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Precedenze
stazione ferroviaria
Precedenze.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCastiglione dei Pepoli
Coordinate44°07′57.04″N 11°10′20.67″E / 44.132511°N 11.172409°E44.132511; 11.172409Coordinate: 44°07′57.04″N 11°10′20.67″E / 44.132511°N 11.172409°E44.132511; 11.172409
Lineeferrovia Bologna-Firenze
Caratteristiche
TipoPosto di Comunicazione in galleria, passante
Stato attualeIn uso come Posto di Comunicazione
Attivazione1934
Binari2
DintorniCà di Landino

La stazione delle Precedenze era una stazione ferroviaria, poi trasformata in Posto di Comunicazione, posta a metà circa della Grande galleria dell'Appennino, lungo la linea ferroviaria Firenze-Bologna[1].

StoriaModifica

 
Stazione delle Precedenze nel 1961

La stazione venne realizzata per continuare la cadenza dei posti di blocco lungo la ferrovia: data la grande lunghezza della galleria (18.507 m), venne deciso di posizionare il posto di blocco n. 12 a metà del tunnel. Inoltre, si pensò di poter far cambiare binario ai treni (peraltro, in caso di incidente, malfunzionamento o manutenzione sulla linea, era altresì possibile utilizzare il binario unico alternato). In seguito si progettò una via per poter fermare un convoglio lento e dare la precedenza ad un treno veloce: nel punto individuato venne quindi scavato uno slargo, detto "camerone", per ospitare il personale, gli apparati di controllo, i marciapiedi e l'imbocco dei due tunnel secondari a forma di banana in cui erano presenti i binari di precedenza.[2]

Il 5 dicembre 1929 presso la stazione si tenne la cerimonia, officiata dall'arcivescovo di Bologna, monsignor Nasalli Rocca di Corneliano, per la caduta del ultimo diaframma della galleria dell'Appennino.[3]

La stazione, dotata di banchine per il servizio passeggeri, venne inaugurata contestualmente alla intera linea ferroviaria Direttissima, il 22 aprile 1934[4].

Il servizio passeggeri fu attivo fino agli anni sessanta, quando lo stesso venne soppresso per motivi di sicurezza e scarsità del traffico. In tempi successivi l'impianto fu reso telecomandato e conseguentemente divenne impresenziato[5].

Strutture e impiantiModifica

 
Banco ACE tipo AEG

La stazione è posta alla chilometrica 37+234, distante 8.893 metri dall'ingresso nord e 9.614 metri dall'ingresso sud della Grande galleria dell'Appennino.

L'impianto è dotato di un ufficio dove risiedeva il Dirigente Movimento della stazione e di due binari di precedenza. Per l'accesso all'impianto, nel periodo in cui esso era presenziato, venivano utilizzate le discenderie costituite dagli originari cunicoli utilizzati per lo scavo della galleria, accessibili dall'abitato di Cà di Landino, inclinati di 27 gradi[6] e dotati di 1863 scalini, la cui salita richiedeva circa un'ora.

La stazione era dotata di otto deviatoi semplici, due scambi inglesi, quattro tronchini di protezione e due binari di ricovero per i treni che cedevano il passo.

Utilizzata solo come Posto di Comunicazione, l'ex stazione dispone di 2 binari di precedenza di 450 metri di lunghezza resi in seguito tronchi, e due comunicazioni di scambi che vengono utilizzate per fare cambiare binario di corsa ai treni quando questo si rivela necessario.

NoteModifica

  1. ^ RFI 2003, p. 40.
  2. ^ Stazioni in galleria: Precedenze (“Grande Galleria dell’Appennino”), su scalaeNNe – Note Sparse (Treni, Ferrovie e loro modellazione in Scala N), 2017-12-16/.
  3. ^ Direttissima Bologna-Firenze - inaugurazione della Galleria, su Senato della Repubblica - Archivio Luce, 5 dicembre 1929.
  4. ^ Carlo Carli, Precedenze 50 anni fa, in I Treni, n. 195, luglio 1998, p. 18.
  5. ^ Carlo Carli, La fine di Precedenze, in I Treni, n. 200, gennaio 1999, p. 18.
  6. ^ Supplemento a La tecnica professionale, luglio 1934, p. 3.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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