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Un esempio di truppe da montagna italiane, l'Alpino con il mulo

Le truppe da montagna sono reparti specifici delle forze armate eserciti il cui compito è di operare in ambienti montani, e quindi in grado di poter effettuare con successo una guerra in montagna per osservare e superare le linee di difesa nemiche.

Indice

StoriaModifica

 
Un'unità degli Alpini italiani impegnati in una scalata nel 1915
 
Un'unità di Gebirgsjäger del Heer

L'uso delle prime truppe da montagna si possono far ricadere nel Medioevo, dopo che le monarchie europee hanno trovato difficoltà a combattere le armate svizzere nelle Alpi. Ma anche durante la campagna italiana di Napoleone Bonaparte, dove una prima sorta di truppe da montagna furono utilizzate durante l'Insorgenza tirolese del 1809.[1] Un altro esempio è l'Ejército de los Andes, in grado di effettuare la traversata delle Ande guidate dal Gen. José de San Martín nel 1817, dove una divisione è riuscita a sfondare ad un'altezza di circa 5000 metri.[2]

Ma le truppe da montagna ebbero il loro esordio durante la prima guerra mondiale, quando alcune delle nazioni coinvolte avevano i confini naturali lungo le creste di confine. Per la loro difesa era necessario dotarsi di soldati appositamente addestrati per riuscire a sopravvivere in ambienti tipicamente montani dove le difficoltà legate al clima, alla neve e ai ghiacciai e alle problematiche capacità di approvvigionamento erano maggiormente difficili. Un altro problema era il trasporto delle pesanti artiglierie sulle vette di montagne. Si hanno quindi ad esempio gli scontri tra il Regno d'Italia contro l'Impero austro-ungarico e l'Impero tedesco che nell'area dolomitica si fronteggiarono per anni: è il caso della Guerra Bianca dove si scontrarono gli Alpini[3] contro i k.k. Landesschützen e l'Alpenkorps.[4] In questo particolare contesto le truppe da montagna perivano più per seracchi, tormente di neve, valanghe, inedia e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40° sotto lo zero.

Le truppe da montagna sono state fondamentali anche durante la seconda guerra mondiale ad esempio, durante l'operazione Rentier ("renna"), un'operazione tedesca destinata a garantire le miniere di nichel intorno Petsamo in Finlandia, contro un attacco sovietico in caso di una rinnovata guerra tra la Finlandia e l'Unione Sovietica.[5] Altro esempio è l'operazione Gauntlet ("guanto d'arme") era il nome in codice di un'incursione inglese compiuta dal 25 agosto al 3 settembre 1941, nella Norvegia occupata dai tedeschi, nell'abito delle operazioni del teatro dell'Artico.[6]

Tutt'oggi sono importanti negli eserciti della varie nazioni avere truppe da montagna come dimostrano alcuni eventi più recenti. Alcuni esempi sono il Conflitto del Kashmir,[7] la Guerra delle Falkland[8] e la Guerra in Afghanistan.[9]

CaratteristicheModifica

 
Un'unita' di Alpini
 
Alpini del 9º reggimento in parata il 2 giugno 2006

Generalmente operano raggruppate in piccoli plotoni specializzati che, con azioni rapide, hanno il compito di sorvegliare o superare le difese nemiche. Tali gruppi sono solitamente equipaggiati durante il periodo invernale con una divisa e sci di color bianco per mimetizzarsi meglio con l'ambiente, mentre durante la stagione estiva utilizzano sempre tute mimetiche che meglio si adattano al cammuffamento nell'ambiente circostante. Il camuffamento ha come obiettivo principale di ingannare il nemico riguardo alla presenza, posizione e movimento delle truppe nemiche.[10] Tra le tecniche più utilizzate vi sono l'annullamento delle ombre, la "rottura" delle linee umane, il mimetismo e il camuffamento accecante, ovvero dato che la vista è il principale organo di senso, il camuffamento si concentra sullo sviare e ingannare l'occhio umano.[11]

Delle truppe da montagna (unita' di fanteria) rientra a far parte anche l'artiglieria da montagna, dove si utilizzano armi come gli obici o i mortai, che di solito si possono smontare in pacchi più piccoli, per trasporto via cavallo, persona, mulo, trattore, o camion. Gli obici e i mortai sono un'arma da fuoco che appartiene si all'artiglieria ma viene impiegata per il "tiro indiretto" (o "curvo") sui bersagli.[12][13]

NoteModifica

  1. ^ (DE) Meinrad Pizzinini: Andreas Hofer - Seine Zeit-Sein Leben-Sein Mythos, Kremayr und Schierau, Wien 1984, S.88f.
  2. ^ Guía documental del Bicentenario de la Batalla de Bailén, su bicentenariobailen.com.
  3. ^ GLI ALPINI: Dalle origini ad oggi: la fulgida epopea del dovere e del sacrificio
  4. ^ Gunther Langes, La guerra fra rocce e ghiacci 1915-1918, Bolzano, Athesia, 2015 [1971], ISBN 978-88-6839-050-1.
  5. ^ (EN) Mann, Chris M. & Jörgensen, Christer (2002), Hitlers Arctic War , Hersham, UK: Ian Allan Publishing Ltd., ISBN 0-7110-2899-0
  6. ^ Mike Chappel, I Commando britannici, RBA Italia/Osprey Publishing, 2012, ISSN 2280-7012 (WC · ACNP).
  7. ^ Lasciar parlare il silenzio, su studistorici.com.
  8. ^ Anderson, Ducan, La guerra delle Falkland, RBA Italia/Osprey Publishing, 2010, ISSN 2039-1161 (WC · ACNP).
  9. ^ Maddalena Oliva, Fuori Fuoco. L'arte della guerra e il suo racconto, Odoya, 2008, ISBN 978-88-6288-003-9.
  10. ^ (EN) Tim Newark, Quentin Newark, J.F. Borsarello, Leibermuster, in Brassey's Book of Camouflage, Brassey's (UK) Ltd, 2002.
  11. ^ (EN) Roy R. Behrens, False colours: Art, Design and Modern Camouflage, Bobolink Books, 2002, ISBN 0-9713244-0-9.
  12. ^ Giovanni Santi Mazzini, La macchina da guerra dal Medioevo al 1914, 2 vol., Mondadori Electa, 2006
  13. ^ Ian Hogg, The guns 1939-45, tradotto da N. Pignato come I cannoni 1939-45, Albertelli Editore, Parma, 1971

BibliografiaModifica

  • (EN) Frederick Engels, Mountain Warfare in the Past and Present, New York Daily Tribune MECW Volume 15, p 164, 27 gennaio 1857.

Voci correlateModifica

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