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Armoriale del I tipo della famiglia Ubaldini ("D'azzurro, al rincontro di cervo d'argento"), MS 471 G69[1]

Gli Ubaldini furono una famiglia nobile comitale che governò sul Mugello dal VII secolo al 1373 (Ubaldini della Pila, conti del Mugello);[2] in seguito sopravvisse un ramo collaterale (Ubaldini della Carda, conti di Apecchio). Forse di origine longobarda, edificarono numerosi castelli e rocche.

Indice

StoriaModifica

 
Ubaldini della Toscana Armoriale[3]

Di fazione ghibellina, la famiglia visse il suo periodo di maggior splendore sotto gli imperatori Federico I Barbarossa e Federico II.

Nel corso di una visita, Federico Barbarossa fu ospite nel castello della Pila, presso Polcanto. Da questo episodio deriva la leggenda dello stemma degli Ubaldini, recante una testa di cervo. La leggenda riporta che l'imperatore, nel corso di una caccia al cervo, seguisse uno splendido maschio e che uno degli Ubaldini lo afferrasse per le corna affinché l'imperatore a cavallo potesse trafiggerlo. Rimasto colpito dal coraggio mostrato dall'Ubaldini, durante il successivo banchetto, il Barbarossa donò il trofeo del cervo agli Ubaldini e concesse l'onore di rappresentarne le corna nello stemma di famiglia[4].

La famiglia Ubaldini ebbe molti membri illustri, tra i quali spiccano il cardinale Ottaviano degli Ubaldini, l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini e Maghinardo del Frassino.

Il cardinale fu un uomo estremamente potente. Con lui il dominio degli Ubaldini, eretto a contea, si estese fino al castello della Carda presso Apecchio, nelle Marche (a possedere il castello fu il ramo omonimo della famiglia, gli Ubaldini della Carda, mentre il ramo dominante nel Mugello era quello degli Ubaldini della Pila). Partecipò al celebre conclave di Viterbo (1268-1271), in cui fu grande elettore e sostenitore di Tedaldo Visconti, che, eletto, prese poi il nome di Gregorio X (anche l'Ubaldini fu comunque fra i papabili).

L'arcivescovo Ruggieri divenne nel 1278 arcivescovo di Pisa, città allora dominata dai guelfi Ugolino della Gherardesca e Nino Visconti. Fu Ruggieri che fece imprigionare Ugolino insieme a due figli e due nipoti nella torre della Muda, nella quale essi morirono. Probabilmente per questo motivo, Dante lo collocò tra i traditori politici del suo Inferno.

Maghinardo del Frassino invece fu l'ultimo degli Ubaldini della Pila a resistere ai Fiorentini. Dal suo castello del Frassino (Palazzuolo sul Senio) contese ai Fiorentini il dominio sul Mugello. Si batté strenuamente, ma i fiorentini, che già avevano conquistato e comprato tutto il Mugello, nel 1373 lo sconfissero e, dopo averlo portato in catene a Firenze, lo decapitarono, lasciando il suo sangue sulle pietre del palazzo del Bargello per parecchi giorni[4].

L'ultimo rappresentante degli Ubaldini della Pila, Giovanni D'Azzo, fuggì dal Mugello e si rifugiò presso gli Ubaldini della Carda, conti di Apecchio.

Ad Apecchio, gli Ubaldini tennero la contea fino al 1750.

Castelli e roccheModifica

Dei numerosi castelli degli Ubaldini non restano che dei ruderi. Le rocche, in primis Montaccianico, furono rase al suolo dai fiorentini, che ne temevano la potenza. I principali castelli furono:

Membri illustri della famigliaModifica

Gli Ubaldini nella narrativaModifica

Nel 2010, sulla storia della famiglia Ubaldini e i suoi protagonisti del XIII secolo (Ubaldino della Pila, Ottaviano, Ruggeri) è stato pubblicato un romanzo storico[6].

NoteModifica

  1. ^ Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 471, Armi di Firenze, Città, terre e Castelli, e Famiglie fiorentine, sec. XVIII (la lettera e il numero che seguono indicano la numerazione interna al codice).
  2. ^ Gli Ubaldini - Montaccianico sito archeologico [1]
  3. ^ Ubaldini di Toscana, di rosso, alla crocetta patente d'oro accostata da due rami di cervo di cinque pezzi dello stesso
  4. ^ a b Breve sintesi sulla famiglia Ubaldini[collegamento interrotto]
  5. ^ Diresse le operazioni di difesa della città di Cesena contro il legato pontificio Albornoz nel 1357 (storia di Cesena dal sito del Comune)
  6. ^ Riccardo Bellandi, I signori dell'Appennino. Amori e battaglie nella Toscana del Duecento, Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2010, pagg. 624, ISBN 978-8856401011.

BibliografiaModifica

  • Giovan Battista Ubaldini, Istoria della casa degli Ubaldini e de' fatti d'alcuni di quella famiglia, Firenze, Sermartelli, 1588.
  • Giuseppe Maria Brocchi, Descrizione della provincia del Mugello, Firenze, Stamperia D'Anton Maria Albizzini, 1748
  • Riccardo Bellandi, I signori dell'Appennino. Amori e battaglie nella Toscana del Duecento, Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2010, pagg. 624, ISBN 978-8856401011.
  • Fabrizio Scheggi, "Il Mugello nel Libro di Montaperti", Borgo San Lorenzo 2016, ISBN 978-8899386078

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica