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Uadi Hammamat
Egypt ancient detail wadi hammamat.png
Localizzazione
StatoEgitto Egitto
Mappa di localizzazione

Coordinate: 25°57′51.85″N 33°30′14.64″E / 25.964403°N 33.504066°E25.964403; 33.504066

Lo Uadi Hammamat, in egizio 'Iˁḫt, è una lunga valle (circa 200 km) che si trova nel Deserto orientale in Egitto ed è situato sulla via carovaniera che collegava la valle del Nilo con il Mar Rosso.

Lo uadi Hammamat inizia a Qift, poco a nord del sito di Karnak ed arriva presso la costa a Kosseir.

Questa regione ha avuto grande importanza già in epoca preistorica, quando, grazie al clima più piovoso, era abitabile; di ciò rimangono tracce nei graffiti rappresentanti cacce ed animali.

Lo Uadi ebbe poi grande importanza per gli egizi, che lo chiamarono Valle di Rohanu sia come sede di cave e miniere che come via di collegamento verso il Mar Rosso e la mitica terra di Punt.

Nella valle erano situate cave di basanite (riservata alle statue dei sovrani) e di breccia verde d'Egitto, ed anche miniere d'oro e di smeraldi. Nei pressi si trovano inoltre i luoghi estrattivi del granito del Uadi Umm Fawakhir e della serpentina moschinata.

Lo Uadi Hammamat è ricco di testimonianze archeologiche del suo sfruttamento, che proseguì anche in epoca romana e di numerose iscrizioni ed incisioni rupestri lasciate dalle spedizioni[1] in particolare per il basalto considerato molto ricercato.[2]

Una incisione di Pepi I della VI dinastia, Piopi nella Lista di Saqqara, rievoca la festa Sed avvenuta nel trentesimo anno di regno[3] mentre in un'altra il sovrano Mentuhotep IV invita a trovare materiale per un grande sarcofago.[4]

In un'altra iscrizione rupestre, risalente forse alla XII dinastia sono scritti i nomi citati da Manetone di cinque sovrani della IV dinastia.[5]

Presso il Museo Egizio di Torino è conservato un papiro che riporta la mappa delle miniere dello uadi, oggi meglio identificata nello Uadi Allaqi e nelle antiche rovine di Berenice Pancrisia.

NoteModifica

  1. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 127
  2. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 40
  3. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 89
  4. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 117
  5. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 395

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Miniere dell'antico Egitto, su reshafim.org.il. URL consultato il 23 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2016).