Pepi I

faraone egizio
Pepi I
Kneeling statue of Pepy I.jpg
Pepi I in posa orante. Brooklyn Museum, New York
Re dell'Alto e Basso Egitto
In carica Antico Regno
Incoronazione 2330 a.C.[1]
Predecessore Userkara
Successore Merenra I
Morte 2280 a.C.[1]
Luogo di sepoltura Saqqara
Dinastia VI dinastia egizia
Padre Teti
Madre Iput I
Coniugi Ankhesenpepi I
Ankhesenpepi II
Nebwenet
Meritites IV
Inenek-Inti, Mehaa, Nedjeftet
Figli Ankhkhau, Merenra I[2], Pepi II (contestato)

Pepi I (Hor Merytawy), o talvolta anche Piopi I,[3] (... – 2280 a.C.) è stato un faraone egizio appartenente alla VI dinastia egizia.

Biografia e regnoModifica

 
Statua in alabastro celebrante la festa Sed del sovrano. Brooklyn Museum, New York

Pepi fu figlio del faraone Teti e della regina Iput I.

Non è noto per quale motivo questo sovrano cambiò il nome Ra ad un certo punto del suo regno; salito al trono come Nefersahor trasformò poi il nome in Meryra.

RegnoModifica

Il Canone Reale gli attribuisce un regno di venti anni contro i cinquantatrè riportati da Manetone.[4]

Il dato archeologico più alto è una incisione datata al venticinquesimo computo del bestiame. Essendo questo, di norma, biennale sembra essere confermato il dato di Manetone. È possibile che questo sovrano abbia iniziato a contare i suoi anni di regno dalla morte del padre, ignorando Userkara.

A questo sovrano è attribuibile un serio tentativo di rinsaldare l'autorità del governo centrale in contrapposizione con le tendenze centrifughe che andavano accentuandosi e che porteranno alla crisi entro pochi decenni.

Il suo regno è celebre anche per la fama del funzionario Weni (o Uni) a capo di 5 spedizioni militari in Palestina e di alcune per recuperare del granito rosso ad Elefantina. Venne inoltre insignito del titolo di governatore dell'Alto Egitto da Merenra I.[5] Weni ebbe anche l'incarico di indagare su un complotto dell'harem contro Pepi I forse ideato da una regina chiamata Amtes.[6]

Ancora in epoca Tolemaica Pepi è ricordato ed il suo culto ancora vivo. È possibile che negli ultimi anni del suo regno abbia associato al trono il figlio Merenra.

Ebbe come regine Ankhesenpepi (I), madre del successore Merenra, e Ankhesenpepi (II) madre di Pepi (II)

Il suo complesso tombale situato a Saqqara, detto

mn
n
nfr

Men-Nefer (Monumento perfetto) dette probabilmente il nome alla città di Menfi.

Liste RealiModifica

Lista di Abido Lista di Saqqara Canone Reale Anni di regno
(Canone reale)
Sesto Africano Anni di regno
(Sesto Africano)
Eusebio di Cesarea Anni di regno
(Eusebio di Cesarea)
Altre fonti:
Altre fonti
36
 
N5mr
r
ii
 

mr y r ˁ - Merira

34
 
ppii
 

p p y - Pepy

4.3
 
HASH
 
20 Phius 53 Phiops Pepi I

TitolaturaModifica

Titolatura originale

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
mriiN19
 
mry t3 (wy) Merytawy Colui che le Due Terre amano
Colui che ama le Due Terre
G16
nbty (nebti) Le due Signore
mriiX
t Z1
mry ḫ.t Merykhet Predilette nel corpo
G8
ḥr nbw Horo d'oro
m m m
S12
bikw nbw Biku nebu I falchi d'oro
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
 
G5nfrV18
 
nfr s3 hr Nefersahor Horo è la perfetta difesa
G39N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
 
p
p
ii
 
ppy Pepi

Titolatura dopo il cambio di nome

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
mriiN19
 
mry t3 (wy) Merytawy Colui che le Due Terre amano
Colui che ama le Due Terre
G16
nbty (nebti) Le due Signore
mriiX
t Z1
mry ḫ.t Merykhet Predilette nel corpo
G8
ḥr nbw Horo d'oro
m m m
S12
bikw nbw Biku nebu I falchi d'oro
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
 
mriira
 
nfr s3 hr

mry rˁ
Merira Prediletto di Ra
G39N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
 
p
p
ii
 
ppy Pepi

Il suo nome compare in alcune titolature in cui è presente uno stretto legame con la dea Hathor ed il dio Atum

 
(1) nb
t
O28n
t O49
G39p
p
ii
 

s3 ḥw.t-hr nb.ti iwn.t ppy - sa Hathor nebti iunut Pepy - Figlio di Hathor, Signora di Dendera, Pepy
(1) Il primo glifo raffigurante la dea sul trono con lo scettro in mano è stato omesso in quanto non disponibile nella lista di Alan Gardiner su cui si basa il software usato per scrivere i glifi

 
t
U15
nbO28W24
O49
O10nb
t
O29n
t O49
G39p
p
ii
 

s3 tm nb iwnw ḥw.t-hr nb.t iwn.t ppy - Sa Tem neb Iunu Hut-hor nebti Iunu Pepy - Figlio di Atum, Signore di Dendera, e di Hathor, Signora di Dendera, Pepy

Altre datazioniModifica

Autore Anni di regno
von Beckerath 2320 a.C. - 2260 a.C.[7]
Malek 2280 a.C. - 2243 a.C.[8]

NoteModifica

  1. ^ a b Cimmino, Franco - dizionario delle dinastie faraoniche, p. 469
  2. ^ Fabio Beccaria, Le antiche civiltà del Vicino Oriente, Universale Eurodes, 1979, p. 305.
  3. ^ Fabio Beccaria, Le antiche civiltà del Vicino Oriente, Universale Eurodes, 1979, p. 304, 305.
  4. ^ Fabio Beccaria, Le antiche civiltà del Vicino Oriente, Universale Eurodes, 1979, p. 305.
  5. ^ Fabio Beccaria, Le antiche civiltà del Vicino Oriente, Universale Eurodes, 1979, p. 307-308-309.
  6. ^ Margaret Bunson, Enciclopedia dell'antico Egitto, pag. 118
  7. ^ Chronologie des Pharaonischen Ägypten (Chronology of the Egyptian Pharaohs), Mainz am Rhein: Verlag Philipp von Zabern. (1997)
  8. ^ (con John Baines), Atlante dell'antico Egitto, ed. italiana a cura di Alessandro Roccati, Istituto geografico De Agostini, 1980 (ed. orig.: Atlas of Ancient Egypt, Facts on File, 1980)

BibliografiaModifica

  • Cimmino, Franco - Dizionario delle dinastie faraoniche - Bompiani, Milano 2003 - ISBN 88-452-5531-X
  • Gardiner, Alan - La civiltà egizia - Oxford University Press 1961 (Einaudi, Torino 1997) - ISBN 88-06-13913-4
  • Smith, W.S. - Il Regno Antico in Egitto e l'inizio del Primo Periodo Intermedio - Storia antica del Medio Oriente 1,3 parte seconda - Cambridge University 1971 (Il Saggiatore, Milano 1972)
  • Wilson, John A. - Egitto - I Propilei volume I -Monaco di Baviera 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano 1967)
  • Federico A. Arborio Mella - L'Egitto dei Faraoni - Mursia - ISBN 88-425-3328-9
  • Grimal, Nicolas - Storia dell'antico Egitto - Editori Laterza, Bari 2008 - ISBN 978-88-420-5651-5
  • Margaret Bunson - Enciclopedia dell'antico Egitto - Fratelli Melita Editori - ISBN 88-403-7360-8

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