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Tachyglossidae

famiglia di mammiferi dell'ordine Monotremata
(Reindirizzamento da Tachiglossidi)

TassonomiaModifica

La famiglia è composta da tre generi, di cui uno conosciuto soltanto allo stato fossile, e da quattro specie viventi:

DescrizioneModifica

 
Replica di echidna dal becco lungo orientale (Zaglossus bartoni) al MUSE di Trento
 
Replica di cranio di echidna dal becco corto (Tachyglossus aculeatus) MUSE di Trento

I tachiglossidi vivono essenzialmente in Nuova Guinea (genere Zaglossus), in Australia e Tasmania (genere Tachyglossus). Sono animali dalle caratteristiche molto singolari, basta dire che in inglese sono conosciuti anche come spiny anteaters, cioè formichieri spinosi. Si tratta di insettivori con il corpo ricoperto di peli e di aculei sul dorso che lo fanno assomigliare a un riccio. Hanno una testa molto piccola e un lungo muso, stretto e appuntito. Le zampe sono molto corte ma portano potenti artigli, che conferiscono una grande abilità nello scavare. La bocca è priva di denti ma dotata di una lingua molto lunga che saetta fuori a caccia di piccoli animali: gli Zaglossus si nutrono principalmente di formiche e termiti, mentre l'altra specie, i Tachyglossus, distinguibili anche per avere il muso più corto, predilige vermi e larve di insetti. Le varie specie si differenziano principalmente per il colore del pelo e per la presenza di artigli e il loro numero. Inoltre i due generi differiscono per la forma del cranio e per le dimensioni, 40 - 50 cm circa per i Tachiglossi e 55 - 78 cm circa per gli Zaglossi, per un peso da adulto attorno ai 10-15 kg circa.[senza fonte]

BiologiaModifica

La riproduzione ha elementi molto singolari. I tachiglossidi presentano una cloaca (cioè un'apertura unica per i dotti riproduttivo, urinario e intestinale); questo è un carattere che hanno in comune con i rettili e gli uccelli, con i quali condividono anche il fatto che il pene si trova dentro la cloaca stessa, e viene estroflesso solo per la copula. Inoltre, il pene è dotato di quattro teste. Durante l'accoppiamento solo due di queste sono funzionali e si introducono nel tratto riproduttivo della femmina, che è biforcato. Dopo 22 giorni dall'accoppiamento, la femmina produce un singolo uovo che viene introdotto direttamente nel marsupio della madre. Dopo 10 giorni nasce il piccolo, il quale resta nel marsupio per altri 45-55 giorni. In questo periodo il cucciolo viene allattato. La madre non ha capezzoli e nemmeno delle vere mammelle, ma solo delle “aree” in cui persistono le ghiandole mammarie. Dopo questo primo periodo cominciano a spuntare i primi aculei. Da tale momento la madre scava una tana dove depone il cucciolo che verrà nutrito circa ogni 5 giorni, fino allo svezzamento che avviene attorno ai sette mesi di età.[2]

ConservazioneModifica

Sebbene, soprattutto in Nuova Guinea, i tachiglossidi siano cacciati come alimento, non ci sono particolari preoccupazioni per l'echidna dal becco corto (Tachyglossus). Non è così invece per le tre specie di Zaglossus, che sono tutte catalogate dall'IUCN come critically endangered, cioè in pericolo critico di estinzione, proprio a causa della caccia a cui vengono sottoposti, oltre a un generale impoverimento degli habitat.[2]

Echidna nella cultura di massaModifica

Knuckles, l'echidna rossa della serie di videogiochi Sonic The Hedgehog.

Un'echidna è raffigurata su una faccia della moneta da 5 centesimi di Dollaro australiano, introdotta in circolazione a partire dal 1966.

Cyndaquil, lo starter di fuoco della seconda generazione è ispirato all'echidna.

Alcuni hanno sostenuto che lo Snaso, una creatura dell'universo di Harry Potter che ruba oggetti splendenti, sia basato sull'echidna.

Echidna's arf (of you), un brano di Frank Zappa contenuto nell'album "Roxy & Elsewhere".[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Tachyglossidae, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b Un mammifero molto particolare: l'Echidna, su www.scienze-naturali.it. URL consultato il 12 settembre 2015.

BibliografiaModifica

  • Grzimek - La vita degli animali (vol X)

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Collegamenti esterniModifica

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