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Coordinate: 49°18′23″N 0°19′16″W / 49.306389°N 0.321111°W49.306389; -0.321111

Sword Beach
parte dell'Operazione Overlord,
Seconda guerra mondiale
Infantry waiting to move off 'Queen White' Beach.jpg
Fanteria inglese sotto il fuoco nemico aspetta di muoversi dal settore Queen di Sword Beach la mattina del 6 giugno
Data6 giugno 1944
Luogotra Ouistreham e Saint-Aubin-sur-Mer, Normandia, Francia
EsitoVittoria alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
28 845 uomini e 2 603 veicoli[1]127 Panzer IV
40 cannoni d'assalto
Perdite
630 tra caduti e feriti[1]31 carri armati[2]
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Sword Beach è stato il nome in codice alleato di una delle cinque spiagge in cui avvenne lo sbarco in Normandia, all'interno dell'Operazione Neptune, parte dell'Operazione Overlord, il 6 giugno 1944. La spiaggia di Sword, che era la più orientale delle cinque, distava da Caen 15 km e si estendeva per 8 km, da Lion-sur-Mer, vicino a Ouistreham, fino a Saint-Aubin-sur-Mer, alla foce del fiume Orne.[2] La spiaggia di sbarco era suddivisa in quattro zone denominate "Oboe", "Peter", "Queen" e "Roger" (andando da ovest a est).

La spiaggia fu assegnata alla 2ª Armata britannica del tenente generale Miles Dempsey[3] e in particolare alla 3ª Divisione di fanteria e alla 27ª Brigata corazzata. Tra le forze sbarcate vi fu un piccolo gruppo (177 uomini) delle forze francesi libere, comandato da Philippe Kieffer.[1]

Indice

Obiettivi alleatiModifica

Il compito della 3ª Divisione di fanteria era di creare una testa di ponte sulla spiaggia per permettere lo sbarco dei rinforzi: questo compito andò all'8ª Brigata, al 1º Battaglione South Lancashire, il 2º Battaglione East Yorkshire e alcuni corazzati del 18º Hussars. In seguito la 9ª Brigata si sarebbe unita alla 3ª Divisione di fanteria canadese, a ovest, proteggendo il fianco destro dello sbarco. La 1ª Brigata Servizi Speciali britannica di Lord Lovat si sarebbe unita ai paracadutisti, sul fianco sinistro, e tre battaglioni della 185ª Brigata si sarebbero diretti verso Caen[1] e il vicino aeroporto di Carpiquet.[2]

Ordine di battagliaModifica

Tipologia unità Queen White Queen Red
Commandos
(1ª Brigata Servizi Speciali)
41º Commando Royal Marines 3º, 4º e 6º Commando
45º Commando Royal Marines
10º Commando (Francia libera)
Artiglieria semovente 33º e 76º Reggimento da Campo
Battaglione di riserva 1º Battaglione del Reggimento Suffolk
Gruppo del secondo assalto 5º Gruppo (5º Battaglione del Reggimento del Re)
Carri antimine Uno squadrone del 22º Reggimento Dragoons
Veicoli dei genieri 77º Squadrone, 5º Reggimento d'Assalto,
Royal Engineers
79º Squadrone, 5º Reggimento d'Assalto,
Royal Engineers
Supporto corazzato 5ª Batteria di Supporto Corazzato Indipendente,
Royal Marines
Battaglioni d'assalto 1º Battaglione del Reggimento South Lancashire 2º Battaglione del Reggimento East Yorkshire
Carri andibi
(Sherman DD)
13º Battaglione del 18º Reggimento Hussars
[4]

Il vice ammiraglio John Talbot ebbe il comando della forza da sbarco S, assegnata a Sword Beach. Tale forza consisteva in 18 cacciatorpediniere, della Royal Navy o dei Royal Marines, di cui la HMS Largs fu la nave ammitaglia. Alla Force S fu dato supporto dalla Force D del vice ammiraglio Patterson. Egli poteva contare sulle navi da battaglia HMS Warspite e HMS Ramillies, il monitore Roberts, quattro incrociatori inglesi e uno polacco e quattordici cacciatorpediniere, di cui uno polacco e due norvegesi. Le navi da battaglia e il monitore furono impiegate, per via della loro potenza di fuoco, nel sopprimere le batterie costiere a est del fiume Orne mentre le altre imbarcazioni furono imviate a sorvegliare la spiaggia Queen.[4] Lo sbarco doveva avvenire in un'area protetta dall'azione del mare attraverso un porto artificiale, denominato barriera Gooseberry, formato da alcune navi affondate opportunamente. Tra esse la vecchia corazzata francese Courbet, che venne privata dell'apparato motore sostituito da cemento e rimorchiata sul posto da Weymouth con due rimorchiatori[5].

Il cacciatorpediniere norvegese Svenner venne affondato da alcune torpediniere tedesche, nell'unica azione militare della Kriegsmarine in tutta l'operazione Overlord.[6]

Preparazione tedescaModifica

Sword Beach faceva parte del Vallo atlantico, un sistema difensivo creato dalla Germania per difendersi da eventuali invasioni alleate. Le difese tedesche lungo la costa si componevano di ostacoli e postazioni fortificate lungo la spiaggia. La maggior parte della difesa si basava su alcune mitragliatrici da 75 mm, posizionate a Merville, e cannoni da 155 mm posizionati a Le Havre. La prima linea di difesa era composta da Flak 88 situati alcuni chilometri nell'interno. Vi erano inoltre fossati anticarro e mine, nonché enormi muri in calcestruzzo che bloccavano le strade. I tedeschi avevano posto a difesa della zona il 736º e il 125º Reggimento della 716ª Divisione di fanteria e la 21ª Panzer Division mentre a est, oltre il fiume Dives, era dislocata la 711ª Divisione di fanteria.[2]

All'inizio di giugno del 1944 la 21ª Panzer Division aveva ricevuto 90 nuovi Panzer Mark IV i quali aumentavano del 70% la potenza della divisione. Altre unità della divisione però non erano in una situazione soddisfacente. Il Battaglione Armi d'Assalto 200 era equipaggiato con camion francesi modificati per trasportare cannoni anticarro da 75mm e obici da campo da 105mm. Il battaglione motorizzato poteva contare su alcuni semicingolati ma molti soldati dovevano spostarsi ancora con gli autocarri.[6]

Lo sbarcoModifica

Come luogo dello sbarco furono scelte principalmente due spiagge, Queen white e Queen red (Regina bianca e Regina rossa), dove sbarcarono gli elementi della 3ª Divisione. Date le ridotte dimensioni delle spiagge, sbarcarono solo due battaglioni a ondata.[4]

Le prime unità a sbarcare sulla spiaggia furono 32 dei 34[4] carri adattati ad uno sbarco anfibio (Sherman DD)[7] del 22º Dragoons, assieme a delle squadre di demolizione, alle ore 07:20, e subito dovettero ingaggiare il nemico.[1] Alle ore 08:00 i combattimenti si erano spostati già più nell'entroterra.[2]

Alle ore 07:30 i venti LCA, trasportanti le compagnie del 1º South Lancashire e del 2º East Yorkshire, giunsero sulla spiaggia. Il 2º York ebbe pesanti perdite nel suo settore ("Queen Red"). Gli LCI dei 177 soldati francesi toccarono la terra ferma alle 07:31 e i francesi si radunarono oltre la spiaggia prima di proseguire. Le truppe francesi avanzarono lungo una ferrovia[4] e occuparono il villaggio di Ouistreham Riva-Bella (vicino a Ouistreham), circa alle 09:30, mentre gli inglesi del generale Crocker[3] raggiungevano Ouistreham stessa e ne conquistavano il porto. I francesi, dopo essere stati respinti con armi pesanti, dovettero richiedere l'aiuto dei carri del Reggimento Hussars per espugnare il casinò della cittadina, il quale era stato trasformato in un bunker dai tedeschi.[4] Alle 10:00 la via d'uscita dalle spiagge era libera e il battaglione di riserva (1º Battaglione del Reggimento Suffolk) venne inviato a conquistare Colleville-sur-Orne (oggi Colleville-Montgomery).[4] In seguito, il Commando N.º 6 della 1ª Brigata Servizi Speciali, sbarcata alle 08:20 a Queen Red,[4] si avventurò nell'entroterra, raggiungendo il ponte Pegasus, a Bénouville, un ponte sul fiume Orne di fondamentale importanza per gli Alleati, tenuto dalla 6ª Divisione aviotrasportata. Ai paracadutisti venne dato il cambio alle ore 12:02.[1]

 
Una immagine di Bill Millin e la sua cornamusa durante lo sbarco, conservata nell'archivio fotografico del British Museum

Alle ore 09:30 dello stesso giorno, Hermanville-sur-Mer e Colleville-sur-Orne erano state liberate e la 185ª Brigata, che cominciava a sbarcare, si raggruppò a nord della stessa Hermanville, per dirigersi nel primo pomeriggio verso la città di Caen. La cresta Périers fu raggiunta a metà pomeriggio ma l'avanzata britannica fu bloccata dal contrattacco della 21ª Panzer Division tedesca.[1]

Durante lo sbarco della 1ª Brigata Servizi Speciali, Lord Lovat ordinò al suo cornamusiere personale, Bill Millin, di suonare la sua cornamusa durante l'avanzata a Sword Beach, mentre i suoi compagni combattevano per conquistare la spiaggia.[8]

Reazione tedescaModifica

La 21ª Panzer Division, il giorno dello sbarco, era posizionata attorno a Caen per reagire il più velocemente possibile contro eventuali attacchi da parte di paracadutisti o Commando nemici. Il generale Edgar Feuchtinger aveva precisi ordini di non attaccare alcuna forza consistente di invasione senza l'autorizzazione del Gruppo d'Armate B. Alle 01:00 del 6 giugno Feuchtinger ricevette dispacci indicanti il lancio di paracadutisti a est del fiume Orne. Il generale inviò due battaglioni motorizzati ad affrontare i paracadutisti mentre un battaglione da ricognizione fu inviato a localizzare eventuali lanci di paracadutisti a sud di Caen. Alle 04:30 il Gruppo d'Armate B ordinò che l'intera divisione fosse inviata contro i paracadutisti, togliendo di fatto la forza di resistere ad uno sbarco lungo la costa. Alle 09:00 gran parte della 21ª Panzer Division si stava muovendo verso nord-est, allontanandosi da Caen. Alle 10:30 il generale Erich Marcks, comandante dell'84º Corpo d'Armata, mutò gli ordini di Feuchtinger, il quale doveva inviare la sua forza principale contro le spiagge da sbarco britanniche e canadesi (Sword e Juno Beach). Questo cambiamento di ordini provocò un gran caos tra le truppe tedesche. Molti degli uomini della 21ª Panzer Division erano irrimediabilmente in contatto diretto con i paracadutisti inglesi, così alle 13:00, Feuchtinger diede un ordine cercando di risolvere al meglio la situazione. Le sue unità corazzate furono divise: tre dei suoi battaglioni panzer furono inviati contro le spiagge mentre il quarto battaglione, con il Reggimento Panzergrenadier 125, avrebbe continuato le operazioni contro i paracadutisti. Il risultato di questa manovra fu che tre quarti della divisione tedesca poterono essere impiegate nel contrattacco allo sbarco alleato anche se la probabilità di successo fu ridotta dal tempo impiegato a riorganizzare le unità. Durante le manovre i carri tedeschi furono bersagli del fuoco aeronavale alleato e sei carri furono messi fuori uso.[9]

Fu appena alle 16:00 che le prime unità tedesche riuscirono a dispiegarsi a nord di Caen. Il generale Marcks nel frattempo si convinse dell'importanza di tenere il rilievo Périers sotto il controllo tedesco, dal quale i suoi uomini avrebbero respinto ogni attacco britannico. Alle 16:20 l'assalto tedesco ebbe inizio. I britannici, che già avevano conquistato il rilievo, videro avanzare una formazione di 40 Panzer IV verso le loro posizioni. I britannici rimasero in attesa finché i carri tedeschi non giunsero alle pendici del colle, per aprire poi il fuoco con le armi anticarro. Sul fianco destro, sei dei venticinque carri armati furono distrutti. I carri superstiti cercarono riparo in una zona boscosa mentre più a ovest il 1º Reggimento Panzer subì un destino simile con nove carri distrutti. A ovest della zona di sbarco britannica, il Panzer Kampfgruppe Rauch trovò la zona libera dal controllo alleato, tra Sword e Juno Beach, e si diresse indisturbato verso la costa. Lì, riuscirono ad unirsi con il 111º Battaglione del Reggimento di Fanteria 736, il quale teneva le posizioni a ovest di Lion-sur-Mer.[9]

Il contrattacco tedesco ebbe un consistente effetto psicologico sulle truppe britanniche. Esso infatti bloccò l'avanzata alleata su Caen e convinse il generale Bernard Montgomery ad abbandonare l'idea di attaccare la città lo stesso giorno dello sbarco. Le manovre tedesche non concessero all'esercito nazista di sfruttare la breccia creatasi tra le due spiagge alleate (Sword e Juno). Alle 21:00 i soldati tedeschi del Gruppo Rauch udirono il ronzio dei motori dei velivoli alleati, che ondata dopo ondata inviavano il resto delle truppe aviotrasportate britanniche. I soldati tedeschi a Lion-sur-Mer si ritirarono, credendo di essere tagliati fuori dal resto dell'esercito germanico, non conoscendo il reale luogo del lancio inglese.[9]

ConsolidamentoModifica

Dopo aver liberato Coleville, il 1º Battaglione Suffolks, della 185ª Brigata, si diresse verso due obiettivi chiave, nomi in codice Morris e Hillman, entrambi nell'entroterra più a sud. La batteria d'artiglieria a Morris si arrese senza combattere ma a Hillman gli inglesi trovarono una difesa maggiore, in quanto la posizione era il quartier generale di un reggimento tedesco. La Compagnia A tentò un primo assalto attraverso il filo spinato ma fu respinta dal fuoco delle mitragliatrici. In soccorso alla fanteria giunse un gruppo di Sherman del reggimento Hussars ma i colpi dei loro cannoni furono inefficaci contro il bunker tedeschi.[4]

Non riuscendo ad attraversare Hillman, il 1º Battaglione Norfolks aggirò Hillman per raggiungere il loro obiettivo ma nell'eseguire la manovra passarono troppo vicino al nemico che provocò diverse perdite tra gli inglesi con le sue mitragliatrici. Un altro battaglione della brigata, il 2º Battaglione di Fanteria Leggera King's Shropshire dovette affrontare un contrattacco dei corazzati del 100º Battaglione, 22º Reggimento, 21ª Panzer Division. Per fortuna degli inglesi due squadroni del Reggimento Steffordshire Yeomanry, che era riuscito ad uscire dagli ingorghi di traffico formatosi sulle spiagge, giunsero in soccorso della fanteria leggera, respingendo i tedeschi, i quali persero quattordici carri mentre altri quindici furono danneggiati.[4]

Una seconda forza, formata dai Panzergrenadier (fanteria meccanizzata) della 21ª Panzer Division, ebbe più fortuna e in un contrattacco fu in grado di avanzare nello spazio che divideva Sword e Juno Beach, raggiungendo i propri compagni che ancora resistevano a Lion-sur-Mer. La 9ª Brigata, l'ultima della 3ª Divisione inglese a sbarcare, comprendeva due battaglioni (il 2º Lincs e il 2º Royal Ulster Rifles) il cui compito era di prendere posizione a sud della stessa Lion-sur-Mer per tenere il fianco dell'invasione e respingere ogni contrattacco tedesco. Il terzo battaglione, il 1º King's Own Scottish Borderers, avanzò a est per rendere sicura la strada verso il ponte Pegasus e la 6ª Divisione aviotrasportata.[4]

Un secondo attacco fu effettuato contro Hillman nel tardo pomeriggio dopo che i genieri avevano creato una via attraverso il campo minato. I carri del Reggimento Hussars guidarono gli uomini attraverso la via mentre il 1º Suffolks, seguendo i mezzi corazzati, ripuliva la zona dai nemici rimasti. Quattro ore dopo, verso le 20:00, quasi tutte le posizioni erano sicure e l'ultima difesa si arrese il mattino seguente.[4]

Alla sera del 6 giugno non tutti gli obiettivi programmati furono raggiunti dalla 3ª Divisione. Il contrattacco della divisione Panzer riuscì a raggiungere la costa vicino a Luc-sur-Mer, alle 20:00, ma vedendo i velivoli dell'Operazione Mallard (il secondo lancio della 6ª Divisione aviotrasportata sulla Normandia), per paura di essere circondati dal nemico, si ritirarono.[2] Il collegamento tra le truppe inglesi e quelle canadesi sbarcate a Juno Beach venne effettuato il mattino seguente e un altro obiettivo, il più importante per la campagna non fu raggiunto: Caen, infatti, rimarrà in mano ai tedeschi fino al 9 giugno.[1]

La reazione tedesca allo sbarco fu troppo lenta e ciò fu fatale. Le riserve tedesche più vicine, la 12ª SS Panzer Division e la Panzer Lehr Division, non furono chiamate in causa dal comando prima delle 19:00, troppo tardi per respingere gli alleati.[9]

Alla fine della giornata le forze sbarcate ammontavano a 28 845 uomini e 2 603 veicoli mentre le perdite erano state solo 630.

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h D-Day : Normandy 1944 - SWORD BEACH : British Troops
  2. ^ a b c d e f Encyclopædia Britannica's Guide to Normandy 1944
  3. ^ a b Sword Beach
  4. ^ a b c d e f g h i j k l [ARCHIVED CONTENT] Sword Beach
  5. ^ Harold Johnson, Wilterding, John H., Jr., Question 17/44: Normandy Breakwater Ships, in Warship International, XLV, nº 2, Toledo, OH, International Naval Research Organization, 2008, p. 108, ISSN 0043-0374 (WC · ACNP).
  6. ^ a b Military History Online - D-Day June 6, 1944
  7. ^ http://www.normandiememoire.com/NM60Italien/2_histo3/histo3_p7_gb.htm[collegamento interrotto]
  8. ^ Morto Bill Millin, che suonò sotto il fuoco nemico a Sword Beach | L'altra Campana
  9. ^ a b c d Military History Online - D-Day June 6, 1944

BibliografiaModifica

  • (SV) Eddy Bauer, Spelet vid konferensbordet, Bokorama, 1983, ISBN 91-7024-017-5.
  • (EN) Anthony Beevor, D-Day: The Battle for Normandy, Viking, 2009, ISBN 978-0-670-88703-3.
  • (EN) William F. Buckingham, D-Day The First 72 Hours, Tempus Publishing, 2005, ISBN 0-7524-2842-X.
  • (EN) John Buckley, British Armour in the Normandy Campaign 1944, Taylor & Francis, 2006 [2004], ISBN 0-415-40773-7, OCLC 154699922.
  • (EN) Carlo D'Este, Decision in Normandy: The Real Story of Montgomery and the Allied Campaign, London, Penguin Books Ltd, 2004 [1983], ISBN 0-14-101761-9, OCLC 44772546.
  • (EN) Major L.F. Ellis, Captain G.R.G. Allen with Allen R.N., Lieutenant-Colonel A.E. Warhurst e Air Chief-Marshal Sir James Robb, Victory in the West, Volume I: The Battle of Normandy, a cura di J.R.M Butler, History of the Second World War United Kingdom Military Series, Naval & Military Press Ltd, 2004 [1st. pub. HMSO 1962], ISBN 1-84574-058-0.
  • (EN) Ken Ford, Sword Beach, Battle Zone Normandy, Sutton Publishing, 2004, ISBN 0-7509-3019-5.
  • (EN) Ken Ford e Howard Gerrard, D-Day 1944: Sword Beach & British Airborne Landings, Volume 3, Osprey Publishing, 2002, ISBN 0-8117-3384-X.
  • (EN) Ludovic Fortin, British Tanks In Normandy, Histoire & Collections, 2004, ISBN 2-915239-33-9.
  • (EN) Samuel W. Mitcham Jr., Retreat to the Reich: The German Defeat in France, 1944, Stackpole Books, 2007, ISBN 1-84067-136-X.
  • (EN) Peter Harclerode, Go To It! The Illustrated History of the 6th Airborne Division, Caxton Editions, 2002, ISBN 1-84067-136-X.
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  • (EN) Chester Wilmot, The Struggle For Europe, Ware, Hertfordshire, Wordsworth Editions Ltd, 1997 [1952], ISBN 1-85326-677-9, OCLC 39697844.
  • (EN) Steven J. Zaloga e Hugh Johnson, D-Day fortifications in Normandy, Osprey Publishing, 2005, ISBN 1-84176-876-6.

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