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Il termine valletta viene usato per indicare il ruolo di assistente del conduttore di un gioco a premi, di un varietà o di un qualsiasi evento spettacolare (festival, concorso di bellezza, gara sportiva).

Il ruolo di valletta è svolto di solito da donne di bella presenza ma non necessariamente dotate di particolari qualità sceniche o di talento nella recitazione, nel canto o nel ballo. Per questo motivo il termine valletta non può essere sinonimo di soubrette o di showgirl, in quanto questi due termini prevedono la capacità di intrattenere il pubblico con numeri di canto, di ballo, di recitazione e a volte anche di vera e propria conduzione e animazione dello spettacolo.

Mike Bongiorno e Lascia o raddoppia?Modifica

La valletta in Italia nasce con le trasmissioni a quiz, la prima e la più celebre delle quali fu, negli anni cinquanta, Lascia o raddoppia? condotta da Mike Bongiorno. Edy Campagnoli (che per la cronaca non è stata la prima ad affiancare il presentatore, ma è subentrata a Maria Giovannini) è stata per molti anni il prototipo di valletta televisiva: aggraziata ed elegante ma assolutamente priva di smanie di protagonismo, dopo l'annuncio iniziale si limitava ad accogliere i concorrenti del gioco e a porgere le cartelle e le buste contenenti le domande, spesso senza parlare per tutta la durata della trasmissione.

Evoluzione con RischiatuttoModifica

Quasi vent'anni dopo arriva la svolta con Rischiatutto. La presenza di una valletta finalmente "parlante", studentessa universitaria, che oltre a essere autorizzata a dialogare con i concorrenti e sostenere dei discorsi, sarà addirittura incaricata di controllare il lavoro del conduttore, correggendone ove necessario gli errori e segnalandogli le eventuali distrazioni, verrà considerata dalla stampa una svolta obbligata: con la progressiva affermazione del concetto delle pari opportunità fra i sessi, infatti, la figura della valletta, muta e sempre subordinata al conduttore, aveva cominciato ad essere contestata e ad essere ritenuta umiliante per la donna anche se, con l'andare del tempo, alle mansioni tradizionalmente attribuitele ne erano state talvolta aggiunte altre al fine di dare maggiore completezza e dignità al personaggio.

Il dopo ArboreModifica

Negli anni ottanta la televisione sarà finalmente in grado di ironizzare su se stessa e quindi anche sul ruolo della valletta. Significative a questo proposito le intuizioni di Renzo Arbore, che nello spettacolo Tagli, ritagli e frattaglie capovolge i ruoli proponendo una figura di valletta carica di casereccio erotismo che è in realtà essa stessa la "conduttrice" di un gioco di seduzione di cui i due presentatori (lo stesso Arbore e Luciano De Crescenzo) finiscono per essere vittime.

Nel successivo Indietro tutta, le vallette vengono con sarcasmo soprannominate ragazze coccodè e vestono letteralmente i panni di galline. Impiegate in insulsi e grotteschi balletti che fanno da stacco tra un numero e l'altro della trasmissione, prefigurano la rivoluzione che sarà determinata di lì a poco dalle televisioni commerciali, che in seguito attribuiranno un nome particolare alle vallette di ogni singola trasmissione: dalle ragazze fast food del Drive in alle ragazze cin cin di Colpo grosso, dalle veline di Striscia la notizia alle letterine di Passaparola.

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