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Geografia fisicaModifica

La frazione sorge sul golfo Borromeo e si estende fino alle pendici del Monterosso.

StoriaModifica

Nella frazione sono stati rinvenuti selci lavorati presumibilmente nell'età del bronzo e reperti come anfore e monete in necropoli databili dalla fine dell’età repubblicana alla tarda età imperiale .[1][2]

Durante il medioevo, gli statuti delle comunità di Intra e Pallanza, assegnavano a Suna il titolo di capoluogo del decanato di Madonna di Campagna, luogo dove sorge l'omonima chiesa di Madonna di Campagna, da sempre contesa con Pallanza. Il decanato comprendeva tutto il territorio del Monterosso e della Val Grande con importanti paesi come: Bieno, Cavandone, Santino, Rovegro, Cossogno e Ungiasca.[3]

Suna è rimasta Comune autonomo fino al 1927, anno in cui venne inglobata in quello di Pallanza.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Oratorio dei S.S. Fabiano e Sebastiano di Suna
Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano
Situata di fronte al lungolago di Suna, risale al XII secolo e ristrutturata ed ampliata nel XVII e XVIII secolo aggiungendo tra l'altro il portico e la scalinata che sale dal lago fino alla chiesa.
Chiesa di Santa Lucia
Situata sul lungolago di Suna, risale al XVI secolo. Conserva all'interno 8 tondi dipinti in olio su tela realizzati da Mario Tozzi e situati sulla volta. I quattro tondi, realizzati tra il 1923 e il 1924, sono dedicati a santa Lucia da Siracusa e ad episodi della sua vita, a Sant'Andrea da Avellino, a san Francesco d'Assisi ed a San Mauro. Santa Lucia è la patrona di Suna e protettrice degli scalpellini.

NoteModifica

  1. ^ Q.Rossi
  2. ^ Ritrovamenti archeologici, su http://www.comune.verbania.it. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  3. ^ Biganzoli, p.110.

BibliografiaModifica

  • Antonio Biganzoli, Verbania le mappe della memoria, Verbania, Tararà Edizioni srl, aprile 2007.
  • Quintino Rossi, Comune di Suna : guida monografica del paese e del suo territorio, Suna, 1910.