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Valerio Negrini nel 1974

Valerio Negrini (Bologna, 4 maggio 1946Trento, 3 gennaio 2013) è stato un paroliere, poeta e batterista italiano, noto per essere il fondatore nonché l'autore dei testi della maggior parte delle canzoni dei Pooh.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di un commerciante di salumi e di una casalinga[1], batterista - e talora voce solista - dei Pooh fino al 1971, dopo aver ceduto le bacchette e la batteria a Stefano D'Orazio si dedicò solo alla stesura dei testi delle canzoni, attività che aveva curato già dalla pubblicazione del primo album. Il suo partner più assiduo nella composizione è sempre stato Roby Facchinetti, in coppia con il quale compose alcune centinaia di canzoni di cui molte di successo. Fino al 2009 rimase noto come il quinto Pooh.[2][3][4]

Era padre di tre figlie: Alice (1979), Linda (1990) e Ginevra (2006). Dal 1995 era sposato con Paola Racca. Si era dichiarato "ateo praticante"[5]

I primi anniModifica

Fu il fondatore del complesso: nel 1962 conosce Mauro Bertoli con cui forma i Jaguars, il primo nucleo di quello che nel 1966 diverrà il complesso dei Pooh. È lui l'artefice principale dell'entrata nel complesso di Roby Facchinetti e Dody Battaglia.

Dai primi tempi, Negrini è il batterista e paroliere del repertorio della band. Sporadicamente, canta anche da solista: è suo il parlato di Opera prima; canta tra l'altro in La fata della luna, Tutto alle tre, Il primo e l'ultimo uomo. Gli album in cui si riconosce maggiormente il suo operato nell'organico del complesso sono Memorie e appunto Opera prima.

Nel 1969 scrive il suo primo testo fuori dai Pooh, Cade il mondo, per Don Miko, per il quale due anni dopo scriverà anche Susanna T.; inoltre collabora con Alberto Testa per Fatalità, su musica di Mario Robbiani, incisa da Anita Traversi[6].

Nel 1971, dopo la pubblicazione del 33 giri Opera prima, Negrini decide di rinunciare al ruolo di batterista per rimanere comunque il quinto Pooh occulto.[7] Una delle principali cause di questa defezione è probabilmente da ricercare nei rapporti difficili che intercorrono tra lui e il produttore Giancarlo Lucariello.[8]

Il lavoro come paroliereModifica

Valerio continua a scrivere la maggior parte dei testi. A partire dal 1975 si divide il compito con Stefano D'Orazio, che l'ha sostituito alla batteria. Resta comunque l'autore di quasi tutti i singoli di maggior successo; partecipa alle registrazioni nelle canzoni L'anno il posto, l'ora e Rock'n'roll, sovrapponendo in sottofondo la sua voce alle strofe cantate da Dody.

Dal momento che i Pooh iniziano ad autoprodursi (1976), il controllo di Giancarlo Lucariello viene meno, sicché i testi di Valerio Negrini cambiano radicalmente e tornano ad orientarsi liberamente in diverse direzioni. È tra l'altro sua l'idea di intitolare il famoso album Poohlover in questa maniera.

Nel 1977 insieme a Dodi Battaglia, Roby Facchinetti e Stefano D'Orazio incide un 45 giri con lo pseudonimo di Mediterraneo System. Le due canzoni (nelle quali Valerio Negrini è voce principale), benché semisconosciute, sono di fatto brani dei Pooh. Per l'occasione il 45 giri viene distribuito alle radio. Esso comprende i pezzi Ci pensi? e Mezzanotte a maggio.[9] Il primo trova spazio su un'antologia ufficiale della CGD.[10]

Negli anni Ottanta Valerio scrive tra l'altro i testi per i dischi solisti di Roby Facchinetti e Dodi Battaglia.

Tra i testi scritti per altri artisti si ricordano in questa sede Un sogno tutto mio (su musica di Guido Maria Ferilli, che Caterina Caselli presenta al Festivalbar 1973), Piano...piano[11] ed E poi sì[12] per Genova & Steffan, Canzone sincera e Le cose che vanno lontano di Marco Armani, Ce la fai di Miguel Bosé, sette canzoni dell'album Finardi di Eugenio Finardi[13], Sto con te e Mi sveglio e mi rivoglio per Anna Rusticano[14], Hey città e Park Hotel degli "Everest" dei quali è anche produttore. Le canzoni Innamoratevi come me e Uomini addosso, entrambe scritte su musica di Facchinetti, vengono presentate da Lena Biolcati e Milva, rispettivamente, al Festival di Sanremo 1985 e 1993.

Nel 1991 firma con Roby Facchinetti i brani Sotto il vulcano e Amici per Marcella Bella. L'anno successivo accompagna i Pooh in tour suonando i vecchi brani della band nel finale del concerto.

Ultimo periodoModifica

In occasione del venticinquesimo anniversario del complesso pubblica il volumetto "Le guerre poohnike" nel quale espone la biografia del gruppo secondo la sua prospettiva, inclusi alcuni conflitti. Nel 1993, a quasi vent'anni dalla sua ultima partecipazione vocale in una canzone, torna a cantare insieme a Roby Facchinetti in Facciamo una canzone, brano incluso nell'album solista di Facchinetti Fai col cuore. A partire dalla fine degli anni novanta, il contributo di Valerio Negrini alla stesura dei testi viene sensibilmente ridimensionato a favore di quello di Stefano D'Orazio, nonostante il lavoro di Negrini come paroliere venga da alcuni ritenuto uno dei pochi elementi veramente insostituibili nel profilo dei Pooh.[4] Nel momento in cui Stefano lascia il complesso (2009) segue comunque una fase di riorientamento nell'organico tale per cui i Pooh, nel loro ultimo album di inediti (Dove comincia il sole) tornano a pubblicare canzoni con testi firmati esclusivamente da Negrini.

Partecipa ad alcune puntate del quiz televisivo Tira & Molla assieme alla moglie.

Valerio Negrini muore nel tardo pomeriggio del 3 gennaio 2013 a Trento, a causa di un infarto[15]. Il 7 gennaio viene allestita, al Teatro della Luna di Assago, la camera ardente aperta al pubblico, per permettere ai fan di rendergli omaggio un'ultima volta; alla cerimonia sono presenti i Pooh con le rispettive famiglie, Stefano D'Orazio, la moglie di Negrini, Paola, le figlie, Fio Zanotti e amici o membri dello staff dei Pooh.

A Negrini, dopo la morte, vengono dedicati i due pezzi strumentali di Roby e Dodi Poeta e Vale, rispettivamente dagli album solisti Ma che vita la mia e Dov'è andata la musica.

Per quanto riguarda Ma che vita la mia del 2014, questo contiene otto testi postumi di Negrini, scritti appositamente per quel progetto, in lavorazione al momento della sua morte: Ma che vita la mia, Un mondo che non c'è, È per me, Vola che non sei sola, Ieri oggi e per sempre, Il tempo di guardare la luna, Bugie e Gocce nel mare.

Nel 2017 Roby Facchinetti e Riccardo Fogli pubblicano l'album Insieme, contenente quattro testi postumi di Negrini: Strade, Le donne ci conoscono, Prima rosa della vita e E vanno via.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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