi da e verso la vicina tenuta di San Rossore: sul lato mare, in direzione di Genova, è ancora visibile la rimessa che ospitava il Treno Reale, trasformata in deposito mezzi d'opera di proprietà dell'impresa CEMES.

Assunse l'ultima sua denominazione definitiva nel 1939[4].

Nel dicembre del 1998, durante i lavori per la costruzione di un edificio che avrebbe dovuto ospitare la sede del nuovo Sistema di Comando e Controllo (SSC) di Pisa, iniziarono a emergere dagli scavi tracce di materiale archeologico. Tale ritrovamento, che ebbe vasta eco sulla stampa specializzata e non, potrà dare vita ad un auspicato Museo delle navi antiche di Pisa.

Strutture e impiantiModifica

 
Vista dei binari della Tirrenica
 
La banchina principale a triangolo

La stazione presenta una conformazione caratteristica, costituita da un triangolo di binari; alle due linee Genova-Pisa e Lucca-Pisa, che proprio in tale località si incontrano, si aggiunge infatti un raccordo elettrificato a doppio binario fra di esse, che consente l'instradamento diretto degli eventuali treni merci che in provenienza dallo scalo del Campaldo, posto sulla stessa tirrenica a nord di San Rossore, debbano impegnare la linea per Lucca e Pistoia.

Il fabbricato viaggiatori si trova a sud rispetto al citato raccordo, ed è realizzato parallelamente ad esso, con una inusitata soluzione che comporta una banchina di forma triangolare che si incunea fra le due linee servire dal traffico passeggeri.

La stazione possedeva anche un piccolo scalo merci, inutilizzato, composto da un magazzino merci, un piano caricatore e due binari tronchi, scollegati dal resto del fascio binari principale.

Nel 2008, per rendere indipendenti gli itinerari di ingresso a Pisa Centrale, fu realizzato un nuovo binario, parallelo a quello della Tirrenica attraverso l'allargamento del ponte sull'Arno, e contestualmente attivato un nuovo marciapiede a servizio dei viaggiatori (binari 1L e 2L) della relazione Pisa-Lucca. In tale area sorgeva inizialmente il magazzino merci, nell'Ottocento chiamato "Capannone per le mercanzie"[5].

Il citato scalo del Campaldo, gestito da Trenitalia, è stato anch'esso oggetto di un ampliamento durante i primi anni duemila, risultato peraltro inutile a causa della decisione di tale società di non svolgere più servizio merci a carro singolo.

Dal 2010, Pisa San Rossore non è più un impianto autonomo ai fini del movimento ferroviario ma è stata accorpata alla stazione di Pisa Centrale, in virtù dell'attivazione di un nuovo apparato ACC-Multistazione, che è stato ospitato in un edificio di nuova costruzione nei pressi di quest'ultimo impianto, che accorpa in un unico "cervello" tutte le stazioni del nodo di Pisa che assumono il semplice ruolo di fasci di binari all'interno dell'unico impianto di controllo del traffico di Pisa Nodo[6].

A partire dal 2014 l'area della stazione è oggetto di lavori di riqualificazione, tra cui la realizzazione di una tettoia tra i binari 3 e 4, e la realizzazione di ascensori che permetterà l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti nello scalo.

MovimentoModifica

La stazione è servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito dei contratti di servizio stipulati con la Regione Toscana denominate anche "Memorario".

Nei mesi di giugno e luglio 2011 la stazione fu servita anche dai "Treni del Mare" gestiti dall'impresa privata Arenaways, fallita di lì a poco, che rappresentarono curiosamente l'unica relazione InterCity ad effettuare fermata nei pressi della celebre Torre.

ServiziModifica

La stazione dispone di:

  •   Biglietteria automatica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 13 luglio 2018.
  2. ^ Strade Ferrate del Mediterraneo (planimetria), disegno 1.
  3. ^ Adriano Betti Carboncini, Un treno per Lucca, op. cit. pp. 40-41.
  4. ^ Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 19, 1939.
  5. ^ Adriano Betti Carboncini, Un treno per Lucca, op. cit. p. 40.
  6. ^ Rete Ferroviaria Italiana, Circolare Compartimentale RFI 15/2010, RFI, 2010.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Le stazioni di Pisa, su stazionidelmondo.it. URL consultato il 26 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2008).