Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Varini" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Varini (disambigua).
Varni
Germani secondo PLINIO 78 e TACITO 98 AD.png
Il popolo dei Varni si trovava a nord-est della foce del fiume Elba (Albis), nella penisola dello Jutland attorno al 98, al tempo dello storico Tacito che scrisse De origine et situ Germanorum
 
Nomi alternativiVarini, Avarini, Varinnae, Wærne/Werne, Guarni, Warnii
Sottogruppisecondo Tacito potrebbe far parte del gruppo delle tribù suebiche[1]
Luogo d'origineSi ebbe una prima migrazione dalla Scandinavia nei territori dell'attuale Polonia (tra il bacino dell'Oder e della Vistola)
PeriodoDal I millennio a.C.
Linguagermanica orientale
Gruppi correlatiIndoeuropei: Germani orientali
Distribuzione
Germania Magna Cultura pomeranica e lusaziana (I millennio a.C.)

I termini Varni (Procopio), Varini (Tacito), Avarini (Tolomeo), Varinnae (Plinio il Vecchio), Wærne/Werne (Widsith), Guarni (Cassiodoro), Warnii (legge turingia) si riferiscono probabilmente ad una stessa tribù germanica poco conosciuta.

EtnonimoModifica

Il nome potrebbe voler dire "difensori", e potrebbero essere stati originari della Scandinavia meridionale a causa del loro nome, Värend. Si insediarono con ogni probabilità nella Germania settentrionale.

StoriaModifica

La prima citazione di questa tribù si ha nel De origine et situ Germanorum di Tacito, nel quale si trova scritto:

(LA)

«Reudigni deinde et Aviones et Anglii et Varini et Eudoses et Suardones et Nuithones. Nec quicquam notabile in singulis, nisi quod in commune Nerthum, id est Terram matrem, colunt eamque intervenire rebus hominum, invehi populis arbitrantur. ...»

(IT)

«Seguono in ordine i Reudigni, e gli Avioni, e gli Angli, ed i Varni, ed i Sedusi, ed i Suardoni, ed i Nuitoni; tutti difesi da fiumi e foreste. In nessuna di queste nazioni successe nulla di importante, a parte il fatto che condividevano il culto di Herthum (Nerthus); ovvero della Madre Terra»

(Tacito, De origine et situ Germanorum, XL, 1.)

Plinio il Vecchio scrisse Germanorum genera quinque: Vandili, quorum pars Burgodiones, Varinnae, Charini, Gutones, dicendo che esistevano cinque razze germaniche: i Vandali di cui facevano parte i Burgundi, i Varinnae, i Carini ed i Gutones (Goti).[2]

Procopio citò questo popolo, dicendo che quando gli Eruli vennero sconfitti dai Longobardi, tornarono in Scandinavia (Thule). Attraversarono il Danubio (Ister), oltrepassarono gli Slavi (Sclaveni) e, dopo una regione sterile, raggiunseero i Varni. Dopo i Varni incrociarono i Daner, e poi solcarono il mare. In Scandinavia si insediarono accanto ai Geati (Gautoi).[3]

Apparvero anche in un poema anglosassone intitolato Widsith, con il nome di Werns.

(ANG)

«þeodric weold Froncum, þyle Rondingum,
Breoca Brondingum, Billing Wernum.
Oswine weold Eowum ond Ytum Gefwulf,
Fin Folcwalding Fresna cynne.»

(IT)

«Teodorico governò i Franchi, Thyle i Rondings,
Breoca i Bronding, Billing i Werns.
Oswine governò gli Eow ed i Juti vennero guidati da Getwulf,
Finn Folcwalding i Frisian-kin.»

(Widsith, linee 24-27)

Su una mappa di Claudio Tolomeo vengono segnalati nella zona di Meclemburgo, dove uno dei fiumi principali è il Warnow, ed esiste un paese chiamato Warnemünde. Vennero dispersi dai Franchi nel 595. Quando nacquero gli Slavi, presero il nome di Warnabi, forse per aver assimilato gli ultimi Varni.

NoteModifica

  1. ^ Tacito, De origine et situ Germanorum, XLI, 1.
  2. ^ Plinio il Vecchio, IV, 99.
  3. ^ Procopio: Libro VI, xv

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica