Valero di Bouvignes

presbitero belga
San Valero di Bouvignes

Martire

 
Nascita1138
Morte1199
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza23 giugno
Patrono didiocesi di Namur

Valero, o Walhero (Bouvignes-sur-Meuse, 11381199), è stato un religioso belga del XII secolo ed è venerato come santo e martire dalla Chiesa cattolica, nonostante non vi sia traccia di una canonizzazione ufficiale.

BiografiaModifica

Nato nella provincia vallone di Namur, a Bouvignes, figlio di ricchi possidenti, diviene orfano di madre poco dopo la nascita. Studia presso i canonici di Leffe. Ben presto sente la vocazione sacerdotale e studia teologia all'istituto benedettino di Waulsort. Entra a far parte dei chierici secolari per non lasciar solo il padre. Il suo nome si trova in alcuni documenti del 1163 come membro del clero di Onhaye, con il curato Héribrand, già anziano e al quale succederà, nello stesso documento viene citato il vicario Fauchon, che probabilmente era suo nipote. Più tardi viene nominato decano rurale di Florennes, come lo testimonia un altro documento del 1190. È l'epoca delle Crociate e c'è molta tensione tra monasteri e abbazie. Spesso, le controversie tra monaci richiedono l'intervento del Conti di Namur o del vescovo di Liegi. Durante il suo ministero, Walhero fu molto impegnato nel correggere il comportamento, ritenuto disdicevole, dei preti della zona. Sembra che abbia cercato di metter pace nella parrocchia di Hastière, che dipendeva dall'abbazia di Waulsort, ci andò di persona e incontrò alcuni vicari, tra cui Fauchon, allora distaccato dalla parrocchia di Onhaye.

LeggendaModifica

Secondo la leggenda dopo aver portato a termine il suo compito viene riaccompagnato durante la notte, in barca, da un vicario e, mentre attraversava la Mosa venne in diverbio con il vicario, probabilmente il nipote, che evidentemente aveva rimproverato ancora una volta, minacciandolo di allontanarlo dall'incarico.

Lo scontro prese una brutta piega e in preda ad una collera violenta, il nipote l'ammazzò a colpi di remo. Il corpo finì nell'acqua del fiume rimanendo a galla; l'indomani, alcuni contadini lo recuperarono e cercarono di trasportarlo a Bouvignes per seppellirlo, ma nonostante i loro sforzi non riuscirono a sollevarlo.

Il corpo fu allora spinto verso la riva sinistra della Mosa e si fermò in un punto dove si racconta sgorgò una fonte, nel fiume, che non si è mai inaridita. Nel frattempo arrivarono un gran numero di persone da Bouvignes, da Hastière e soprattutto da Onhaye, arrivò anche l'abate di Waulsort. Il corpo senza vita fu posto su un carro tirato da cavalli per portarlo a Waulsort, ma i cavalli non vollero muoversi. Allora si presero due bianche giovenche che non avevano ancora portato alcun giogo e queste, da sole e senza guida, lo trasportarono fino ad Onhaye e si fermarono davanti alla chiesa di San Martino, dove venne tumulato. Era il 1199, probabilmente il 23 giugno e Walhero doveva avere circa 61 anni.

CultoModifica

Questo villaggio divenne meta di numerosi pellegrinaggi, il santuario locale già nel 1522, sul suo sepolcro, aveva posto all'ingresso della chiesa, una bella pietra tombale in marmo nero scolpito ad alto rilievo; nel 1860 questo santuario venne ingrandito a seguito del gran numero di pellegrini che affluivano.

Ogni anno a Onahye, la prima domenica dopo la festività di San Giovanni (24 giugno) si festeggia san Walhero con una processione: è l'evento religioso principale del villaggio. Il corteo si ferma davanti a molte cappelle ed edicole e infine viene celebrata la messa nella chiesa parrocchiale.

Walhero è santo patrono della diocesi di Namur e la sua festa è celebrata il 27 giugno; santo molto popolare e venerato, viene invocato per guarire dal mal di testa e contro le malattie del bestiame.

Collegamenti esterniModifica