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Distribuzione ed habitatModifica

È endemico del mar Mediterraneo e della parte occidentale del mar Nero[2]. Non è frequente nei mari italiani[3].

Si incontra principalmente nelle praterie di posidonia ma può vivere sui fondi rocciosi ad esse adiacenti[4].

DescrizioneModifica

Tra tutti i Symphodus è quello più facilmente riconoscibile[3] per il muso molto allungato ed il profilo della fronte visibilmente concavo[4].

La livrea è molto variabile[3]. Il colore di fondo di solito è grigio, marrone chiaro o verdastro, sono presenti due fasce scure orizzontali che partono dall'occhio e arrivano all'incirca a metà del corpo. Queste striature possono essere suddivise in una serie di macchiette allineate così come macchie scure di varia forma, tonalità e dimensione possono essere presenti su tutto il corpo. Una fascia bianca sul profilo dorsale del muso arriva all'inizio della pinna dorsale. La livrea è talvolta verde acceso negli individui che vivono tra le posidonie, in questo caso di solito il colore è uniforme. L'iride dell'occhio è rossa o gialla[3][4][5].

La taglia non supera i 13 cm[2].

BiologiaModifica

Vive fino a 4 anni[2]. Questa specie ha la caratteristica di nuotare spesso in posizione obliqua con il muso rivolto all'ingiù. Tiene questa posizione anche durante il riposo notturno[5].

RiproduzioneModifica

Si riproduce tra aprile e giugno[3]. Il maschio prepara un nido di alghe in cui la femmina depone le uova che sono adesive[2].

AlimentazioneModifica

Si ciba quasi esclusivamente di piccoli crostacei[3].

PescaModifica

Si cattura assieme gli altri labridi con tramagli, nasse e lenze e le sue carni hanno lo stesso, scarsissimo, pregio commerciale[5].

AcquariofiliaModifica

È assai ricercato dagli appassionati di acquari[5].

ConservazioneModifica

La specie non è minacciata. Le popolazioni sono stabili e non mostrano segni di rarefazione[1].

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Symphodus rostratus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b c d (EN) Symphodus rostratus, su FishBase. URL consultato il 03/08/2014.
  3. ^ a b c d e f Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
  4. ^ a b c Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  5. ^ a b c d Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, ISBN 88-425-1003-3.

BibliografiaModifica

  • Costa F. Atlante dei pesci dei mari italiani Mursia 1991 ISBN 88-425-1003-3
  • Louisy P., Trainito E. (a cura di) Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo. Milano, Il Castello, 2006. ISBN 88-8039-472-X

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