Trattato di Ganja

Il trattato di Ganja venne concluso tra l'Impero russo e l'Impero safavide di Persia il 10 marzo 1735, presso la attuale città azera di Gäncä. Il trattato istituì un'alleanza difensiva contro l'Impero ottomano che aveva subito una notevole sconfitta nella Guerra ottomano-persiana (1730-35). Il governo russo si accordò per restituire alla Persia i territori rimanenti nel Caucaso settentrionale e meridionale, incluse le città di Derbend e Baku, che erano state a suo tempo conquistate da Pietro il Grande negli anni '20 del Settecento. Il trattato confermò inoltre i termini del trattato di Resht del 1732 col quale la Russia confermò la rinuncia alle proprie pretese su Gilan, Mazandaran ed Astrabad, e la Persia riconobbe Vakhtang VI, re georgiano in esilio. Il trattato diede alla Russia un valido aggancio diplomatico per la guerra con gli ottomani per via dell'appoggio del governante iraniano Nadir Shah sulla frontiera occidentale dell'impero.[1][2]

Trattato di Ganja
Firma10 marzo 1735
LuogoGäncä
CondizioniRestituzione alla Persia dei territori del Caucaso
PartiAfsharid Imperial Standard (3 Stripes).svg Impero afsharide
Flag of Russia.svg Impero russo
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NoteModifica

  1. ^ Alexander Mikaberidze, Treaty of Ganja (1735), in Mikaberidze, Alexander (a cura di), Conflict and Conquest in the Islamic World: A Historical Encyclopedia, ABC-CLIO, 2011, p. 329, ISBN 1-59884-336-2.
  2. ^ Ernest Tucker, Nāder Shah, su Encyclopædia Iranica Online, 2006. URL consultato il 5 gennaio 2014.

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