Calimala

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Calimala
Via calimala, madonnaro.jpg
Madonnaro in Calimala
Altri nomiVia Calimala
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàFirenze
QuartiereQuartiere 1
Codice postale50123
Informazioni generali
Tipostrada carrabile
Pavimentazionelastrico
IntitolazioneCallis maius (strada grande)
Collegamenti
Iniziovia Porta Rossa/piazza del Mercato Nuovo
Finepiazza della Repubblica
Intersezionivia dei Lamberti, via Orsanmichele
Mappa

Calimàla (spesso normalizzata come via Calimala) è una strada del centro storico di Firenze, situata tra via Porta Rossa/piazza del Mercato Nuovo e piazza della Repubblica. La strada era il tratto sud dell'antico cardo romano.

StoriaModifica

Il toponimo è antico e di significato oltremodo discusso, fermo restando il suo essere strettamente legato alla storia dell'Arte dei Mercatanti, nota appunto anche come Arte di Calimala, ossia la corporazione che importava e lavorava le materie prime come la lana grezza dall'Inghilterra e dalla Francia e che ebbe lungo questo tracciato molte delle proprie botteghe e sedi di rappresentanza.

Il nome di Calimala per alcuni deriverebbe da Callis malus, cioè 'strada cattiva', per altri da Callis maius, cioè 'strada maggiore'. Ciò spiegherebbe l'omissione di 'via', poiché già nel nome ci sarebbe l'attributo di callis. Per altri ancora, ma con poca credibilità, Calimala deriverebbe da altre lingue, come il greco (Kalòs màllos, cioè bella lana con riferimento alle contrattazione dell'Arte dei Mercatanti, o ancora da Kalimèra, cioè "buongiorno") o addirittura l'arabo Kali che significherebbe "spirito", lo spirito con cui venivano trattate le lane e le altre merci[1]. Il Bigazzi nelle Iscrizioni e memorie di Firenze lascia prudentemente al lettore la scelta tra una delle etimologie possibili, sia essa legata al latino malus, che porterebbe al malaffare o al meretricio, o al greco, che porterebbe a una forma di saluto.

Al di là di tali considerazioni e dell'attuale prevalere dell'interpretazione che vuole il termine derivare da Calle Maia, strada grande, è certa l'importanza della via nella città antica, identificandosi con il cardo massimo della città romana, che andava a incrociare il decumano in prossimità del luogo dove è la colonna dell'Abbondanza, in piazza della Repubblica.

Di questa storia tuttavia ben poco oggi rimane nell'immagine complessiva della strada, essendo stata questa interessata dal progetto di risanamento dell'area del Mercato Vecchio (1885-1895), con il conseguente atterramento delle antiche fabbriche (fatta eccezione, per questo tratto, del palazzo dell'Arte della Lana) e la costruzione di grandi palazzi in cui la tradizione poggiana si stempera a favore di un gigantismo ben poco locale e che molto deve alla coeva esperienza a Roma.

DescrizioneModifica

La strada continua ad essere una di quelle più frequentate, sia per la presenza di attività commerciali sia per il suo essere arteria pedonale di collegamento tra la zona del Ponte Vecchio, piazza della Repubblica e piazza Duomo. La carreggiata è pavimentata a lastrico, con ampi marciapiedi laterali.

I palazzi che vi si affacciano risalgono infatti quasi tutti a quell'epoca, come palazzo Rossi Canevari, al numero 1, o palazzo Paoletti, sorto dove un tempo esisteva la sede dell'Arte degli Albergatori. Sull'altro lato resta il palazzo dell'Arte della Lana, già torre dei Compiobbesi, stravolto però nel suo tessuto urbano con l'aggiunta della loggetta smaccatamente neogotica sul fianco. Tra le architetture moderne della via ha un certo interesse architettonico il Banco di Sicilia.

Oggi la strada è ancora oggi fitta di negozi ed una particolarità sono i riquadri per i "madonnari", opere estemporanee realizzate coi gessetti sul selciato: l'attività è regolata dal Comune.

NoteModifica

  1. ^ Bargellini-Guarnieri 1977

BibliografiaModifica

  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, p. 104, n. 228;
  • Comune di Firenze, Stradario storico e amministrativo della città e del Comune di Firenze, Firenze, Tipografia Barbèra, 1913, p. 21, n. 142;
  • Comune di Firenze, Stradario storico e amministrativo della città e del Comune di Firenze, Firenze, 1929, p. 18, n. 164;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, I, 1977, pp. 165-167;
  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
  • Comune di Firenze, Stradario storico e amministrativo del Comune di Firenze, terza edizione interamente rinnovata a cura di Piero Fiorelli e Maria Venturi, III voll., Firenze, Edizioni Polistampa, 2004, pp. 116-117.

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