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Geografia fisicaModifica

StoriaModifica

Nel 1964 Sulgen ha inglobato il comune soppresso di Bleiken, nel 1995 quello di Donzhausen e la località di Uerenbohl (fino ad allora frazione di Opfershofen)[1] e nel 1996 quelli di Götighofen e Hessenreuti[2]. Fino al 2010 ha fatto parte del distretto di Bischofszell.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa riformata
 
La chiesa cattolica
  • Chiesa riformata, paritaria fino al 1961[2];
  • Chiesa cattolica dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel 1959-1961[2].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella (con Bleiken e Götighofen; fino al 2000 anche con Kradolf e Riedt ma senza Donzhausen, Hessenreuti e Uerenbohl[3])[2]:

Abitanti censiti

 

Geografia antropicaModifica

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

NoteModifica

  1. ^ a b Erich Trösch, Opfershofen, in Dizionario storico della Svizzera, 4 novembre 2009. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  2. ^ a b c d Erich Trösch, Sulgen, in Dizionario storico della Svizzera, 1º aprile 2014. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  3. ^ Il Munizipalgemeinde di Sulgen, soppresso nel 1995-1996, comprendeva gli Ortsgemeinde di Bleiken, Götighofen, Kradolf (dal 1996 parte del comune di Kradolf-Schönenberg) e Riedt (dal 1995 parte del comune di Erlen); fino al 1995 Donzhausen, Hessenreuti e Uerenbohl fecero parte del Munizipalgemeinde di Bürglen.
  4. ^ André Salathé, Bleiken, in Dizionario storico della Svizzera, 25 novembre 2002. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  5. ^ Gregor Spuhler, Donzhausen, in Dizionario storico della Svizzera, 7 luglio 2004. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  6. ^ Verena Rothenbühler, Götighofen, in Dizionario storico della Svizzera, 7 dicembre 2005. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  7. ^ Verena Rothenbühler, Hessenreuti, in Dizionario storico della Svizzera, 28 febbraio 2006. URL consultato il 15 gennaio 2018.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN157202414 · LCCN (ENn87900941
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