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Torre di Paolo III
Torri di Roma
Parker, John Henry - Die Torre di Paolo III. am Kapitol (Zeno Fotografie).jpg
John Henry Parker - La Torre di Paolo III al Campidoglio (Zeno Fotografie)
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
CittàRoma
Informazioni generali
TipoVilla fortezza
CostruzioneXVI secolo-1535
Demolizione1886
Condizione attualeNon più esistente
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La cosiddetta Torre di Paolo III è stata una caratteristica villa fortificata di proprietà papale situata sul Campidoglio. Costruita nel secolo XVI dall'architetto Iacopo Meleghino per volere di papa Paolo III, è stata demolita nel 1886 in occasione dei lavori di costruzione del Vittoriano. Il nome ufficiale era Palazzo di Aracoeli, ma era chiamata anche Rocca Paolina e Torre Paolina.

StoriaModifica

La Torre, annessa al convento francescano dell'Aracoeli (di cui fu demolita la quasi totalità delle strutture[1]) e situata originariamente ai piedi della Basilica dell'Ara Coeli, sul lato Nord del colle (rivolto a Via del Corso), prende il suo nome dal pontefice Paolo III che ne decise la costruzione subito dopo la propria elezione, per rimarcare l'importanza del potere papale sulla città.

Il suo uso era di abitazione estiva per il pontefice, ma venne anche usata come residenza cardinalizia per decisione di Giulio III: infine, Sisto V la assegnò definitivamente ai francescani di Aracoeli. Nel 1886 fu uno dei primi edifici ad essere abbattuti per la costruzione del Monumento a Vittorio Emanuele (Vittoriano). L'edificio si trovava in posizione dominante l'estremità sud di Via del Corso, appena sopra Palazzetto San Marco (a cui era collegata da un corridoio), e occupava approssimativamente la posizione dell'attuale statua equestre del re Vittorio Emanuele II di Savoia. L'abbattimento della Torre e delle storiche strutture attigue vide, all'epoca, lo scambio di aspre polemiche tra numerosi studiosi e intellettuali, non solo italiani.

StrutturaModifica

Essa era dotata di una caratteristica struttura massiccia di forma approssimativamente cubica, incombente sulla piazza sottostante, come è ben visibile nelle immagini e fotografie antiche del Campidoglio. La struttura era adiacente ad uno dei tre chiostri quattrocenteschi del Convento di Aracoeli, anch'esso demolito. La Torre era collegata al Palazzetto San Marco (oggi chiamato Palazzetto Venezia e ricostruito - non fedelmente- sul lato opposto di Palazzo Venezia) da un corridoio sopraelevato e sostenuto da alte arcate, costruito anch'esso dal Farnese e noto anche come arco di S. Marco (detto anche, popolarmente, "passetto") e che delimitava il lato Sud della piazza: anch'esso, comunque, fu abbattuto nei lavori di costruzione del futuro Vittoriano. I muri esterni della torre presentavano piccole finestre rettangolari sormontate da arcate cieche che riprendevano l'andamento delle arcate del non lontano Colosseo; in alto, l'edificio era coronato da una lunga merlatura. All'interno della struttura si trovavano originariamente ricche decorazioni, andate in gran parte perdute: le uniche opere superstiti sono degli affreschi staccati della scuola di Raffaello.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Marianna Brancia di Apricena, "La committenza edilizia di Paolo III Farnese sul Campidoglio." Römisches Jahrbuch der Bibliotheca Hertziana 32 (2002): 1997-98.
  • Aloisio Antinori, La magnificenza e l'utile: progetto urbano e monarchia papale nella Roma del Seicento. Gangemi Editore spa, 2011.
  • Emma Amadei, Le torri di Roma. Palombi, 1969.
  • Paola Picardi, Gli affreschi del palazzo di Paolo III al Campidoglio: un salvataggio anomalo. Paragone. Parte arte 54 (2004): 3-26.

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