Apri il menu principale
Telefonate al buio
PaeseItalia
Anno2003
Generegame show
Edizioni1
Durata30 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreMara Venier
RegiaGianni Boncompagni
Rete televisivaRai 1

Telefonate al buio è stato un programma televisivo italiano condotto da Mara Venier e andato in onda su Rai 1 nella fascia dell'access prime time nel mese di giugno 2003. La regia dello show era curata da Gianni Boncompagni.

La trasmissioneModifica

La trasmissione era ispirata ad un gioco presente nell'edizione 2002/2003 di Domenica in condotta proprio da Mara Venier;[1] i concorrenti del quiz venivano chiamati in diretta dalla conduttrice in maniera totalmente casuale, componendo un numero tratto dagli elenchi telefonici. Il concorrente, colto assolutamente alla sprovvista, doveva rispondere a tre domande poste a bruciapelo dalla Venier per poter vincere il montepremi in palio di 145 mila euro.[2] A suscitare l'attenzione del pubblico da casa, oltre al semplice gioco, era anche l'imprevedibilità di ciò che sarebbe potuto succedere nel momento in cui l'ignaro concorrente scopriva di essere in onda durante un gioco televisivo.[3]

La sigla della canzone era un adattamento di Mary Jolie di Raffaella Carrà, con un testo dedicato a Mara Venier.[3]

AccoglienzaModifica

La trasmissione è andata in onda dal 9 al 28 giugno 2003, per tre settimane, in diretta concorrenza con la prima edizione del varietà di Canale 5 Velone. La trasmissione ottenne un discreto successo di pubblico, totalizzando il 15% di share di media, e un'ottima accoglienza da parte della critica televisiva.[3][4]

NoteModifica

  1. ^ Alfonso Signorini, Telefonate buie a Boncompagni, in Panorama, 2003. URL consultato il 22 luglio 2016.
  2. ^ "Telefonate al buio": e su Raiuno c'è Mara, in Il Messaggero, 7 giugno 2003. URL consultato il 22 luglio 2016.
  3. ^ a b c Sebastiano Messina, Anche per Mara la vita è tutta un quiz, in la Repubblica, 13 giugno 2003. URL consultato il 22 luglio 2016.
  4. ^ TV: Venier, a gennaio un nuovo programma con Boncompagni, in AdnKronos, 26 giugno 2003. URL consultato il 22 luglio 2016.
  Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione