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La strategia di logoramento (indicata anche come "guerra di logoramento") è una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonché il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l'iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti non in grado di prevalere l'uno sull'altro attraverso scontri decisivi[1], oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico più potente[2]. Viene spesso contrapposta ad altre forme di guerra ed in particolare alla Guerra di annientamento, il cui scopo è appunto di distruggere le forze nemiche. Questa forma di guerra può essere scelta Quando le circostanze non sono favorevoli alla guerra di annientamento. [3]

Episodi storiciModifica

La seconda guerra punicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Seconda guerra punica.

Roma e Cartagine erano città inespugnabili divise dal mare, caratterizzati da territori sfavorevoli (desertico quello nordafricano, montuoso e stretto quello italiano) e le cui province erano governate da sudditi o alleati che potevano facilmente cambiare schieramento: queste condizioni rendevano facile una guerra di logoramento evitando costose e pericolose invasioni dirette dagli esiti incerti. In particolare Annibale evitò sempre lo scontro diretto con la città di Roma (nonostante le sue numerose vittorie sulla penisola italica), preferendo far rivoltare contro Roma le città alleate e screditandone la potenza. Anche i Romani seguirono questa strategia, con Quinto Fabio Massimo soprannominato Temporeggiatore (Cunctator).

La campagna di Russia di Carlo di SveziaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grande guerra del Nord.

Nel corso della Grande guerra nordica, il re svedese Carlo XII invase la Russia nel 1708, sconfiggendo lo zar Pietro il Grande nella battaglia di Golovčin (luglio 1708). In grande crisi, a Pietro viene in aiuto il consiglio della moglie, che lo spinse ad attuare una tattica di logoramento contro gli svedesi, troppo forti sul piano tattico per poter essere affrontati in campo aperto. Così nella seguente battaglia di Lesnaja[4] Carlo subì gravi perdite, perdendo una colonna di rinforzi svedesi proveniente da Riga. Privato del loro aiuto Carlo dovette rinunciare a marciare su Mosca.

Non accettando l'idea di ritirarsi in Polonia o di tornare in Svezia, Carlo si volse a sud, invadendo l'Ucraina. Abilmente Pietro si ritirò rinunciando allo scontro diretto e facendo terra bruciata di tutto ciò che sarebbe potuto servire agli svedesi. Coi rifornimenti tagliati e privati di ogni sostegno sul terreno, gli scandinavi si trovarono ben presto a dover affrontare il terribile inverno russo, che ne decimò i ranghi assieme alle incursioni della cavalleria russa.

Nell'estate del 1709 l'esercito svedese ormai esausto venne finalmente affrontato dai russi nella battaglia di Poltava[5] (27 giugno 1709), dove fu sbaragliato.

La seconda guerra Anglo-BoeraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre boere.

La disparità di forze fra le repubbliche boere e l'Impero britannico non lasciava molte speranze agli afrikaans, che dopo la perdita delle due capitali decisero di continuare la guerra con una guerriglia di logoramento. I britannici furono obbligati a frazionare dispendiosamente le loro forze per presidiare il territorio, ma non riuscirono ad aver ragione dei kommandoes boeri fin quando non applicarono una tattica di spietata rappresaglia sulle popolazioni civili, che furono internate nei campi di concentramento come ostaggi. Solo a quel punto i guerriglieri boeri - colpiti nelle loro famiglie e nei loro beni - furono obbligati a cedere dopo un anno e mezzo di guerra d'attrito.

La prima guerra mondialeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prima guerra mondiale e Guerra di trincea.
 
Una trincea

In seguito alla battaglia della Marna la guerra di movimento si arenò e i fronti si stabilizzarono - soprattutto in Occidente e poi in Italia e nei Balcani trasformando il conflitto in una Guerra di posizione. I generali e capi di stato, consci della natura delle armi a disposizione dei soldati (fucili, mitragliatrici e cannoni) che impossibilitavano grandi offensive, cercavano di indebolire l'esercito nemico dall'interno, sia tatticamente - fidando in massicci attacchi preceduti da spaventosi bombardamenti anche di più giorni consecutivi - sia strategicamente, bloccando il commercio di materie prime ed impedendo alle fabbriche di produrre munizioni. In questo modo, l'esercito logorato diventava molto più vulnerabile a grandi invasioni a campo aperto.

Questa maniera di condurre la guerra - detta tatticamente "delle spallate" in Italia e strategicamente identificata come Materialschlacht in tedesco ("guerra di materiali") - rendeva essenzialmente la guerra una questione di consumo di uomini e materiali. Solo l'introduzione di tattiche di infiltrazione da parte prima dei russi, poi, più perfezionatamente, dei tedeschi, consentì il ritorno ad una guerra manovrata e alla possibilità di rendere decisive le battaglie. Infatti, sebbene gli alti comandi tedeschi avessero già compreso la nuova natura della Grande Guerra sui fronti occidentali, come guerra di logoramento - e coscientemente ne fecero uso durante la Battaglia di Verdun - gli Alleati dell'Intesa, invece, continuarono a perseguire la strategia delle grandi battaglie risolutive, concependo il logoramento solo a livello tattico.

La strategia di logoramento venne invece deliberatamente usata da Armando Diaz sul fronte italiano respingendo più volte le pressioni alleate per un'offensiva sul Piave, fin quando non giunse il momento giusto per colpire l'esercito Imperiale-e-Regio, provato dall'insuccesso della Battaglia del solstizio e dalla successiva consunzione causata da fame, malattie e diserzioni

Già dal 1939, nella Seconda guerra mondiale, la forza dei carri armati e degli aerei da guerra che permetteva impressionanti invasioni in breve tempo, rese inutile qualsiasi tentativo di guerra di logoramento.

La guerra del VietnamModifica

Nella guerra del Vietnam le cose furono abbastanza differenti, tranne alcuni casi come l'assedio di khe Sanh oppure la conquista della collina 937 in cui rispettivamente i soldati vietnamiti a khe Sanh e i soldati statunitensi alla collina 937 combatterono e tennero i soldati nemici sotto assedio, combattendo una guerra di logoramento

Le moderne "guerre asimmetriche"Modifica

Le guerre asimmetriche, come dice la parola stessa sono guerre disuguali in cui i due eserciti hanno armamentario diverso come ad esempio succede nelle guerre civili. Questo è successo durante il 1848 quando i patrioti italiani nelle diverse città d'Italia combatterono contro le truppe austriache, infatti esse vinsero le battaglie grazie ad un'astuta tattica e strategia di logoramento dei nemici.

Altri esempiModifica

NoteModifica

  1. ^ Types of War, www.military-sf.com, undated (accessed 20 January 2007)
  2. ^ Merriam Webster Dictionary. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  3. ^ Mao Tse-tung, Sulla guerra di lunga durata' (PDF), 1938, pp. 229.
  4. ^ Angus Konstam, Poltava 1709, Osprey (1994), ISBN 1-85532-416-4 p 45-52
  5. ^ Angus Konstam, Poltava 1709, Osprey (1994), ISBN 1-85532-416-4 p 62-87
  6. ^ Scythians (Ukrainian history documentary series "Unknown Ukraine"), su youtube.com.
  7. ^ (EN) Michael I. Handel, Strategic Logic and Political Rationality: Essays in Honor of Michael I. Handel, Psychology Press, 2003, p. 80, ISBN 978-0-7146-5484-3.
  8. ^ Airstrikes turn Libya conflict into battle of attrition, in North County Times. URL consultato il 1º aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2012).
  9. ^ Janine DiGiovanni, Bleary-Eyed Troops Fight a Building at a Time in Syria, in New York Times, 24 ottobre 2012. URL consultato il 30 ottobre 2014.

BibliografiaModifica

  • Emilio Lussu, Un anno sul altipiano, scritto nel 1936

Collegamenti esterniModifica

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