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Provincia del Verbano-Cusio-Ossola

provincia italiana
Provincia del Verbano-Cusio-Ossola
provincia montana[1]
Provincia del Verbano-Cusio-Ossola – Stemma Provincia del Verbano-Cusio-Ossola – Bandiera
Provincia del Verbano-Cusio-Ossola – Veduta
Villa Taranto, sede della prefettura.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Amministrazione
CapoluogoVerbania
PresidenteArturo Lincio (centro-destra) dal 31-10-2018
Data di istituzione1992[2]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°56′N 8°32′E / 45.933333°N 8.533333°E45.933333; 8.533333 (Provincia del Verbano-Cusio-Ossola)Coordinate: 45°56′N 8°32′E / 45.933333°N 8.533333°E45.933333; 8.533333 (Provincia del Verbano-Cusio-Ossola)
Superficie2 260,91 km²
Abitanti157 943[4] (31-5-2019)
Densità69,86 ab./km²
Comuni74 comuni[3]
Province confinantiCanton Ticino (CH-TI), Canton Vallese (CH-VS), Varese (Lombardia), Vercelli, Novara
Altre informazioni
Cod. postale28921-28925 Verbania, 28801-28899 provincia
Prefisso0163, 0322, 0323, 0324
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-VB
Codice ISTAT103
TargaVB
Cartografia
Provincia del Verbano-Cusio-Ossola – Localizzazione
Sito istituzionale
Piemonte

Piemonte Bandiera.png
La bandiera ufficiale della Regione




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Categorie: Politica, Diritto e Stato
Portale Piemonte
Progetto Piemonte

La provincia del Verbano-Cusio-Ossola[5] è una provincia italiana del Piemonte di 157 943 abitanti[4], costituita nel 1992 scorporando 77 comuni dalla provincia di Novara. Dal 2019, comprende 74 comuni (il numero si è ridotto per via della fusione di Seppiana e Viganella nel comune di Borgomezzavalle, nel 2016, e per la fusione di Cavaglio-Spoccia, Cursolo-Orasso e Falmenta nel comune di Valle Cannobina, nel 2019). Il capoluogo è la città di Verbania. Insieme con la provincia del Sud Sardegna, è l'unica provincia italiana a non prendere nome dal proprio capoluogo.

Situata nella parte settentrionale della regione, confina a nord-est e a nord-ovest con la Svizzera (rispettivamente con Canton Ticino e Canton Vallese), ad est con la Lombardia (provincia di Varese), a sud con la provincia di Novara e a sud-ovest con quella di Vercelli. Il territorio della provincia rappresenta l'area nordoccidentale dell'Insubria e l'ente provinciale è membro della comunità della Regio Insubrica.

Geografia fisicaModifica

La provincia aggrega quattro territori geograficamente distinti: l'Ossola (interamente), il Verbano (porzione occidentale), il Cusio (porzione settentrionale) e il Vergante (porzione settentrionale); tuttavia i primi 3 territori citati sono quelli principali e costituenti la triplicità del nome provinciale.

Geografia politicaModifica

I centri abitati più importanti sono Verbania, Omegna e Domodossola, rispettivamente nel Verbano, nel Cusio e nell'Ossola; altri centri importanti sono Gravellona Toce (baricentro provinciale), Villadossola, Cannobio e Stresa.

TerritorioModifica

Il territorio della provincia è quasi interamente collinare e montuoso, le uniche zone relativamente pianeggianti sono il fondo valle ossolano lungo il corso del fiume Toce, da Crevoladossola alla foce nel Lago Maggiore, e la piana di Intra.

L'altitudine varia dai 193 m slm del lago Maggiore ai 4 634 m slm del Monte Rosa.[6].

 
Le Valli del VCO con relativi toponimi

Le sezioni alpine che interessano la provincia sono le Alpi Pennine (in particolare le Alpi del Monte Rosa, Contrafforti valsesiani del Monte Rosa e le Alpi Cusiane) e le Alpi Lepontine (in particolare le Alpi del Monte Leone e del San Gottardo e le Alpi Ticinesi e del Verbano).

ValliModifica

Il territorio del Verbano-Cusio-Ossola è ricco di numerose valli, sia principali, sia secondarie; fra quelle principali ricordiamo la Val d'Ossola, Val Vigezzo, Valle Antrona, Valle Anzasca, Val Bognanco, Val Divedro, Valle Antigorio-Formazza, Val Corcera, Valle Strona, Valle Cannobina e la Val Grande.

Idrografia e climaModifica

La provincia comprende buona parte della sponda piemontese del Lago Maggiore (o Verbano) da Belgirate al confine svizzero, oltre al piccolo Lago di Mergozzo e la porzione settentrionale del lago d'Orta (o Cusio).

Il corso d'acqua più importante è il fiume Toce, immissario del Lago Maggiore e principale tributario del Ticino. Il Toce scorre lungo l'intera Val d'Ossola, da nord a sud, raccogliendo la acque dei torrenti che scendono dalla valli laterali. L'intera provincia appartiene al bacino idrografico del Ticino in quanto tutte le acque, direttamente o indirettamente, confluiscono nel Lago Maggiore. Il clima varia molto a seconda della zona considerata: sulle vette più alte (oltre i 3000 metri) troviamo un clima nivale con temperature sotto lo zero per gran parte dell'anno, sui rilievi e nelle valli secondarie il clima è alpino con inverni lunghi freddi e molto nevosi, ed estati brevi e e fresche.

Nelle aree pianeggianti dell'Ossola, fino in prossimità del Lago Maggiore, il clima è prealpino, con inverni freddi e moderatamente nevosi ed estati calde (anche se in misura minore rispetto a molte zone della Pianura Padana). Sulle rive del lago Maggiore predomina un clima temperato con inverni freddi, ma più miti rispetto alle zone interne, ed estati calde, ma anch'esse mitigate dalla presenza dell'ampio bacino lacustre. In estate la zona è interamente interessata da forti temporali, mentre in inverno le nevicate sono molto abbondanti sui rilievi alpini e nelle valli, accumuli più modesti, anche se talvolta abbondanti interessano le zone pianeggianti dell'Ossola e le rive del Lago Maggiore. Le precipitazioni sono molto abbondanti, specialmente in autunno e primavera, e ciò fa del Verbano-Cusio-Ossola una delle zone più piovose d'Italia.

StoriaModifica

Le vicende del VCO sono strettamente collegate al territorio novarese, da cui dipendeva fino al 1992, anno della creazione della provincia. Già attivo dal II secolo a.C., era attivo sul Passo del Sempione, un sentiero romano che conduceva alla Civitas Vallensium (ossia al Canton Vallese).

Raggiunto dal Cristianesimo nei secoli successivi (IV e V d.C.) e in particolare dopo la caduta dell'impero romano, il territorio passò più volte di possesso: prima ai Longobardi, poi a Carlo Magno che lo divise in Comitati; malgrado la parcellizzazione del territorio, il potere Vescovile rimase marcato e relativamente regolare attraverso i secoli, ed esteso fino ai lembi estremi della Val d'Ossola (Val Formazza e Val Divedro). Successivamente, intorno al XV secolo, i contrasti interni al capoluogo Novara, portarono l'intero territorio a scivolare in possesso della famiglia Visconti di Milano e successivamente in mano agli Sforza.

A questo punto avvenne il dominio spagnolo, che durò alcuni secoli, finché all'inizio del XVIII secolo, il territorio venne conquistato dai Savoia con Vittorio Amedeo II, e tali rimasero durante la dominazione napoleonica, fino all'unificazione del Regno d'Italia.

Con il Decreto Rattazzi, rispetto alla Provincia di Novara, all'attuale VCO aspettano il Circondario di Domodossola e la parte settentrionale di quello di Pallanza.

Nel 1929 il comune di Campello Monti, fino ad allora appartenente alla Provincia di Vercelli, venne aggregato a Valstrona[7] (allora in provincia di Novara e oggi in quella del VCO).

Nel 1976 fu istituito il circondario autonomo del Verbano-Cusio-Ossola, con sedi a Domodossola, Omegna e Verbania; nel mentre venne fondata l'Unione Ossolana per l'Autonomia e ciò, a seguito di pressioni esercitate sul governo romano, fece giungere nel 1992 all'istituzione della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Il 21 ottobre 2018 si è tenuto un referendum consultivo sull'ipotesi di distacco del territorio provinciale dal Piemonte al fine di aggregarlo alla Lombardia.[8] Data la bassa affluenza alle urne, attestatasi a 47 603 votanti totali a fronte della necessità di 71 688 voti favorevoli, la proposta di cambiare Regione è stata dichiarata respinta.[9][10]

OnorificenzeModifica

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Aree naturaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette del Piemonte.

Circa il 38% del territorio provinciale è rappresentato da aree protette[11] a conferma dell'elevato valore ambientale presente[12].

La provincia comprende nel suo territorio il Parco Nazionale della Val Grande.

Parchi naturali regionaliModifica

Riserve naturali regionaliModifica

Siti di interesse comunitario SIC[13]:

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 1º gennaio 2018 gli stranieri residenti nella provincia erano 10.243, ossia il 6,4% della popolazione.[14].

Lingue e dialettiModifica

La Carta dei dialetti d'Italia, che sintetizza l'opera del linguista Giovan Battista Pellegrini[15], evidenzia la situazione del Novarese come area di transizione. Mentre il numero III lo identifica come area linguisticamente lombarda, la tratteggiatura in rosso lo qualifica come "area mista di complessa classificazione", mostrando una realtà dove isoglosse lombardo-occidentali (insubre) e piemontesi si incontrano e si sovrappongono sul territorio. Più netto è il giudizio di altri linguisti. Gaetano Berruto, nel 1974, scriveva : «Il Novarese e l'Ossola presentano parlate di carattere ormai spiccatamente lombardo, specialmente per quel che riguarda l'intonazione e il lessico, che si oppone concordemente al lessico tipico panpiemontese, concordando col lessico tipico lombardo ...»[16]. Più recentemente, Tullio Telmon, alla voce "Piemont" ed Ottavio Lurati in "Lombardei und Tessin", del Lexicon, hanno escluso le parlate della provincia del Verbano-Cusio-Ossola dal complesso dei dialetti piemontesi attribuendole alla sezione occidentale del diasistema lombardo. In particolare l'ossolano, rileva Telmon, rientra nel lombardo di tipo alpino che raccoglie le parlate lombarde più conservatrici.[17] Ancora Michele Loporcaro nella sua panoramica delle aree dialettali italiane settentrionali definisce le varietà dell'Ossolano e del Novarese come "francamente lombarde"[18]. Più definita, dunque, appare la posizione del VCO, dove ossolano e verbanese mostrano stretta affinità tanto con le parlate ticinesi del Sopraceneri quanto,nel secondo caso, con i dialetti del Varesotto[19].(Il Lago Maggiore non costituisce un confine linguistico, bensì è elemento unificante le due sponde e i due stati). Nel Cusio la matrice lombarda si sovrappone a elementi piemontesi non trascurabili, specialmente nei centri prossimi alla Valsesia.[20]

Dall'Ossola e dalle valli del Verbano, rispettivamente, provengono due importanti attestazioni del milanese letterario. Il domese Giovanni Capis, storico e giurista, è l'autore del Varon Milanes, dizionario etimologico del lessico milanese.[21] I rustici dialetti delle valli della sponda occidentale del Lago Maggiore furono la base linguistica per quel pasticcio letterario che espresse per lungo tempo (dalla metà del '500 a tutto il '700) il filone della poesia satirica e carnascialesca a Milano (La Bedie di Fechin dol Lagh Mejò).

A Macugnaga e soprattutto in Val Formazza sono tuttora vive parlate di tipo alemanno (Walser), espressione di comunità giunte dal confinante Vallese nel corso del medioevo; ulteriori insediamenti walser sono Ornavasso e Campello Monti Valstrona. Le parlate walser del VCO sono riconosciute come una delle quattro lingue storiche presenti sul territorio piemontese, e come tali degne di tutela e di protezione, in base alle leggi regionali numero 26 del 1990 e numero 37 del 1997.

ReligioneModifica

Tutti i comuni della provincia fanno parte, in ambito ecclesiastico, della diocesi di Novara, suddivisa qui nei vicariati del Verbano (54 parrocchie), Cusio (32 parrocchie) e Ossola (67 parrocchie). Dal 2012 vescovo di Novara è Franco Giulio Brambilla. Nell'alto Verbano, Cannobio e la sua pieve furono aggregate alla diocesi novarese solamente nel 1818, essendo prima parte dell'arcidiocesi di Milano. Quale legame con la città meneghina tutte le parrocchie dell'antica pieve conservano tuttora il rito ambrosiano. Tentativi di istituire una diocesi locale con sede nel comune di Pallanza (1700-1800 circa), caddero nel vuoto.

EconomiaModifica

Punto di forza dell'economia locale è il turismo sia lacustre, sia montano, caratterizzato dall'ampia presenza di villeggianti stranieri (prevalentemente tedeschi, francesi e olandesi); i luoghi di maggior interesse turistico sono le coste del Lago Maggiore (da Cannobio a Belgirate, con particolare attenzione alla città di Stresa, rinomata per i suoi lussuosi hotel), del Lago d'Orta, del Lago di Mergozzo e le vallate alpine, le quali permettono di percorrere numerosi itinerari (le località più suggestive sono Macugnaga, Formazza e Santa Maria Maggiore).

Trasporti e vie di comunicazioneModifica

StradeModifica

 
Carta della provincia

Il sistema stradale si basa sostanzialmente sulla più importante arteria della provincia, la strada statale 33 del Sempione, che taglia in due il territorio attraversandolo da sud a nord. Da questa strada dipartono poi altre strade importanti, come la strada statale 34 del Lago Maggiore e la strada statale 337 della Val Vigezzo; oltre a queste, numerosissime strade di collegamento locale, tra cui la ex Strada statale 229 del Lago d'Orta, poi strada Regionale 229 del Lago d'Orta e ora strada Provinciale 229 del Lago d'Orta, che arriva da Novara, la ex strada statale 549 di Macugnaga, poi strada regionale 549 di Macugnaga e ora strada provinciale 66 di Macugnaga, la strada statale 659 di Valle Antigorio e Val Formazza e molte altre strade provinciali.

AutostradeModifica

Strade stataliModifica

Nella tratta dalla periferia nord di Gravellona Toce (dove termina l'A26) fino a Iselle, il tracciato attuale, aperto in fasi successive fra gli anni ottanta e i primi anni 2000, è a scorrimento veloce, sotto forma di strada a scorrimento veloce a carreggiate separate (mentre il tracciato più antico è stato declassato a strada provinciale), benché, a causa del tracciato ricco di curve a stretto raggio, sia classificata come strada di tipo C (strada extraurbana secondaria), quindi con una limitazione di velocità a 90 km/h.

Strade regionaliModifica

Strade ex statali divenute regionali con il decreto legislativo n. 112 del 1998 e declassate infine a strade provinciali con la legge regionale Piemonte 6 agosto 2007 n. 18 (BUR 9/8/2007 n. 32):

Strade provincialiModifica

La numerazione del patrimonio stradale della provincia risulta incompleta, per il fatto che molte strade appartengono ancora alla Provincia di Novara, dalla quale Verbania si staccò nel 1992. Infatti, fino a tale data, le strade erano tutte gestite dalla Provincia di Novara, che le numerò progressivamente dalla data di presa in gestione. I numeri di classificazione, fino al 165, risultano ancora quelli della gestione novarese e non si trovano doppioni tra le due province. Sono inoltre in gestione alla provincia le 2 ex statali, poi regionali e ora provinciali passanti sul territorio della provincia.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

FerrovieModifica

Le principali ferrovie della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola sono:

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

La provincia è stata istituita per decreto legislativo numero 277 del 30 aprile 1992 (resa però attiva con le elezioni amministrative del 1995), per scorporo dalla provincia di Novara.

Ha sede centrale nel comune di Verbania. Questo è il luogo ove hanno sede gli uffici di presidenza, del segretario generale, delle segreterie di giunta e del consiglio provinciale. Tuttavia la Provincia ha altre sedi nei comuni di Domodossola (uffici provinciali dei Settori III e IV), Baveno (servizio formazione e politiche del lavoro), Crevoladossola e Gravellona Toce.

Per quanto concerne gli uffici statali, si è cercato di distribuirli equamente nei centri principali del territorio: la Questura, i comandi provinciali dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, hanno sede nel capoluogo, Verbania; la Motorizzazione Civile e il Pubblico Registro Automobilistico hanno sede a Domodossola; l'INPS ha sede a Gravellona Toce; l'ASL ha sede a Omegna. La Camera di commercio ha invece sedi a Baveno e Domodossola.

Consiglio provinciale[22][23]Modifica

Il Consiglio provinciale è composto da 11 membri:

  • Arturo Lincio PRESIDENTE
  • Rino Porini VICE-PRESIDENTE (lista Per la specificità del VCO)
  • Giandomenico Albertella (capogruppo lista Per la specificità del VCO)
  • Marco Bossi (lista Per la specificità del VCO)
  • Damiano Colombo (lista Per la specificità del VCO)
  • Marina Oliva (lista Per la specificità del VCO)
  • Ivan Rainoldi (lista Per la specificità del VCO)
  • Davide Bolognini (lista Progetto VCO)
  • Riccardo Brezza (lista Progetto VCO)
  • Maria Rosa Gnocchi (capogruppo lista Progetto VCO)
  • Mauro Tiboni (lista Progetto VCO)

ComuniModifica

 
Carta dei confini comunali della provincia del VCO, in cui i diversi colori rappresentano i territori costitutivi: rosso Verbano, azzurro Cusio, giallo Ossola e verde Vergante
 
Gonfalone provinciale

Appartengono alla provincia del Verbano-Cusio-Ossola i seguenti 74 comuni:

Comuni più popolosiModifica

Di seguito è riportata la lista dei dieci comuni della provincia del Verbano-Cusio-Ossola più popolosi, aggiornata al 01/01/2018.[24]:

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Altitudine Minima
(m s.l.m.)
Altitudine Massima
(m s.l.m.)
  Verbania 30 709 37,62 822 197 193 693
  Domodossola 18 237 36,89 495 272 238 2635
  Omegna 15 285 30,37 508 295 248 1437
  Gravellona Toce 7 887 14,21 551 211 195 1309
  Villadossola 6 617 18,73 355 257 226 1580
  Cannobio 5 190 52,53 98 214 193 2187
  Stresa 4 913 35,36 140 200 193 1491
  Baveno 4 883 17,10 287 205 193 975
  Crevoladossola 4 600 39,87 115 375 278 2431
10ª   Casale Corte Cerro 3 459 12,52 275 372 225 1702

CulturaModifica

 
Sacro Monte di Domodossola. Percorso devozionale con le Stazioni 9 e 11

Nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola sono presenti due Sacri Monti, che nel 2003 sono stati inseriti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità insieme ad altri cinque piemontesi e lombardi.

Sacri MontiModifica

La provincia rientra nel progetto CoEUR - Nel cuore dei cammini d'Europa, percorso devozionale che tocca anche i 2 Sacri Monti.

MuseiModifica

  • Museo del paesaggio, Verbania
  • Castello Visconteo di Vogogna (sede del gabelliere per passaggio dal Ducato di Milano alla Confederazione Elvetica)
  • Museo dell'industria dei prodotti casalinghi "FORUM" di Omegna

MediaModifica

StampaModifica

Vi sono due quotidiani che hanno pagine dedicate al Verbano Cusio Ossola, ovvero La Stampa e La Prealpina. Due i settimanali: Eco Risveglio (che ha due edizioni, una in edicola il mercoledì dedicata al Verbano e al Cusio e una pubblicata il giovedì e dedicata all'Ossola) e la Stampa Diocesana Novarese, che a seconda della zona presenta un nome diverso (Il Verbano, Il Popolo dell'Ossola e L'Informatore del Cusio).

RadioModifica

La principale emittente radiofonica locale, in quanto unica a trasmettere notiziari locali con un segnale che copre tutta la provincia, è Rvl La Radio, la cui sede è a Verbania. Le altre emittenti sono Radio RTO (con studi a Ghiffa), Radio Studio Star (Cannobio), Radio Spazio 3 (Omegna), Radio Esse Effe e Radio Studio 92 (Domodossola).

Negli anni 1970 e 1980 operarono numerose emittenti radiotelevisive: Nuova Radio Ossola FM 94,7, Radio Domo International FM 102,5 (sulle cui frequenze è ora veicolata Radio Deejay), Radio Studio 103 FM 103, Radio Stereo 2000 FM 101, Radio T. Ossola In (poi Studio 103) FM 92,5, 100,0 e 103,0, e Tuttoradio, FM 97,3, 100,200, 102,300, 102,500. Baveno ebbe negli anni 1980 una propria emittente radiofonica, Radio Baveno FM 103.4 MHz; all'emittente bavenese succedette la varesina Reteotto (oggi Otto FM).[senza fonte] A Ramate di Casale Corte Cerro, sempre fra gli anni 1970 e 1980, trasmetteva RadioSole.

TelevisioneModifica

L'unica emittente televisiva con sede nella provincia è Vco Azzurra Tv, con sede a Verbania.

NoteModifica

  1. ^ Legge regionale n. 8 del 20 aprile 2015 (Riconoscimento della specificità della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola).
  2. ^ Operativa dal 1995
  3. ^ www.tuttitalia.it
  4. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  5. ^ Accettabile anche nella forma di Verbano Cusio Ossola, senza trattini, come riporta lo statuto provinciale.
  6. ^ Clima e Dati Geografici Provincia del VCO, su comuni-italiani.it. URL consultato il 9 agosto 2018.
  7. ^ Ministero della giustizia e degli affari di culto, Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, nº 74, Ufficio pubblicazione delle leggi, 29 marzo 1029. URL consultato l'11 settembre 2018.
  8. ^ Referendum Vco, la provincia del Verbano-Cusio-Ossola vota per decidere se passare dal Piemonte alla Lombardia - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 21 ottobre 2018. URL consultato il 21 ottobre 2018.
  9. ^ Legge statale n. 652/1970, art. 45, comma 2: "La proposta sottoposta a referendum è dichiarata approvata, nel caso che il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito del referendum non sia inferiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto il referendum; altrimenti è dichiarata respinta."
  10. ^ Il Vco resta in Piemonte. Vince l’astensionismo: affluenza al 33,2%. I sì ottengono l’83 per cento, in La Stampa, 22 ottobre 2018. URL consultato il 22 ottobre 2018.
  11. ^ Le Aree Protette del VCO. Un perocrso didattico tra Storia e Natura (PDF), su reteparchivco.it. URL consultato il 4 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2014).
  12. ^ aree_prioritarie_vco_senzacop Archiviato il 14 ottobre 2013 in Internet Archive.
  13. ^ SIC del VCO| Copia archiviata (PDF), su gis.csi.it. URL consultato il 5 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  14. ^ [1]
  15. ^ cfr.: Profilo dei dialetti italiani a cura di Manlio Cortelazzo. "Carta dei dialetti d'Italia", Pacini Editore, 1977
  16. ^ cfr.: Gaetano Berruto, "Piemonte e Valle d'Aosta" in "Profilo dei dialetti italiani" in Manlio Cortelazzo (a cura di), Pacini Editore, 1974
  17. ^ cfr. : Tullio Telmon, "Areallinguistik II.Piemont" pp.469-85; Ottavio Lurati, "Areallinguistik III.Lombardei und Tessin" pp.485-516. In "Lexicon der Romanistischen Linguistik", Band IV: Tuebingen, Niemeyer, 1988
  18. ^ Michele Loporcaro, "Piemonte, in "Profilo linguistico dei dialetti italiani,pp.96-7. GLF Editori Laterza, 2013"
  19. ^ cfr.: Carlo Salvioni, "Saggi intorno ai dialetti di alcune vallate all'estremità settentrionale del Lago Maggiore", Loescher, 1886; Carte dell'Atlante Italo-Svizzero (AIS); Carte dell'Atlante Linguistico Italiano (ALI); Voci del Vocabolario dei dialetti della Svizzera Italiana.
  20. ^ : Il "confine linguistico" è tradizionalmente individuato lungo il corso del fiume Sesia, per secoli confine politico tra lo Stato di Milano ed il Piemonte. Soltanto nel sec. XVIII Carlo Emanuele III di Savoia riuscì a spostarlo sul Ticino prima e sul Lago Maggiore poi, ottenendo il Novarese con la Pace di Vienna, nel 1738, e la Contea di Angera (VCO) con la Pace di Aquisgrana, nel 1748
  21. ^ Varon milanes de la lengua de Milan, Milano, per Gio. Jacomo Como libraro, 1606
  22. ^ Il Consiglio, su www.provincia.verbano-cusio-ossola.it. URL consultato il 3 maggio 2019.
  23. ^ Insediato il nuovo Consiglio provinciale. Porini nominato vicepresidente, su www.verbano24.it. URL consultato il 3 maggio 2019.
  24. ^ https://www.tuttitalia.it/piemonte/provincia-del-verbano-cusio-ossola/30-comuni/popolazione/

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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