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Tau Ceti e

pianeta extrasolare nella costellazione della Balena
Tau Ceti e
Stella madreTau Ceti
Scoperta19 dicembre 2012
ScopritoriMikko Tuomi et al.
ClassificazioneSuper Terra
Distanza dal Sole11,9 a.l.
Parametri orbitali
(all'epoca J2000.0)
Semiasse maggiore0,552 UA
Periodo orbitale168,12 giorni
Eccentricità0,05
Dati fisici
Massa
4,29 M
Flusso stellare1,51

Tau Ceti e è un esopianeta orbitante attorno alla stella Tau Ceti. Si tratta di una super Terra avente una massa oltre quattro volte quella terrestre e che orbita attorno alla stella in 168 giorni, ad una distanza di 83 milioni di chilometri (0,52 UA). È situato all'interno della zona abitabile della stella e al momento della scoperta, avvenuta nel dicembre del 2012, era il pianeta extrasolare potenzialmente abitabile più vicino alla Terra, con una distanza di soli 12 anni luce. Nel 2016, questo primato gli fu sottratto da Proxima Centauri b, pianeta che orbita attorno alla stella più vicina al Sole in assoluto.

Indice

ScopertaModifica

La scoperta è avvenuta il 19 dicembre 2012 da un gruppo guidato da Mikko Tuomi con il metodo della velocità radiale servendosi dei dati ad alta risoluzione forniti dallo spettrometro HARPS dell'ESO, dell'Anglo-Australian Planet Search e dello strumento HIRES dell'Osservatorio W. M. Keck. Analizzando i dati di oltre 6000 osservazioni e usando nuove tecniche, Tuomi e colleghi sono riusciti a trovare un metodo capace di rilevare segnali molto più piccoli che in passato[1].

AbitabilitàModifica

Il pianeta è situato nella parte più interna della zona abitabile; il Planetary Habitability Laboratory dell'Università di Porto Rico ad Arecibo, stima che Tau Ceti e riceva il 50% di luce in più rispetto a quanto la Terra ne riceve dal Sole, e che se il pianeta avesse la stessa atmosfera della Terra, la temperatura sulla superficie sarebbe attorno ai 70 °C, adatta solo per forme di vita estremofile di tipo termofilo[2]. Essendo una super Terra, il pianeta potrebbe però avere un'atmosfera più densa, e di conseguenza questa potrebbe provocare un più intenso effetto serra, riscaldando ulteriormente la superficie, al punto che questa potrebbe essere troppo calda e risultare inabitabile, per qualsiasi forma di vita, come nel caso di Venere[2].

Un punto a sfavore sull'abitabilità di Tau Ceti e viene da uno studio del 2015 da parte di un gruppo di astronomi e geofisici dell'Università dell'Arizona guidati da Michele Pagano. Secondo lo studio, la composizione dei pianeti di Tau Ceti potrebbe essere molto differente da quella terrestre, con un rapporto magnesio/silicio nettamente superiore che porterebbe ad un'abbondanza, nel mantello del pianeta, di materiali meno viscosi con drastiche conseguenze sul vulcanismo e sull'attività tettonica, con effetti negativi sulla possibilità di vita sulla superficie del pianeta[3].

NoteModifica

  1. ^ Francesco Rea, Tau Ceti osservata speciale, Istituto Nazionale di Astrofisica, 20 dicembre 2012.
  2. ^ a b Two Nearby Habitable Worlds?, Planetary Habitability Laboratory, 19 dicembre 2012.
  3. ^ Michael Pagano, Amanda Truitt, Patrick A. Young, Sang-Heon Shim, The Chemical Composition of τ Ceti and Possible Effects on Terrestrial Planets (PDF), 13 marzo 2015.

Collegamenti esterniModifica

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