HackHammer12
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Su Wikipedia da8 mesi e 15 giorni
SoprannomeHackHammer12
OccupazioneStudente
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ProgettiInerentemente a Wikipedia, direi usare le mie conoscenze per l'arricchimento delle pagine online, soprattutto riguardo a storia, politica e cinema
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HackHammer12

Utente di Wikipedia
In carica
Inizio mandato 19 luglio 1929
Predecessore nessuno (mia prima esperienza qui)
Successore nessuno (per ora)

Utente di Wikipedia in italiano
In carica
Inizio mandato 19 luglio 1921
Predecessore nessuno (carica istituita)
Successore nessuno (per ora)
Gruppo
parlamentare
Wikipediani

Dati generali
Partito politico Indipendente
Professione Studente, saggista e storico dilettante

«La situazione è grave ma non è seria»

(Ennio Flaiano)

«Al conformismo l'ironia fa più paura d'ogni argomentato ragionamento.»

(Indro Montanelli)

«Spesso, se non ci fosse stato chi è morto gridando Viva l'Italia!, ci sarebbe anche da vergognarsi di essere italiani

(Giovannino Guareschi)

«Rem tene, verba sequentur

(Marco Porcio Catone)

«Con la libertà tutto è possibile, senza libertà tutto è perduto.»

(Umberto II di Savoia)

«Che belli tempi! — disse sospiranno — / eh! queli tempi, caro signorino, / nun torneranno più, nun torneranno! / Pe' via ch'allora la bandiera nostra / nun era carcolata come adesso / a una pezza attaccata in un bastone / ch'è car'e grazzia se je vanno appresso / ne la dimostrazzione! / Pe' nojantri era tutto: era la fede, / era l'amore, l'anima, la vita, / co' la speranza de potella vede / sventolà ar sole su l'Italia unita!»

(Trilussa)

«Il mondo io lo divido così, in uomini e caporali. E più vado avanti, più scopro che di caporali ce ne son tanti, di uomini ce ne sono pochissimi.»

(Totò)

Questa è la pagina utente di HackHammer12, utente di Wikipedia che intende utilizzare le proprie pur modeste conoscenze per arricchire l'enciclopedia omonima.

Riguardo a meModifica

Non intendo sicuramente dedicarmi anima e corpo al progetto wikipediano (è primariamente il tempo a mancarmi) ma spero di utilizzare al meglio che riesco il mio tempo libero per poter contribuire. Le mie modifiche saranno prettamente incentrate sulle mie passioni, che sono il cinema, la politica e soprattutto la storia (che poi spesso si intreccia con le altre due).

Sono appassionato di cinema vecchio stile, specie della commedia all'italiana (i miei attori preferiti in questo senso sono Alberto Sordi, Totò, Massimo Troisi, Vittorio Gassman e molti altri) ma anche di quella americana (indimenticabili per me Stanlio e Ollio, che conosco e apprezzo nonostante la mia giovane età) spaziando anche verso altri lidi come il western (specie, anche in questo caso, quelli all'italiana).

Riguardo al resto sono appassionato di storia spaziando per vari argomenti, sopratutto di storia d'Italia, ma con un'attenzione maggiore verso la storia del fascismo, quella del movimento comunista nelle sue accezioni, quella del Risorgimento (periodo storico di cui mi sento figlio, di tutti i suoi protagonisti più o meno noti) e poi dell'Italia repubblicana. Politicamente senza entrare troppo nel merito sono un indipendente da partiti e fazioni politiche, un conservatore, (forse con qualche inflessione liberal-conservatrice), un borghese. Mi considero di destra, ma la mia destra è particolare, è quella che ha applaudito a Giolitti, De Gasperi, Einaudi, e che ha parlato per bocca di Montanelli, Longanesi, Ansaldo e Guareschi, la vecchia destra della "brava gente" piccolo e medio borghese che ormai non esiste più, o che forse non è mai davvero esistita, ma che ha fatto sentire il suo anticonformismo che sfidò sommessamente l'egemonia culturale della sinistra a partire dal secondo dopoguerra. In un certo senso mi piace dirmi metaforicamente anarchico (Montanelli avrebbe detto "anarco-conservatore"), perché quella mi pare la mia condizione nei confronti di diversi risvolti della società da cui mi sento spesso estraneo, soprattutto moralmente. Da segnalarsi in ultimo il fatto che sono, fin dagli albori del mio interesse per la cosa pubblica, di idee e sentimenti monarchici (pur non essendo un monarchico militante), anche se sinceramente non credo, realisticamente parlando, ad un ipotetico ritorno della monarchia parlamentare di Casa Savoia in Italia. Sono interessato anche alla politica americana, anche se ammetto di non essere proprio espertissimo sul tema (simpatizzante repubblicano di area moderata, sono molto interessato ad approfondire lo sviluppo del bipolarismo statunitense).

Cosa dire di più di me? Sono piemontese, nato a Torino? Assolutamente sì, anche se vanto origini in parte anche lucane. E poi? Forse che i miei pensieri sono più o meno consciamente e più o meno spesso pervasi da una sorta di passatismo spero mai fine a sè stesso. So parlare, oltre che l'italiano come lingua madre, anche l'inglese, un po' il francese, e l'apulo-lucano (nello specifico, una variante dialettale parlata nel melfese, appartenente alla più vasta area linguistica napoletana). Mi piacerebbe inoltre migliorare le mie scarse nozioni di piemontese, e certamente lo farò, prossimamente. Per andare più sul personale posso dire di essere come si sarà compreso certamente italiano e di essere orgoglioso di questo nome (una maggiore unità morale degli italiani è un mio sogno attualmente incompiuto, e credo purtroppo che lo rimarrà), anche se questo mio amore per il mio Paese purtroppo non mi esenta dal confronto quotidiano con quegli strani individui che sono gli italiani. Discendente di due famiglie geograficamente opposte all'interno dell'Italia, una settentrionale ed una meridionale, sono piuttosto felice anche di questo. Se si vuol parlare di religione infine sono cattolico, forse uno dei non moltissimi giovani ad esserlo ancora (lo dico ironicamente ma non troppo), in senso piuttosto conservatore (pur con qualche tratto di derivazione sinceramente cattolico-liberale). Mi sento vicino a molte idee espresse dall'attuale papa emerito Benedetto XVI, e forte è la mia ammirazione per un cardinale purtroppo scomparso, Giacomo Biffi, ma soprattutto mi sento molto vicino al pensiero del filosofo politico cattolico Augusto Del Noce.

Qualche cenno al mio approccio alla storiografia italianaModifica

In ultimo volevo lasciare un rapido cenno alla mia idea della storiografia riguardo alla storia d'Italia, che ricopre la maggior parte dei miei contributi qui. Ovviamente si tratta della mia idea, in grandi termini, della storia del nostro Paese, senza volere che mie opinioni diventino assiomi, magari non coperti dal sostegno delle fonti. Il mio approccio alla storia d'Italia è soprattutto riguardante il periodo successivo il Risorgimento. In questa cornice, senza sminuire il contributo dato dalle componenti democratiche, mazziniane e garibaldine, al raggiungimento dell'unità e indipendenza nazionale, vi è una sostanziale rivalutazione del ruolo di Casa Savoia e della diplomazia del conte di Cavour (in particolar modo riguardo ai sinceri sentimenti patriottici di entrambe le parti, che affiancarono, senza che queste venissero meno, le ambizioni dinastico-diplomatiche, molto più di quanto non vorrebbe certa storiografia ormai consolidata). Senza nulla sminuire dei tantissimi nodi irrisolti del Risorgimento, nella mia visione questa è stata un'epopea buona e nobile, e mio obiettivo sarebbe proprio quello, nel mio piccolo, di ridargli un po' di lustro, senza scivolare nelle oleografie d'altri tempi. Riguardo all'Italia liberale, c'è nella mia visione una sostanziale rivalutazione della figura di Giovanni Giolitti, che senza negarne i difetti è per me ben distante dalla figura del "ministro della malavita" che dipinse, a mio avviso un po' ingiustamente, Gaetano Salvemini. Per me Giolitti fu al contrario uno degli statisti più adatti a condurre la macchina statale in Italia e la nazione stessa, contribuendo inoltre ad allargare il centro di potere, prima di allora limitato a quella che Montanelli definì "Italia dei notabili". Riguardo alla storia del fascismo io mantengo un atteggiamento di scoperta dei cavilli meno noti di tale periodo, riallacciandomi ai contributi di Renzo De Felice (del quale riprendo le sfumature della complessa personalità di Benito Mussolini, del quale riprendo in sostanza anche i ritratti che ne diede Montanelli) e rimanendo ben lontano dalle storiografie partigiane e resistenziali un tempo indiscutibili. La maggior parte dei miei interessi storiografici vanno però alla storia dell'Italia repubblicana, e nella fattispecie alla cosiddetta "Prima Repubblica". In particolare valorizzazione delle figure di De Gasperi, Sforza, Einaudi, Pella, Nenni, Saragat, mentre mi piacerebbe contribuire a togliere un po' di mito dai nomi di tre personaggi da me largamente stimati ma ormai mitizzati dalle loro parti politiche: Berlinguer, Pertini e Almirante. In ultimo un totale ridimensionamento e svalutazione della figura di Palmiro Togliatti, spesso considerato alla stregua di un "padre della patria", e di uno statista sopraffino, ma ai miei occhi piuttosto un burocrate di partito legato a ragionamenti esclusivamente opportunistici, peraltro legati agli interessi del regime sovietico. Volevo in ultimo dire che sono anche interessato alla questione meridionale, inerentemente però all'approccio tenuto verso la stessa dal Meridionalismo "classico", di Giustino Fortunato (una delle mie figure politico-storiografiche italiane preferite), Francesco Saverio Nitti, e Giuseppe Galasso. Il pensiero di Fortunato e quello di Nitti (entrambi erano, da sottolineare, ardenti fautori dell'ideale unitario e dei valori del Risorgimento) li considero molto importanti per l'analisi della situazione del Sud Italia durante il Regno delle Due Sicilie e ad unità avvenuta (i due storici erano peraltro entrambi originari del Vulture, in Basilicata, la terra d'origine dei miei nonni materni). Pur avendo una pessima opinione delle modalità con cui le province meridionali vennero integrate nell'Italia unita, non condivido affatto la recente rivalutazione dell'operato della dinastia borbonica, spesso farcite di vere e proprie bufale e di pseudostoria, contro la quale anzi mi batto mediaticamente considerandola, dirò di più, persino pericolosa.